
a cura di Laura Barreca
Il tema dell’acqua che quest’anno accompagna il festival Time in Jazz può essere variamente interpretato. Proprio per il suo stato di fluidità, trasparenza, il suo essere incolore, informe, per la purezza, l’acqua, come bene della collettività, è la metafora dell’esistenza stessa.
Le opere selezionate per la mostra collettiva aqua rispondono a queste caratteristiche, attraverso l’interpretazione e l’uso differente che gli artisti fanno di volta in volta tracciando un percorso ideale, una storia, un’immagine, una forma.
Come nel video Entità risonante, 2009 di Bianco e Valente, dove le parole tracciate nell’acqua con una penna ad inchiostro si perdono nell’atto di essere trascritte, come l’automatismo psichico caro ai surrealisti, ma anche come quando i sogni ci appaiono e ci abbandonano nel momento del dormiveglia, una condizione di interregno tra realtà dimensione onirica. Durante il workshop tenuto alla Casara, la sede della mostra collettiva, e realizzato con i ragazzi presenti a Berchidda durante Time in Jazz, Cesare Pietroiusti, utilizzerà acqua di rubinetto e acqua di mare per dei preziosi acquerelli su carta, firmati e numerati dall’artista (Acqua di rubinetto di Berchidda e acqua di Tavolara su carta, 2009). Nella fotografia Marmagne, 1999-2000 di Claudia Losi le concrezioni della terra si perdono nella vastità dei mari, come barchette che galleggiano a vista. Nell’installazione acqua, 2009 di Andrea Aquilanti il dispositivo tecnologico serve ad amplificare la dimensione inconsistente dell’acqua, sfruttando il suo potenziale di trasparenza attraverso l’immagine in movimento.
(continua…)
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