A me gli occhi
Venerdì 25 Luglio 2008
dal testo critico di Alessandra Morelli
“… la dimensione del contemporaneo si muove attraverso s-definizioni irreversibili, necessarie e collettive.
Non sarebbe possibile concepire altrimenti la dilatazione illimitata dell’atto creativo, che ha luogo a prescindere dai confini tra supporto e materiale, finito e non-finito, esecutore e mobilità dell’opera […]. (more…)







