Archivio di aprile 2008

Foster You’re Dead

mercoledì, 23 aprile 2008

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di Elena Santoni
Rirkrit Tiravanija in collaborazione con l’architetto Neil Logan crea uno spazio- rifugio contro le radiazioni nucleari. Nell’eventualità della catastrofica esplosione, l’artista realizza un possibile luogo dove un ragazzino di undici anni si mette al riparo.
L’ambiente riproduce un giardino tropicale composto da vasi di palme collocati sul suolo della galleria, le pareti sono ricoperte da poster che riproducono una spiaggia esotica. All’ingresso veniamo accolti da questa oasi: un misto di naturale ed artificiale dislocato in un posto chiuso, privo di aperture. (continua…)

A SERVICE TO BOBOOBLEE FOR YANBUKI PRIDE MONTH

mercoledì, 23 aprile 2008

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ON THE MORNING OF APRIL 18TH THE POPE GAVE A SERVICE AT YANKEE STADIUM FOR 60000 PEOPLE, IN THE AFTERNOON WE PROVIDED A SERVICE TO BOBOOBLE IN TOMPKINS SQ. PARK
WITH 6 OR 7 PEOPLE IN ATTENDANCE.

WE SURELY HAVE A LONG WAY TO GO TO GAIN THE RESPECT AND THE FAITH OF PEOPLE IN WASTE WORSHIP. A PARALLELISM WITH THE STRUGGLE OF EARLY CHRISTIANS IS IN ORDER BUT AT LEAST WORSHIPPING YANBUKIS ARE NOT FED TO THE LIONS.
BOBOOBLE WAS LEANED AGAINST THE BIG TREE, A POEM AND SONGS WERE SANG PARTICULARLY MOVING AND POIGNANT WAS THE CLOSING SONG TO  THE TUNE OF AMERICA THE BEAUTIFUL.

O BEAUTIFUL BOBOOBLEE
TRANSPARENT GOD OF TRASH
YOU ARISE FROM OIL
AND EAT UP ALL OUR CASH

O BOBOOBLEE O BOBOOBLEE
PLEASE DUMP YOUR GRACE ON US
KEEP US CLEAN WITH YOUR PLASTIC GENE
FOREVER FREE FROM RUST…….. etc…

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Outcrop

sabato, 19 aprile 2008

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Daniele Bordoni was born in Italy in 1974 and studied at the Fine Art Academy in Bologna.
Bordoni’s work deals with the relationship between nature and human structures. Using painting, drawing and video he both unites and contrasts architectural elements with their natural surroundings. Executed with an instinctive graphic form the works are not concerned with social comment but abstract sensations.
In the space at Tooks Chambers Bordoni presents ‘Outcrop’, chosen from the last two years work, featuring two series of paintings, Evo and Sinapsi.

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Salone del Mobile, Milano

sabato, 19 aprile 2008

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Umberto Chiodi

sabato, 19 aprile 2008

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Umberto Chiodi sarà presente dal 30 maggio al 23 giugno con una mostra personale presso la Galleria Nazionale di Belle Arti di Sofia (Bulgaria). Dopo aver conseguito la laurea all’Accademia di Belle Arti di Bologna, l´artista, nato a Bentivoglio (Bo) nel 1981, si è trasferito a Milano, dove attualmente vive e lavora.
Le opere esposte, realizzate a pennino, china e tecniche miste prevalentemente su carta, invitano ad un percorso guidato nell’immaginario alchemico e onirico dell’artista: mondi popolati da creature fitozoomorfe, damine dagli occhi spalancati e sorrisi melanconici sospese in spazi dilatati in una vacuità surrealista. (continua…)

Like a man

venerdì, 18 aprile 2008

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a cura di Elisa Del Prete
I cinque artisti invitati, Ivan Fijolić, Nicola Gobbetto, Kati Heck, Jani Ruscica e Federico Spadoni, tutti appartenenti alla stessa generazione, presentano, ognuno con le proprie peculiarità, cinque approcci ad un’identità maschile contemporanea in cui si afferma la caduta di un eroe ormai fuori uso, padre e soldato di una tradizione patriarcale o modello mediatico da agente segreto, che non corrisponde più allo sviluppo autentico di un’individualità che invece va oggi affermandosi.

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Bilbao Videoteque

mercoledì, 16 aprile 2008

Nell’ambito della mostra Calypso. Artistic learning processes il curatore Haizea Barcenilla ha destinato una sala adibita a cinema alla proiezione di video realizzati da artisti internazionali. Mariana Ferratto con il suo video “Autoritratto” è stata invitata a rappresentare il nostro Paese insieme a Rossella Biscotti, Marinella Senatore e Italo Zuffi.

su
http://www.salarekalde.bizkaia.net/LaSala/
www.thegalleryapart.it/ferratto.htm

Going to sleep is something absolutely certain in life

mercoledì, 16 aprile 2008

 di Cesare Pietroiusti
“Quando ho visto per la prima volta Going to sleep is something absolutely certain in life di Paolo Pennuti (era una versione provvisoria che, se non ricordo male, aveva anche un diverso titolo) non sapevo di cosa si trattasse, ed ero più attento alla comprensione della tecnica usata e alla decifrazione delle strategie compositive che non alla individuazione del setting, o di una possibile tematica. Ad un certo punto la visione di un cartello divelto, il nome di una strada scritto in bianco su un tipico fondo verde ha improvvisamente fatto cambiare corso alla mia attenzione.

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Note sul tema: “shelter per Napoli est” \ Notes on the theme: “shelter for Napoli est”

lunedì, 14 aprile 2008

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di Fabrizio Tramontano 
Questo testo è la versione integrale in italiano di un contributo sul tema: “shelter per Napoli est” proposto dalla redazione della rivista internazionale d’architettura “Volume” per la produzione a Napoli di un tabloid – “RSVP” – che verrà allegato al numero di aprile del bimestrale promosso dalla “Archis Foundation” di Amsterdam e dal “Laboratory for Architectural Broadcasting” della “Columbia University” di New York, sponsor l’Ambasciata dei Paesi Bassi, la “Fondazione Banco di Napoli”, ed un anonimo donatore privato.
Il progetto di collaborazione con la rivista olandese ha avuto luogo nel contesto della mostra: “N.EST 2.0, The making of the city/disegna la tua città” (progetto del gruppo N.est, sezioni “Talks & Walks” a cura di Diana Marrone\Undercover), che si è tenuta dal 13 gennaio al 25 febbraio 2008 nella project room del MADRE di Napoli, a cura di Gigiotto del Vecchio e Stefania Palumbo. (continua…)

I desired what you were, I need what you are

sabato, 12 aprile 2008

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a cura di Ilaria Gianni
Marcelline Delbecq, Patrizio Di Massimo, Iain Forsyth & Jane Pollard, Cyprien Galliard, Ryan Gander, Mario Garcia Torres, Olivia Plender, Jamie Shovlin, Matt Stokes
I desired what you were, I need what you are è una mostra collettiva che riflette sulla rielaborazione ed interpretazione di elementi culturali residuali, rimasti dominanti nella cultura odierna del cinema, dell’arte e della musica. La mostra mette in luce i simboli che sono stati desiderati, usati ed interpretati da una generazione che ha vissuto l’assenza di ideologie, ma che ne ha avuto un’intuizione attraverso un’esperienza indiretta.

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