Archivio di maggio 2008

Da lontano sembrano mosche

martedì, 13 maggio 2008

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Nella sua prima personale in galleria Manuele Cerutti presenta un nucleo di nuovi lavori pittorici in cui si ritrovano elementi autobiografici, culturali, letterari e cinematografici. la sua riflessione sullo spazio.
Il titolo della mostra proviene da un testo di Jorge Luis Borges in cui viene citata un’ipotetica enciclopedia cinese dal titolo Emporio celeste di conoscimenti benevoli che comprende una inconsueta classificazione delle specie animali. (continua…)

Terry Winters: opere recenti

domenica, 11 maggio 2008

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Inaugura giovedì 22 maggio alle 18.30, la personale di Terry Winters presso lo Studio d’arte Raffaelli di Trento. L’esposizione, che presenta circa una ventina di lavori nuovi dell’artista americano, distribuiti tra olii di grandi dimensioni e lavori a pastello su carta, rimarrà aperta fino al 22 luglio 2008. Assente dall’Italia da più di vent’anni – l’ultima sua esposizone fu quella presso la Galleria Valsecchi di Milano – per un artista come Winters, che oltre alla pittura non disdegna la scultura, giocare con l’astrazione implica una notevole libertà espressiva. (continua…)

La Mano di Dio

sabato, 10 maggio 2008

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Il nuovo progetto espositivo di Anri Sala per gli spazi della Galleria Alfonso Artiaco vuole proporre una lettura inedita e altamente simbolica della grandezza sportiva, e non, della famosa azione calcistica di Diego Armando Maradona denominata La mano di Dio. Attraverso un video il cui sonoro è diffuso nello spazio espositivo ed un´installazione costituita da statue disposte su di un tavolo ed illuminate in modo tale da evocare gli angoli delle riprese delle telecamere nel corso di una partita trasmessa in televisione, l´artista mette in scena la sequenza che conduce al celebre gol.
Le posizioni dei giocatori sono incarnate da figure del Buddha che interpretano le successive tappe delle azioni caratterizzanti della partita di Coppa del Mondo del 1986 che ha opposto Argentina e Inghilterra.
Il video che accompagna l´installazione è il commento della partita registrato da Bruno Pizzul proprio per questa occasione: dal primo gol dell’Argentina (gol della mano di Dio), fino al secondo gol argentino (chiamato anche gol del secolo) di una durata di 12 minuti circa.
Nella mostra sarà presente anche il video Window Drawing: proiezione di un´ombra di una finestra su di un muro bianco. La sorgente di luce proviene dall´esterno della finestra, facendo percepire all´osservatore ciò che avviene al di fuori di essa e la neve che cade. Il video termina proprio con una brusca interruzione di una partita di calcio a causa di una tempesta di neve.
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Fare Una Scenata / Making a Scene

venerdì, 9 maggio 2008

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a cura di Jörg Heiser
Dopo una serie di importanti mostre personali partite nel 2006 con artisti come Gregor Schneider, Eric Wesley e Tue Greenfort, questa è la collettiva presso la Fondazione Morra Greco. Presenta le opere di nove artisti internazionali che espongono lavori realizzati per l’occasione, oppure opere appositamente ripensate per gli spazi della fondazione, inaugurata di recente in un vecchio palazzo nel cuore di Napoli.
Il curatore è Jörg Heiser, co-editor della rivista londinese Frieze, che ha curato la recente mostra dal titolo Romantic Conceptualism (Kunsthalle Nuremberg, Fondazione BAWAG, Vienna, e Iberia Art Center, Pechino).
Il titolo, “Fare una scenata”, indica di solito un momento in cui si dà ampio sfogo all’emotività in pubblico: situazioni di rabbia, dolore e gelosia che spesso si accompagnano a gesti ed espressioni insulse, grida, e anche violenza sfogata su cose o persone. In ogni caso, affinché si possa parlare di scenata, deve esserci un pubblico. Il proverbiale litigio di coppia – spunto di innumerevoli commedie, racconti e film, ma anche di romanzi e pellicole d’autore – è sempre condotto a tutto volume e non mancano i bicchieri scagliati contro la parete o vestiti lanciati dalla finestra. Inoltre, esso viene più o meno consapevolmente inscenato contando proprio sul fatto che i vicini vi assisteranno.

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Salvator Rosa, tra mito e magia

giovedì, 8 maggio 2008

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La mostra monografica su Salvator Rosa – che si svolge nell’ambito delle celebrazioni del cinquantenario dell’apertura al pubblico del Museo di Capodimonte – si inserisce nel programma culturale della Soprintendenza Speciale per il Polo Museale Napoletano, inteso ad approfondire, tramite esposizioni monografiche, la conoscenza di alcuni dei protagonisti della pittura napoletana del Seicento. (continua…)

I Came To Hear The Music

mercoledì, 7 maggio 2008

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La poetica di Carlo Benvenuto (1966, Stresa) è determinata dal desiderio di comunicare il meno possibile. L’artista lavora nella propria casa con i propri oggetti riducendo al minimo le scelte individuali. Fotografa ciò che gli è a disposizione in scala 1:1 su sfondo neutro in un’atmosfera rarefatta di delicatezza e suspense. (continua…)

Historikerstreit

mercoledì, 7 maggio 2008

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La Galleria Umberto Di Marino Arte Contemporanea è lieta di presentare, giovedì 15 maggio 2008, per la prima volta nello spazio napoletano, la nuova personale di Gian Marco Montesano dal titolo La Canzone del male – Historikerstreit.
Prendendo le mosse dall’espressione tedesca letteralmente tradotta come “litigio tra storici”, o più comunemente nota con il termine Revisionismo, l’artista riflette sul dibattito scatenatosi in Germania alla fine degli anni ‘80 tra Nolte, Hillgruber ed Habermas, per citare solo alcuni dei protagonisti.
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The First Circle

mercoledì, 7 maggio 2008

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di Carmen Vicinanza
La galleria Il ritrovo di Rob Shazar è lieta di annunciare l’apertura della personale  The First Circle di Diego Canato, giovane scultore nato a Torino nel 1972.
Oggetto di indagine del lavoro di Diego Canato è la parola, intesa come il fondamento di ogni forma di comunicazione o al limite della sua assenza. Una parola non detta, un messaggio andato perduto interagiscono con la realtà esterna, evocano un disagio esistenziale cui l’artista cerca di opporre la sua “fede” nelle possibilità positive della parola, come pietra angolare della conoscenza universale. (continua…)

Golden Circle

sabato, 3 maggio 2008

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Il titolo “Golden Circle” è ispirato al celeberrimo album del gruppo jazz Ornette Coleman Trio “At the Golden Circle”, registrazione del concerto al Gyllene Cirkeln Club di Stoccolma del 1965.
I dipinti presentati, tutti inediti, si inseriscono in quel filone che Bazan realizza in rapporto alla sua passione per la musica, in particolare in “Golden Circle” si trova impegnato a restituire  in pittura l’atmosfera del jazz attraverso i suoi stessi principi, giungendo «quasi a suggerire una dimensione fisica dell’ascolto come dell’esecuzione» (G.Romano). (continua…)

FABBRICA EOS: Gaetano Fracassio

sabato, 3 maggio 2008

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di Elena Santoni
Borsa: bianco, vecchio relitto con tracce di vernice scrostata usurata dal tempo o dalla sciagura. La valigia non suscita curiosità, ma meditazione. Non viene voglia di indovinare il suo possibile contenuto, ma di osservare ed osservare, riflettere e riflettere. 
Correntemente la valigia allude al viaggio. Ma in questo caso la riflessione più che trattare qualcosa di riferibile ad un ‘azione umana, allude all’uomo stesso, al soggetto e non ad un verbo. Questi bagagli possono essere paragonati ad esseri umani, ma anche considerati, come oggetti in sé, che parlano dell’uomo senza impersonarlo. L’oggetto è un a voce o un’identità?

(continua…)