
Lynn Davis è considerata una delle più raffinate fotografe della scena americana. Allieva di Berenice Abbott, un mito della fotografia, e amica di Robert Mapplethorpe, il fotografo “maudit” della ribalta newyorkese anni Ottanta, Lynn Davis vuole presentarsi a Venezia con una tra le sue più raffinate raccolte di grandi fotografie, tutte centrate sull’epifania di luoghi sacri all’uomo: tombe monumentali in mezzo al deserto, templi che si ergono come stalagmiti nella pianura, figure ieratiche che emergono dalle montagne, sono le immagini che la fotografa oggi predilige, nella sua costante ricerca di un luogo “senza tempo”, che trasmetta all’essere umano – oggi come ieri – il senso dell’assoluto.
Archivio di luglio 2012
Modern View of Ancient Treasures
mercoledì, 18 luglio 2012La Sposa di Gerusalemme
venerdì, 6 luglio 2012
Venerdì 6 luglio, alle 20.30, sarà presentato al Cinema Vittoria di Casagiove il film La Sposa di Gerusalemme. Presente in sala la regista Sahera Dirbas che al termine risponderà alle domande del pubblico.
«La Sposa di Gerusalemme», è una docufiction. Attraverso la storia e il lavoro di Reham, un’assistente sociale, racconta la vita quotidiana nella Città Vecchia di Gerusalemme: lavoro, disoccupazione, amore, tossicodipendenza e le conseguenze di tutto ciò per gli abitanti.
Mater Dolorosa
martedì, 3 luglio 2012

di Davide Auricchio
Come scrive Stella Cervasio sulle pagine di La Repubblica. “Chi va al museo Madre ha l’ accesso sbarrato a 16 sale, gran parte delle opere prestate da grandi collezioni non le vede già da tempo. Per trovarne alcune, deve andare a Sorrento, dove l’ ex direttore Cicelyn ha esportato un’ opera, o a Madrid e Venezia”.
E ancora: “Una visita al Madre in disgrazia è un modo per verificare quanto sia stata evocativa per l’ arte contemporanea l’ architettura di Alvaro Siza: sedie girate verso il nulla e secchi d’ acqua rovesciata rischiano di sortire l’ effetto Alberto Sordi e signora che sbeffeggiano la Biennale nel film “Vacanze intelligenti”. C’ è anche la memoria di una “ferita” che ancora brucia, “Wound”, di Anish Kapoor, l’ artista della grande tensostruttura di piazza Plebiscito, rimasta sulla parete come un profilo di pigmento rosso. L’ unica traccia dell’ opera del grande anglo-indiano tornata nel museo irlandese dal quale era stata prestata”.