Archivio di luglio 2009

Piccolo Stato

lunedì, 6 luglio 2009

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a cura di Roberto Daolio
Dopo l’inaugurazione del 28 maggio con la live action The important little man di Sygtriggur Berg Sigmarsson,
Rita Canarezza e Pier Paolo Coro reduci dalla residenza al SIM di Reykjavik hanno rivolto l’invito a Ingibjörg Magnadóttir, giovane artista energente della scena artistica islandese, per una performance appositamente creata: The commitment.

Ingibjörg Magnadóttir (Reykjavik 1974) è un’artista di arti visive che sviluppa il proprio lavoro in un insolito e variegato connubio tra drammaturgia teatrale e azione performativa.
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RAZZISMI

sabato, 4 luglio 2009

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a cura di Grace Zanotto
Nuova indagine introspettivo-sociale per l’irriverente galleria overground Famiglia Margini. Grace Zanotto convoca ad esporre nella nuova Sede di Via D’Orsenigo una rosa di artisti storicamente impegnati in situazioni limite.
Razzismi non è semplicemente una Mostra che parla delle differenze, dal colore della pelle a quelle economiche, è un indagine sulla paura della diversità senza pretese di risoluzione ma con l’intento di mostrare visceralmente quella che è l’essenza del terrore del confronto.
Dopo 5000 anni di storia sociale l’animale uomo ricade ciclicamente nei medesimi errori, nonostante il notevole progresso evolutivo di pensiero è ancora convinto che la specie umana sia distinta in razze biologicamente diverse tra di loro, con la presunzione di trovare caratteri che determino un predominio da parte di quella che sa imporsi sulle altre.

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Nicola De Maria

venerdì, 3 luglio 2009

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Yuri Rodekin

giovedì, 2 luglio 2009

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ASSISES, sedute in opera

giovedì, 2 luglio 2009

Attraverso questa nuova mostra al MACA – Museo d’Arte Contemporanea di Acri (Cs) vengono presentate le opere di centouno artisti della scena contemporanea francese ed internazionale che si sono cimentati in quello che può essere definito come un « atto di trasfigurazione rivitalizzante del quotidiano »; e lo hanno fatto in seguito alla geniale intuizione del collezionista francese Philippe Delaunay – presidente dell’associazione « Á vol d’oiseau du cercle» – di far pervenire a ciascuno di essi una sedia – oggetto quotidiano per eccellenza – ancora imballata e da assemblare, e fornendogli, come unica istruzione, di farne un’opera unica ed irripetibile.

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VISIONI SUBURBANE

giovedì, 2 luglio 2009

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Con una personale dal titolo Visioni suburbane il prossimo 11 luglio 2009, in concomitanza con la Notte Bianca di Treviglio, Mario Salina presenterà il suo ultimo ciclo di opere presso il Museo Civico Ernesto e Teresa Della Torre di Treviglio (Bergamo). Una parte di questa serie è stata proposta, a giugno, nella splendida cornice di Palazzo Sasso a Ravello. Verranno esposti oltre quaranta dipinti, una trentina di formato medio-grande e dieci di piccolo formato, eseguiti nel corso del 2008 e di questi ultimi mesi.
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Caratteri diversi

mercoledì, 1 luglio 2009

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a cura di Cristina Madini
La Galleria RossoCinabro apre le porte ad  artisti emergenti e già affermati che si sanno muovere con disinvoltura nelle molteplici forme d’arte, dalla pittura alla grafica, dalla fotografia alla pubblicità fino al fumetto. Sentiamo l’esigenza infatti di dare spazio ad artisti che sperimentano e fondono la propria capacità tecnica manuale con le possibilità offerte dalla moderna tecnologia, creando così personali universi  visivi che hanno  nella varietà dei mezzi utilizzati il loro tratto caratterizzante e distintivo.

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GIUSEPPE RESTANO: VERDE

mercoledì, 1 luglio 2009

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di Alberto Mugnaini
La ricognizione di Giuseppe Restano parte dall’individuazione di frammenti della realtà naturale secondo un’ottica della memoria, isolando scorci, tagli e motivi capaci di risvegliare in ciascuno di noi dei ricordi sopiti, quasi avventurandosi in una ricerca, pittorica, del tempo perduto.
La pittura procede per stesure piane e uniformi, gli oggetti raffigurati sono delimitati da contorni netti, obbedendo a un’esigenza di chiarezza e di precisione. Ma, allo stesso tempo, assistiamo a una vibrazione e a una dilatazione ritmica dei loro contorni, perché quelle linee che ne imprigionano le superfici si espandono in bande di colore attentamente graduato, ripetendosi in una serrata scalatura di aloni, in veri e propri echi cromatici. Quanto più, dunque, le cose risultano definite e circoscritte nei loro contorni, tanto più, sotto i nostri occhi, esse diventano vibranti e imprendibili, come se l’evidenza mediatica di cui partecipano si trascolorasse al ritmo di ritrovate intermittenze del cuore.

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