Archivio di maggio 2009

Rosaria Iazzetta: “P.N.P. concept”

martedì, 5 maggio 2009

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a cura di Stefania Russo e Stefano Taccone
Rosaria Iazzetta
è la quinta dei sei artisti chiamati a concepire l’anfratto retrostante le gradinate come una sorta di teatro in miniatura. Ad intenderlo in funzione metateatrale, ricercando il dialogo con le attività normalmente ospitate nella struttura, ovvero con gli spettacoli e con il loro relativo pubblico. L’heideggeriano compito di “manifestare la verità dell’essere”, entrando in frizione con gli apparati rappresentativi del teatro, rende esplicita la valenza filtrante che contraddistingue quest’ultimo e, con esso, tanti altri settori della società, organizzati secondo schemi profondamente affini al paradigma teatrale.

Il Teatro Instabile, così denominato dal suo fondatore ed attuale direttore Michele Del Grosso «per andare contro i conformismi culturali», costituisce una sorta di ponte generazionale tra un non ancora storicizzato passato recente della scena partenopea e l’attualità rappresentata da alcuni giovani tra registi e attori. Il tutto in una zona topografica densissima, che accede ai sotterranei della città da un punto strategico, all’incrocio tra la pianta greco-romana e l’antico quartiere alessandrino.
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THE VISITOR

martedì, 5 maggio 2009

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a cura di Enrico Pedrini
Alain Arias-Misson, nato a Bruxelles nel 1936, è cresciuto a New York dove ha studiato. In seguito si reca in Spagna, in Belgio e poi ritorna negli Stati Uniti. Attualmente risiede a Parigi e a Venezia lasciando dappertutto delle tracce fosforescenti che svaniscono dopo il suo passaggio. Nessuno sa con precisione da dove viene né dove va: ovunque si presenta sopratutto come un ‘visitatore’.
Negli anni ‘60 è stato uno dei pochi innovatori al mondo nel campo della poesia visiva che si poneva in antitesi alla poesia concretista, al fine di ottenere una convergenza dell’immagine, del suono e della parola, negli oggetti e nelle immagini riprodotte.
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bradisismica

martedì, 5 maggio 2009

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Provenances

martedì, 5 maggio 2009

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a cura di Latitudes
Provenances
si compone di tre personali appositamente concepite. Il progetto coincide di proposito con il Maggio dei Monumenti 2009, un mese di manifestazioni durante il quale sono resi accessibili al pubblico diversi palazzi storici e siti privati della città di Napoli. Provenienza è la parola che definisce la fonte e l’origine per il certificato che prova l’appartenenza e l’autenticità per le opere d’arte, le antichità ed i fossili, ad esempio.
Allo stesso modo ciascuno dei progetti degli artisti riflette sulla gestione del patrimonio culturale e la musealizzazione della storia, come pure sulla sintesi, la trasmissione e la fedeltà del valore culturale dei beni artistici. Gli artisti condividono un interesse estetico e pragmatico per il principio dell’archivio personale ovvero della wunderkammer pre-museale: la categorizzazione e la veridicità di oggetti, immagini e parole è sempre provvisoria.
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Wafa Hourani

lunedì, 4 maggio 2009

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Qalandia 2067, Mixed media, 2008 
 
Wafa Hourani, nato nel 1979 a Hebron, riflette nelle sue opere scultoree, fotografiche e cinematografiche, con immaginazione sovversiva, le condizioni repressive di vita e lavoro in Palestina. Nella serie “Future Cities” (2007) esamina il genere di modelli architettonici utopici e progetta scenari, ad esempio come potrebbe essere fra 50 anni un campo profughi palestinesi presso il checkpoint di Ramallah.
L’anno scorso Wafa Hourani è stato artista ospite del Delfina Studios a Londra ed è stato invitato al festival “Internationale Neue Dramatik” alla Schaubühne di Berlino con la sua performance “The Lions of Ramallah”.
Quest’anno ha presentato le sue opere nella Saatchi Gallery a Londra e parteciperà prossimamente alla Biennale di Istanbul (2009), la Biennale di Berlino (2010) e alla Asian Art Biennale a Dhaka, Bangladesh (2010).
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IT’S ONLY A PAPER MOON

lunedì, 4 maggio 2009

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a cura di Giovanni Iovane
It’s only a paper moon è una canzone del 1933. E’ stata utilizzata in seguito per molte improvvisazioni jazz e vanta al suo attivo decine e decine di interpreti famosi, da Nat King Cole a Ella Fitzgerald, Bing Crosby e più recentemente Lena Zavaroni e Ute Lemper.
Dal titolo della canzone prese spunto, nel 1973, il regista Peter Bogdanovich per il film Paper Moon (lodato da Orson Welles a cominciare proprio dal titolo). Persino la serie televisiva di Star Trek, “Deep Space Nine”, ha intitolato una sua puntata It’s only Paper Moon.
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Carlo Ciussi: Geometrie del divenire

lunedì, 4 maggio 2009

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Mercoledì 6 maggio 2009 alle ore 19, presso la Alpen-Adria-Galerie di Klagenfurt verrà inaugurata una mostra personale dell’artista Carlo Ciussi.
La mostra è stata pensata in stretto rapporto con lo spazio espositivo e nelle sale verranno presentate ventotto opere dell’artista che ripercorrono il suo iter creativo dal 2000 ad oggi.
Nelle recenti opere Ciussi scardina ulteriormente le ipotesi di strutturazione dei diversi elementi geometrici che abitano le sue superfici pittoriche, abbandonando progressivamente queste sovrapposizioni duplicanti. Egli intende fare del singolo elemento geometrico un campo di liberi accadimenti formali e cromatici.
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La Magia Naturale

lunedì, 4 maggio 2009

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Public Invasion

venerdì, 1 maggio 2009

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Perino & Vele
PUBLIC INVASION

15 Maggio – 19 Giugno 2009
Alfonso Artiaco
Piazza dei Martiri, 58 – Napoli
T.: +39 0814976072

ABSTRACTION-ACTION

venerdì, 1 maggio 2009

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Tiziano Martini, Untitled ,2009,  130×100 cm, olio su tela

La doppia personale Abstraction-Action, dal 17 giugno al 12 settembre 2009 allo Studio d’arte Cannaviello, continua il ciclo di presentazioni di nuove proposte nel campo della giovane pittura italiana. I protagonisti sono Tiziano Martini e Maurizio Bongiovanni.
Tiziano Martini (Soltau, 1983) esordisce nel 2008 con i suoi ritratti di piccolo e piccolissimo formato. Quasi un archivio di volti qualunque, che egli compenetra con la materialità dello spazio che li circoscrive, maschere dai connotati alterati in cui la fisiognomica si fonde con la struttura della pittura. I suoi paesaggi, immediatamente successivi, hanno come pretesto vedute boschive, paludi, angoli isolati dove la vegetazione evoca la figura umana assente, o presente solo come apparizione quasi spettrale.
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