Sembra appena ieri quando uno sparuto gruppo di giovani intellettuali diede vita alla prima testata di arte contemporanea a Napoli: erano anni di rinascita della città e di grande mobilitazione culturale e ritrovato impegno civile.
Le prime uscite del giornale aperiodiche ed entusiastiche si inserivano nei circuiti più alternativi della vita culturale metropolitana: la lunga stagione dei centri sociali, le presentazioni nei circoli ARCI disseminati in tutta la provincia senza snobbare locali notturni ed ogni altro luogo di aggregazione e di scambio.
Un’attività intensa e dinamica che muoveva da una precisa volontà di confronto e di dibattito culturale che partendo dallo specifico dell’arte contemporanea estendeva il proprio raggio di azione ad ogni espressione orizzontale e trasparente.
D’altronde la vorticosa ripresa delle attività artistiche in città insieme ad una maggiore sensibilità da parte delle istituzioni pubbliche e private offriva spunti interessanti di riflessione su temi fondamentali e diffusi in ampie aree del tessuto cittadino: si pensi al grande dibattito sulla creazione di un museo di arte contemporanea a Napoli, a quel tempo mero miraggio, o alle audaci quanto energiche politiche volte al recupero del centro storico o delle periferie. Nel frattempo emergeva una nuova generazione di artisti che spingeva verso un radicale rinnovamento dei linguaggi e una sperimentazione più aperta al sociale.
Occorreva, dunque, registrare questi cambiamenti reali attraverso uno strumento comunicativo agile ed inconsueto, pervasivo ma indipendente, capace di allargare esponenzialmente la partecipazione culturale dopo una fase di sostanziale messa in crisi di obsoleti canali di produzione e diffusione del contemporaneo.
E proprio a partire da questa consapevolezza che si realizza una perfetta sintonia di intenti tra il progetto editoriale Viatico e il progetto Oreste, una nutrita quanto variegata compagine di artisti italiani e stranieri impegnati a ridefinire funzioni e processualità dell’arte in un momento di forte latitanza della teoria e della critica. È così che si realizza la presenza di Viatico alla 48 edizione della Biennale di Venezia, all’interno appunto del Progetto Oreste ubicato nel Padiglione Italia.
Tale occasione apre Viatico ad una dimensione che travalica i meri confini partenopei per estendere il lavoro di informazione e documentazione sul contemporaneo a tutto il territorio nazionale con la nascita di redazioni a Milano e a Torino.
Ad oggi la rivista esce con una tiratura media di 5000 copie a cadenza bimestrale nei punti più nevralgici dell’arte contemporanea in Italia, conta un nutrito numero di redattori e collaboratori e vanta un comitato scientifico di grande prestigio.
In occasione del volgersi di un altro anno editoriale la rivista fa il suo ingresso sul web nell’intento di allargare ulteriormente la sua visibilità e con essa la partecipazione di quanti si ispirano a forme di comunicazione orizzontali e trasparenti.
Dunque, Buon Compleanno a Viatico!
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