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	<title>Viatico Art Magazine &#187; eventi</title>
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	<description>Blog d'Arte e Cultura contemporanea - Since 1996</description>
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		<title>La Donna in Fotografia in Friuli, 1950 &#8211; 2010</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Jul 2010 07:37:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>davide auricchio</dc:creator>
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La mostra presenta immagini tratte dall&#8217;archivio fotografico del CRAF, realizzate da autori di chiara fama e rappresentative del profondo cambiamento della donna in quasi settant&#8217;anni di storia del Friuli Venezia Giulia, con particolare attenzione alla sottile linea di confine tra vita pubblica e privata strettamente legata alla contemporaneità. Trovano rappresentazione non soltanto la vita privata, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-3233" title="ISABELLA PERS_ Al di là del sonno II_2" src="http://www.viatico.org/wp-content/uploads/2010/07/ISABELLA-PERS_-Al-di-là-del-sonno-II_2.jpg" alt="ISABELLA PERS_ Al di là del sonno II_2" width="450" height="600" /></p>
<p>La mostra presenta immagini tratte dall&#8217;archivio fotografico del<strong> CRAF</strong>, realizzate da autori di chiara fama e rappresentative del profondo cambiamento della donna in quasi settant&#8217;anni di storia del Friuli Venezia Giulia, con particolare attenzione alla sottile linea di confine tra vita pubblica e privata strettamente legata alla contemporaneità. Trovano rappresentazione non soltanto la vita privata, o il costume, che limiterebbero le donne alla sfera domestica, ma anche momenti di maggiore protagonismo politico, in cui esse hanno conquistato visibilità pubblica, donne eccezionali, che spesso hanno anticipato, in solitudine e a caro prezzo, comportamenti con il tempo assimilati dalla consuetudine.</p>
<p><span id="more-3232"></span>Nel loro cambiamento, le donne, hanno trasformato la società e i rapporti tra i sessi. Raccontare di storia delle donne significa metterle al centro del nostro immaginario obiettivo fotografico, senza dimenticare pero&#8217; che vivono e si muovono all&#8217;interno di reti di relazioni in cui uomini e donne interagiscono reciprocamente. Le donne hanno popolato sin dall&#8217;inizio la fotografia. In modo particolare, prima dell&#8217;avvento di altri media, come il cinema e la televisione, la fotografia ha svolto un ruolo fondamentale nella costruzione di modelli e stereotipi, rivelandosi uno strumento indispensabile per cogliere i mutamenti della rappresentazione del femminile.</p>
<p>Il documento fotografico tende a cristallizzare nella rappresentazione una precisa identità sociale o un mondo di relazioni dove i ruoli sessuali sono rigorosamente definiti, ma ci invita anche a porre un&#8217;ulteriore domanda: oltre alla rappresentazione che la foto mette in scena, e&#8217; rintracciabile una autorappresentazione delle donne ritratte, una loro interpretazione del ruolo assegnatogli?</p>
<p><strong><em>La Donna in Fotografia in Friuli, 1950 &#8211; 2010</em></strong><br />
<strong>VILLA CIANI</strong>, Lestans (Pn)<br />
<em>24 luglio &#8211; 3 ottobre<br />
</em>Spilimbergo Fotografia 2010<br />
<strong>CRAF / Centro Ricerca e Archiviazione della Fotografia</strong><br />
Tel. 0427 91453<br />
INVITO  inaugurazione domenica 25 luglio, ore 17.30</p>
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		<title>Via dell’inizio</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Jul 2010 06:38:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>davide auricchio</dc:creator>
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a cura di  Paolo Donini
Sabato 31 luglio alle ore 18, presso la Galleria Civica di Palazzo Ducale a Pavullo nel Frignano (Modena) inaugura la mostra Via dell’inizio, a cura di Paolo Donini.
La mostra presenta opere fotografiche e video di Viviana Nicodemo in dialogo con 27 poesie inedite di Milo De Angelis, tratte dalla raccolta poetica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-3229" title="VIVIANA NICODEMO_62_web" src="http://www.viatico.org/wp-content/uploads/2010/07/VIVIANA-NICODEMO_62_web.jpg" alt="VIVIANA NICODEMO_62_web" width="450" height="300" /></p>
<p><strong>a cura di  Paolo Donini</strong><br />
Sabato 31 luglio alle ore 18, presso la <strong>Galleria Civica di Palazzo Ducale</strong> a Pavullo nel Frignano (Modena) inaugura la mostra <strong><em>Via dell’inizio</em></strong>, a cura di Paolo Donini.<br />
La mostra presenta opere fotografiche e video di <strong>Viviana Nicodemo</strong> in dialogo con 27 poesie inedite di <strong>Milo De Angelis</strong>, tratte dalla raccolta poetica in pubblicazione il prossimo autunno presso Mondadori editore.<br />
<span id="more-3227"></span><br />
Lo straordinario incontro tra due delle più importanti voci della cultura italiana contemporanea mette a confronto, attraverso un originale allestimento, due linguaggi che si sfiorano: l’immagine e la parola, le arti visive e la poesia.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-3230" title="VIVIANA NICODEMO-61_web" src="http://www.viatico.org/wp-content/uploads/2010/07/VIVIANA-NICODEMO-61_web1.jpg" alt="VIVIANA NICODEMO-61_web" width="440" height="293" /></p>
<p>Dopo il successo dell’ultimo libro di Milo De Angelis, Tema dell’addio, vincitore del Premio Viareggio 2005, con la mostra a Palazzo Ducale di Pavullo, il pubblico avrà un’anticipazione del nuovo lavoro del poeta, letto in una chiave particolare, quella della vicinanza e consonanza con le immagini fotografiche di Viviana Nicodemo.<br />
Saranno esposti alcuni scatti della Nicodemo già presentati in Necessità dell’anatomia, serie fotografica pubblicata nel libro omonimo del 2006, insieme a un nutrito nucleo di fotografie del tutto inedite e a due video, tra cui quello realizzato in occasione della mostra, a cui dà anche il titolo: Via dell’Inizio. Completa la mostra un video della recitazione integrale del ciclo di poesie Finale d’assedio di Milo De Angelis.</p>
<p>E’ dunque una mostra a più voci, capace di creare forti suggestioni amplificando i punti di vista e le sensazioni. Da un lato le fotografie di Viviana Nicodemo, in cui prendono forma le parole di Milo De Angelis, i temi cari alla sua poetica, come quello del dolore, tagliente, espresso con esattezza dall’immagine, un dolore che entra a far parte integrante della visione. Di riscontro, la forza dei testi poetici di Milo De Angelis, dai toni inconfondibili e sempre sorprendenti, ha un carattere di complementarietà e di espansione rispetto alle immagini fotografiche, indagando un territorio che va oltre la visione, entrando in contatto con una dimensione di riscatto al dolore.<br />
I corpi femminili e maschili immortalati dalla Nicodemo, tracciano un dialogo continuo con gli ambienti circostanti, segnati dalla devastazione, alla ricerca di una loro intima essenza, di una ragione che giustifichi la loro esistenza. L’artista disegna il dolore del suo sguardo nel contrasto del bianco e nero, in ogni singolo dettaglio, nella posizione dei corpi essenziali, nella luce livida da cui sono colpiti, nelle rovine degli spazi.</p>
<p>La ricerca di Viviana Nicodemo si muove costantemente fra diverse eredità e passioni che coesistono da sempre nella sua vita: il teatro, la danza contemporanea, la scultura e la poesia.<br />
Nelle sue ultime opere è accentuato il senso di recinzione e di imprigionamento. Non vediamo cosa arresta i soggetti ritratti, ma sentiamo che non possono fuggire la loro condizione. La luce diventa come filo spinato che impedisce loro di muoversi, ma non esiste alcuna meta da raggiungere, né un inizio, né una fine: corpi naufraghi in un letto, braccia nel vuoto, corpi che nessuna cura custodisce. Tutto avviene lì, senza uscita e senza scampo.<br />
Nei video i luoghi diventano labirinti di pareti e corridoi, paludi, luoghi di asprezza e attrito, dove le figure umane si aggirano in moti circolari rivivendo giochi infantili come riti senza gioia. L’inquietudine guida le figure presenti nelle opere dell’artista che, abbandonata ormai ogni traccia di narrazione, delinea personaggi che “sono piuttosto le improvvise e abbaglianti emersioni di un mondo sottostante che non viene più restituito, di un terremoto di cui si è persa la visione. Sono i superstiti che vagano nello spazio a loro concesso come incarnazioni di un dolore indicibile e prepotente.” (Milo De Angelis, Quest’andarsene nel buio dei cortili, testo in catalogo).</p>
<p>La Galleria civica di Palazzo Ducale continua con questa mostra il progetto di presentare le voci più interessanti della cultura contemporanea, in un percorso che abbraccia diverse arti trasversalmente, dando spazio ad artisti nazionali ma anche a interpreti della cultura locale, con proposte espositive capaci di promuovere la conoscenza del territorio.<br />
Il valore storico-culturale del Palazzo e del Parco Ducale, profondamente radicato nelle vicende di molte generazioni di pavullesi e importante risorsa dell’Appennino, fa da corollario alle proposte artistiche riuscendo a costruire un unicum coinvolgente di sollecitazioni visive e intellettuali.<br />
Il palazzo Ducale di Pavullo ha avuto fin dalla sua costruzione, come dimora estiva di Francesco IV d’Este, la vocazione a diventare un luogo eletto alla cultura. Le sue sale, ricche di memoria storica, dialogano perfettamente con le espressioni artistiche contemporanee. Lo spazio architettonico, d’impianto rinascimentale, valorizza la percezione delle opere d’arte nella loro unicità e contemporaneamente crea tra loro relazioni estetiche, in un gioco prospettico di particolare effetto.<br />
Negli anni, attorno alla Galleria Civica di Pavullo, attraverso le mostre d’arte e le tante attività parallele, tra cui pubblicazioni di cataloghi, incontri, presentazioni di libri e tavole rotonde, si è creato un interessante dibattito culturale che sta rendendo Pavullo una meta sempre più interessante per chi cerca di comprendere meglio il presente attraverso i temi e i linguaggi artistici contemporanei e, allo stesso tempo, ama immergersi in un luogo ricco di storia, senza rinunciare a un contatto forte con la natura e l’ambiente.</p>
<p><strong>MILO DE ANGELIS</strong><br />
Milo De Angelis è nato nel 1951 a Milano, dove insegna in un carcere. E’ considerato una delle più grandi voci della poesia italiana. Ha pubblicato diversi libri di poesie, da Somiglianze (1976) a Terra del viso (1985) a Tema dell’addio (2005, vincitore del Premio Viareggio 2005). Ha tradotto dal francese e dalle lingue classiche. Nel 2008 viene pubblicato un volume che raccoglie tutta la sua opera in versi (Poesie, Oscar Mondadori). Alla fine del 2010 uscirà, sempre presso Mondadori, un nuovo libro di poesie.</p>
<p><strong>VIVIANA NICODEMO<br />
</strong>Milanese, dopo gli studi classici, si diploma alla Civica scuola d’Arte Drammatica Piccolo Teatro di Milano. Ha recitato con vari registi e ha fatto diverse letture poetiche (Dante,Tasso, Dickinson, Rilke, Pavese). Artista poliedrica, si è dedicata, oltre al teatro, alla danza contemporanea, alla scultura, alla poesia e alla fotografia. Ha pubblicato nel 2007 Necessità dell’anatomia (Ed. Spirali) con sue fotografie e versi di Milo De Angelis. Ha girato alcuni video legati alla poesia del ‘900, tra cui Un nome della via  e Via dell’inizio.</p>
<p><strong>Galleria Civica di Palazzo Ducale</strong> – Pavullo nel Frignano (MO)<br />
<em>31 luglio &#8211; 26 settembre 2010</em><br />
inaugurazione sabato 31 luglio ore 18<br />
La mostra è accompagnata da un catalogo a cura di Paolo Donini</p>
<p>Orari mostra: martedì e giovedì 15.00 – 18.00<br />
sabato 10.00 – 13.00 e 16.00 – 19.00<br />
domenica e festivi 11.00 – 13.00 e 16.00 – 19.00</p>
<p>Info Ufficio Turistico tel. 0536 29964<br />
<a href="http://www.comune.pavullo-nel-frignano.mo.it/">www.comune.pavullo-nel-frignano.mo.it</a></p>
<p>Ufficio stampa<strong> AGENZIA04</strong> Bologna<br />
Per materiale stampa e ulteriori informazioni contattare:<br />
tel. 051 6490104<br />
mob. 333 3781246 &#8211; 348 3106144<br />
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		<title>V PREMIO INTERNAZIONALE ARTE LAGUNA</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Jul 2010 05:38:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>davide auricchio</dc:creator>
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Venezia, 6 luglio 2010 &#8211; Al via il nuovo bando per la Quinta Edizione del Premio Internazionale Arte Laguna  finalizzato alla promozione e valorizzazione della giovane arte contemporanea. Restando fedele all’ispirazione iniziale delle sue due ideatrici, Laura Gallon e Beatrice Susa, Arte Laguna continua il suo percorso di “incubatore della giovane arte italiana e internazionale”, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-3203" title="image" src="http://www.viatico.org/wp-content/uploads/2010/07/image3.jpg" alt="image" width="447" height="323" /></p>
<p><em>Venezia, 6 luglio 2010</em> &#8211; Al via il nuovo bando per la Quinta Edizione del Premio Internazionale <strong><em>Arte Laguna</em></strong>  finalizzato alla promozione e valorizzazione della giovane arte contemporanea. Restando fedele all’ispirazione iniziale delle sue due ideatrici, <strong>Laura Gallon</strong> e <strong>Beatrice Susa</strong>, Arte Laguna continua il suo percorso di “incubatore della giovane arte italiana e internazionale”, affiancando, anche per l’edizione 2011, la vocazione per la scoperta di nuovi talenti, alla capacità di supportare gli artisti emergenti nella promozione della loro creatività e nello sviluppo delle loro carriere.<br />
 <br />
<span id="more-3201"></span>Proseguendo sulla strada inaugurata nel 2006, il Premio, organizzato dall’Associazione Culturale MoCa e dallo Studio Arte Laguna, con il patrocinio, tra gli altri, di Ministero degli Affari Esteri, Regione del Veneto, Istituto Europeo di Design, dà prova anche per questa nuova edizione di quella peculiare capacità di innovare e di rinnovarsi, che gli ha consentito di accreditarsi in pochi anni nel sistema dell’arte contemporanea e di raggiungere il grande successo ottenuto nell’edizione 2009, con 7000 opere iscritte al concorso, provenienti da oltre 90 paesi in tutto il mondo, e con quasi 5000 visitatori all’esposizione dei 180 finalisti del Premio, conclusasi all’Arsenale di Venezia lo scorso 27 marzo. La mostra è stata il primo di una serie di appuntamenti che, durante tutto l’arco del 2010, si svolgono in Italia e all’estero, coinvolgendo buona parte degli artisti finalisti in mostre personali e collettive, organizzate dalle gallerie e istituzioni partner del progetto.<br />
 <br />
Innovazione. Al fine di rappresentare con sempre maggior aderenza il complesso panorama dell’arte contemporanea, il prossimo appuntamento del Premio si arricchisce di due nuove sezioni &#8211; Video arte e Performing art – che vanno ad aggiungersi a quelle oramai assodate di Pittura, Scultura e Arte Fotografica.<br />
La mostra collettiva finale &#8211; che espone le 110 opere finaliste selezionate dai giurati &#8211; in programma a marzo 2011, coniuga quest’anno la prestigiosa sede espositiva – l’Arsenale di Venezia -  ulteriormente ampliata, a una serie di aperture straordinarie.<br />
Per quanto riguarda i premi, quattro sono le principali novità. Si inaugurano infatti quest’anno il nuovo Premio Sala Stampa, la cui giuria è composta da sette giornalisti di settore – Daniele Capra (Exibart), Elisa Delle Noci (Artkey/Teknemedia), Lorella Pagnucco Salvemini (Arte In), Cristiano Seganfreddo (Innov(e)tion Valley), Chiara Somajni (Il Sole 24 Ore), Gloria Vallese (Arte), Maurizio Zuccari (Insideart) &#8211; chiamati a scegliere tra i finalisti un artista al quale assegnare la menzione; i Premi Speciali “Artist in Residence” – che prevedono l’assegnazione di tre residenze d’artista, realizzate sia in Italia sia all’estero &#8211; ideati con il preciso intento di promuovere e sostenere la formazione e incentivare la creatività dei giovani artisti vincitori; il Premio Speciale “Tina B”, realizzato in collaborazione con l’omonimo festival di Praga e dedicato alla performance; e infine, il Premio Speciale “Open Arte Communication” che offre la partecipazione gratuita alla quattordicesima edizione dell&#8217;Esposizione Internazionale di Sculture ed Installazioni all&#8217;aperto che si svolgerà a Venezia Lido in occasione del Festival del Cinema.<br />
 <br />
Rinnovamento. Nasce la figura del Curatore del Premio, ruolo ricoperto dal critico milanese Igor Zanti, che ha seguito il Premio fin dalla sua prima edizione.<br />
Come ogni anno, la giuria del Premio viene rinnovata, al fine di garantire per ogni edizione una prospettiva sempre nuova e diversa nella scelta e nella selezione delle opere. Questi i giurati per il 2011: Gianfranco Maraniello (Direttore Museo MAMbo di Bologna), Chiara Barbieri (della Fondazione Guggenheim di Venezia), Ludovico Pratesi (Direttore Centro Arti Visive Pescheria di Pesaro), Matteo Zauli (Direttore Museo Zauli di Faenza), Luca Panaro (critico d&#8217;arte), Rossella Bertolazzi (Direttrice Istituto Europeo di Design di Milano), Maja Skerbot (critico d&#8217;arte e curatore), Valentina Tanni (critico e tra i fondatori di Exibart), Andrea Lissoni (della Fondazione Claudio Buziol), Monika Burian (Direttore del Festival Internazionale d&#8217;Arte Contemporanea Tina B di Praga).<br />
Nell’anno della 54ª Biennale d&#8217;Arte, infine, una serie di eventi direttamente legati al premio vengono ospitati dalle molte realtà espositive e culturali dell’entroterra veneziano e della provincia di Treviso &#8211; tra cui un&#8217;anticipazione è la Fornace di Asolo &#8211; con le quali sono stati instaurati numerosi rapporti di collaborazione.<br />
Anche per la V edizione del Premio per ognuna delle cinque sezioni del concorso sono stati istituiti altrettanti Premi istituzionali, ulteriormente arricchiti dai Premi speciali, realizzati in collaborazione con le gallerie partner del progetto – un circuito di oltre 30 gallerie italiane ed estere tra cui Roma, Budapest, New York, Las Vegas e Shangai che ospitano personali e collettive di artisti partecipanti al Premio – fondamentali per la promozione degli artisti.<br />
Ogni edizione del Premio Arte Laguna costituisce un importante momento di incontro tra critici, addetti ai lavori e artisti &#8211; come dimostrano le diverse collaborazioni nate tra alcuni dei finalisti e i componenti della giuria – al quale segue un impegno continuativo da parte dell’organizzazione, nell’accompagnare gli artisti nella loro crescita professionale, con la sezione &#8216;&#8230;to be continued&#8217; del sito internet e pubblicando le opere di tutti gli iscritti nel Prizebook della pagina di Facebook.<br />
Non ultimo, il Premio ha saputo tessere sinergie nuove e inaspettate tra il mondo dell&#8217;arte contemporanea e quello delle aziende attraverso il progetto “Business for Art” che, anche per il 2011 ha confermato la collaborazione con l’azienda Tenuta Sant&#8217;Anna del Gruppo Genagricola, produttore vinicolo d’eccellenza da sempre sensibile al mondo dell’arte, che con il Premio Speciale “Tenuta S. Anna Contemporary Art”, mette in palio per il vincitore, oltre a un premio in denaro, la possibilità di vedere la propria opere riprodotte sulle etichette dei vini più prestigiosi dell’azienda, in tiratura limitata e commercializzati in tutto il mondo. Su questo filone si aggiunge RE-IL azienda del settore real estate che con il “Premio Speciale Reil per giovani talenti” offre un soggiorno in Brasile affinché un artista renda uno dei loro resort uno spazio artistico unico.<br />
Il termine ultimo per partecipare al bando è il 16 novembre 2010, per le iscrizioni via posta, e il 10 dicembre 2010, per quelle on-line. Maggiori informazioni e il bando di concorso sono disponibili su <a href="http://www.premioartelaguna.it/">www.premioartelaguna.it</a>.<br />
 <br />
 <br />
* * *</p>
<p>Scheda tecnica</p>
<p>Titolo<br />
V PREMIO INTERNAZIONALE ARTE LAGUNA<br />
 <br />
Ideazione e organizzazione<br />
Studio Arte Laguna<br />
Associazione culturale MoCa</p>
<p>Patrocini<br />
Ministero degli Affari Esteri<br />
Regione del Veneto<br />
Istituto Europeo di Design</p>
<p>Sito internet<br />
<a href="http://www.premioartelaguna.it/">www.premioartelaguna.it</a></p>
<p>Scadenza bando<br />
16 novembre 2010 per le iscrizioni via posta<br />
10 dicembre 2010 per le iscrizioni on-line</p>
<p>Curatore del Premio<br />
Igor Zanti<br />
 <br />
Sezioni del Premio<br />
Pittura, Scultura, Arte Fotografica, Videoarte, Performance</p>
<p>Giuria Premi Istituzionali<br />
Chiara Barbieri, Rossella Bertolazzi, Monika Burian, Andrea Lissoni, Gianfranco Maraniello, Luca Panaro, Ludovico Pratesi, Maja Skerbot, Valentina Tanni, Matteo Zauli</p>
<p>Giuria Premio Speciale Sala Stampa <br />
Daniele Capra, Elisa Delle Noci, Lorella Pagnucco Salvemini, Cristiano Seganfreddo, Chiara Somajni, Gloria Vallese, Maurizio Zuccari<br />
 <br />
Premi Speciali<br />
Premio Speciale TINA B, in collaborazione con il Festival TINA B, Praga<br />
Premi Speciali “Artist in Residence”<br />
Premio Speciale “Open Arte Communication”<br />
Premio Speciale “Tenuta S. Anna Contemporary Art”, in collaborazione con Tenuta Sant&#8217;Anna del Gruppo Genagricola<br />
“Premio Speciale Reil per giovani talenti”</p>
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		<title>NEDKO SOLAKOV: The Passage</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Jul 2010 07:06:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>davide auricchio</dc:creator>
				<category><![CDATA[eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[
Nedko Solakov, The Passage (a commissioned art work’s story), 2010
Collezione UniCredit Group, courtesy Galleria Continua, San Gimignano-Beijing-Le Moulin
a cura di Laura Barreca
L’artista bulgaro Nedko Solakov è il protagonista del quarto appuntamento di Committenze Contemporanee, il progetto ideato nel decennale della riapertura della Collezione Borghese che invita a sperimentare e a riflettere sull’importante patrimonio del museo, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-3197" title="image" src="http://www.viatico.org/wp-content/uploads/2010/07/image1.jpg" alt="image" width="444" height="300" /><br />
<em>Nedko Solakov, The Passage (a commissioned art work’s story), 2010<br />
Collezione UniCredit Group, courtesy Galleria Continua, San Gimignano-Beijing-Le Moulin</em></p>
<p><strong>a cura di Laura Barreca</strong><br />
L’artista bulgaro Nedko Solakov è il protagonista del quarto appuntamento di Committenze Contemporanee, il progetto ideato nel decennale della riapertura della Collezione Borghese che invita a sperimentare e a riflettere sull’importante patrimonio del museo, incentivandone lo studio e gli approfondimenti attraverso lo sguardo degli artisti del nostro tempo.<br />
<span id="more-3195"></span><br />
Gli artisti prescelti e le loro opere, realizzate appositamente per questo progetto, non dovranno avere assonanze contenutistiche o di stile o di linguaggio espressivo con l’opera dei maestri cui vengono associati ma, eventualmente, solo riferimenti concettuali, poiché l’elemento che unisce gli artisti del passato a quelli del presente è il concetto di committenza. Si tratta insomma di ripensare al ruolo attivo della committenza in epoca contemporanea e di assolvere alla missione primaria del Museo, che è quella di realizzare una conservazione attiva che conduca alla tutela, all’aggiornamento e alla divulgazione del patrimonio contenuto in esso.<br />
Attraverso un’innovativa formula di partnership tra istituzioni pubbliche e privato, il progetto prevede la produzione annuale di un’opera site specific commissionata da Galleria Borghese con la Fondazione MAXXI Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo e UniCredit &amp; Art, destinata ad essere concessa in comodato a lungo termine alla Fondazione MAXXI di Roma per costituire un nucleo coerente all’interno della collezione del Museo. Una commissione congiunta, composta da Anna Coliva, Direttore della Galleria Borghese, Anna Mattirolo, Direttore MAXXI Arte, e Walter Guadagnini, Presidente della Commissione Scientifica di UniCredit &amp; Art, seleziona ogni anno un artista per questa speciale produzione.<br />
L&#8217;artista individuato per questa quarta edizione è Nedko Solakov, figura di primo piano della scena internazionale che ha  esposto, tra l’altro, alla 52° Biennale di Venezia, dove ha ricevuto la speciale onorificenza nella mostra centrale, e a Documenta 12 di Kassel. Dagli anni &#8216;80, Solakov ha scelto un linguaggio artistico diretto e spesso ironico, sia nelle installazioni su grande scala che nei disegni di piccolo formato: l’artista racconta storie, aneddoti che riflettono particolari della vita contemporanea, narrazioni che riassumono la contraddittorietà dell’esistenza attraverso la rappresentazione di situazioni, riflessioni, vicissitudini, aspettative, successi e fallimenti.<br />
Il progetto The Passage (a commissioned art work&#8217;s story) è stato specificatamente creato per Committenze Contemporanee. L’opera è una riflessione sull’incontro ideale di due maestri della storia dell’arte, avvenuto nella grande mostra Caravaggio e Bacon, chiusa di recente alla Galleria Borghese. Il progetto di Solakov è il risultato del percorso che ha condotto l’artista dal momento della commissione, all’esposizione dell’opera al pubblico. La realizzazione del lavoro si intreccia con un evento molto personale della vita dell’artista (la recente perdita del padre). Il “passaggio” di cui il pubblico sarà reso partecipe è dunque il racconto di un momento storico particolarmente intenso, condotto da Nedko Solakov negli ultimi mesi, segnati da una profonda riflessione sul senso della vita e della morte, sul passato e sul futuro. L’installazione si compone di dipinti, poggiati su cavalletti da pittore, ai due lati dell’Uccelliera, accompagnati dalla gioiosa presenza dei caratteristici fellows (piccoli omini) simboli di una visione ottimistica e ironica. Lo stile di Nedko Solakov si caratterizza per l’uso di un linguaggio sovversivo e acuto che sembra sempre mettere alla prova lo spettatore e le sue reazioni rispetto all’opera, allo spazio espositivo, interrogandosi sul significato dell’arte, ma anche sui meccanismi che regolano l&#8217;espressione all’interno del sistema.<br />
In occasione della mostra ritorna l’iniziativa “I Giovedì del Contemporaneo”, un ciclo di incontri gratuiti che introdurranno il pubblico all’opera di Nedko Solakov, proponendo una lettura che stimoli la personale interpretazione dei visitatori.<br />
Gli incontri, che si svolgono ogni giovedì alle ore 19, sono promossi in collaborazione con IED Istituto Europeo del Design di Roma.</p>
<p>Il progetto Committenze Contemporanee è ideato da Anna Coliva.<br />
La mostra è curata da Laura Barreca, per la Fondazione MAXXI.</p>
<p>Note biografiche Nedko Solakov<br />
Dall&#8217;inizio degli anni &#8216;90, Nedko Solakov (nato nel 1957 a Cherven Briag in Bulgaria, vive a Sofia) ha esposto i propri lavori sia in Europa che negli Stati Uniti. Il suo lavoro è comparso ad Aperto ‘93 (Biennale di Venezia). E’ stato presente a 48°, 49°, 50° e 52° Biennale di Venezia; 3°, 4° e 9° Biennale di Istanbul, Biennale di São Paulo nel 1994; Manifesta 1 a Rotterdam; 2° e 4° Biennale di Gwangju; 5° Biennale di Lione; Sonsbeek 9 di Arnhem; 4° e 5° Biennale di Cetinje; 1° Biennale di Lodz; 7° Biennale di Sharjah negli Emirati Arabi; 3° Biennale di Tirana; 2° Biennale di Siviglia; 2° Biennale di Mosca; Documenta 12 a Kassel; 16° Biennale di Sydney, e Biennale Prospect 1 di New Orleans.<br />
Recentemente ha tenuto una personale presso Museu do Chiado di Lisbona; Stichting De Appel di Amsterdam; CCAKitakyushu in Giappone; Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía di Madrid; The Israel Museum di Gerusalemme; Centre d’Art Santa Monica di Barcellona; Kunsthaus di Zurigo; Castello di Rivoli e Sofia City Art Gallery. Nel 2003-2005 ha esposto un’antologica mid-career “A 12 1/3 (and even more) Year Survey”, presentato al Casino Luxembourg, Rooseum Malmoe and O.K Centrum Linz, e nel 2008-2009 la personale “Emotions” è stata ospitata al Kunstmuseum Bonn, Kunstmuseum St. Gallen, e Mathildenhoehe, Darmstadt. Tra i progetti futuri, la personale alla Ikon Gallery, Birmingham; S.M.A.K., Ghent e Fundação de Serralves, Porto.<br />
<a href="http://www.nedkosolakov.net/">www.nedkosolakov.net</a></p>
<p><strong> Scheda tecnica</strong></p>
<p>Progetto  <br />
Committenze Contemporanee</p>
<p>Ideazione  <br />
Anna Coliva</p>
<p>Mostra   <br />
Nedko Solakov, The Passage (a commissioned art work&#8217;s story)</p>
<p>A cura di  <br />
Laura Barreca</p>
<p>Sede   <br />
Uccelliera di Villa Borghese, Galleria Borghese<br />
Piazzale Scipione Borghese 5, Roma<br />
 <br />
Periodo  <br />
dal 20 maggio al 3 ottobre 2010<br />
 <br />
Promosso da                                    <br />
Ministero per i Beni e le Attività Culturali<br />
Soprintendenza Speciale per il PSAE e per il Polo Museale della città di Roma<br />
Galleria Borghese<br />
MAXXI_Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo<br />
UniCredit &amp; Art<br />
 <br />
Organizzazione <br />
Maria Assunta Sorrentino – Galleria Borghese<br />
Mondomostre<br />
 <br />
Orari   <br />
da martedì a domenica, dalle 9.00 alle 19.00<br />
lunedì chiuso<br />
 <br />
Ingresso<br />
interi € 8,50 per mostra e Galleria Borghese, più diritto di prevendita di € 2,00<br />
prenotazione obbligatoria: tel. +39 06 32810 – <a href="http://www.ticketeria.it/">www.ticketeria.it</a><br />
 <br />
Progetto didattico <br />
“I Giovedì del Contemporaneo”<br />
in collaborazione con IED Istituto Europeo del Design di Roma<br />
ogni giovedì  fino al 30 settembre (esclusi il 12 e il 19 agosto) ore 19.00, ingresso gratuito<br />
prenotazioni: <a href="mailto:giovedidelcontemporaneo@roma.ied.it">giovedidelcontemporaneo@roma.ied.it</a></p>
<p>Informazioni  <br />
Galleria Borghese<br />
tel. +39 06 8413979<br />
fax +39 06 8840756<br />
<a href="http://www.galleriaborghese.it/">www.galleriaborghese.it</a><br />
<a href="mailto:sspsae-rm.galleriaborghese@beniculturali.it">sspsae-rm.galleriaborghese@beniculturali.it</a><br />
prenotazione obbligatoria: tel. +39 06 32810<br />
 <br />
Fondazione MAXXI          <br />
Ufficio stampa: Beatrice Fabbretti, Annalisa Inzana<br />
tel. +39 06 32101850<br />
<a href="mailto:press@fondazionemaxxi.it">press@fondazionemaxxi.it</a><br />
<a href="http://www.fondazionemaxxi.it/">www.fondazionemaxxi.it</a><br />
 <br />
UniCredit Group<br />
Viviana Vestrucci<br />
tel. + 39 02 87275790<br />
<a href="mailto:viviana.vestrucci@unicreditgroup.eu">viviana.vestrucci@unicreditgroup.eu</a><br />
<a href="mailto:unicreditandart@unicreditgroup.eu">unicreditandart@unicreditgroup.eu</a><br />
<a href="http://www.unicreditgroup.eu/">www.unicreditgroup.eu</a><br />
 <br />
Ufficio stampa  <br />
Studio Pesci di Federico Palazzoli<br />
tel. +39 051 269267<br />
<a href="mailto:info@studiopesci.it">info@studiopesci.it</a><br />
<a href="http://www.studiopesci.it/">www.studiopesci.it</a></p>
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		<title>Svelando l&#8217;Utopia</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Jul 2010 06:56:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>davide auricchio</dc:creator>
				<category><![CDATA[eventi]]></category>

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La galleria Alberto Peola ha il piacere di presentare Svelando l’Utopia, un progetto che coinvolge tre nomi della nuova scena artistica femminile internazionale.
Adeela Suleman, Naiza H Khan, Seema Nusrat appartengono a quell’élite culturale che gioca un ruolo decisivo nel progresso del pensiero e della società del Pakistan contemporaneo, della cui cultura ancora poco si conosce [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignnone size-full wp-image-3189" title="Adeela Suleman - Big Tree em" src="http://www.viatico.org/wp-content/uploads/2010/07/Adeela-Suleman-Big-Tree-em.jpg" alt="Adeela Suleman - Big Tree em" width="442" height="330" /></p>
<p></strong>La galleria <strong>Alberto Peola</strong> ha il piacere di presentare <em><strong>Svelando l’Utopia</strong></em>, un progetto che coinvolge tre nomi della nuova scena artistica femminile internazionale.<br />
<strong>Adeela Suleman, Naiza H Khan, Seema Nusrat</strong> appartengono a quell’élite culturale che gioca un ruolo decisivo nel progresso del pensiero e della società del Pakistan contemporaneo, della cui cultura ancora poco si conosce in Europa.</p>
<p> </p>
<p><span id="more-3188"></span>Nella valutazione della loro esperienza e, in generale, nella valutazione della nuova scena artistica di Karachi il confronto-scontro con l’India e la sua nuova identità di superpotenza non va escluso. In Europa spesso le due culture vengono confuse, generando equivoci che non aiutano la comprensione delle singole identità.<br />
È pur vero che le due civiltà, indiana e pakistana, sono i due rami di uno stesso fiume che nella sorgente del Sub-Continente trova la sua prima e indimenticabile origine, ed è quindi evidente che le due esperienze giungano a risultati paralleli. Ma non solo: nella ricerca artistica di Karachi c’è il desiderio (forse un po’ più sentito che non da parte indiana) di rimarcare questo territorio comune. Ricucire insomma una geografia dell’anima che, nella pacifica convivenza dei suoi elementi, possa supplire alle divisioni che la geografia politica sembra, di rimando, insistere nell’accentuare. Questo territorio comune non è il punto di arrivo della scena di Karachi, al contrario è uno dei punti di partenza, una delle basi per successive evoluzioni nel percorso dei singoli artisti. E in tale percorso si sommano condizionamenti (più o meno impliciti) derivati dalla tradizione musulmana e sufica, ampliamenti presi dalle problematiche sociali del mondo contemporaneo quali l’identità femminile, lo scontro tra le classi, l’instabilità che un’eccessiva militarizzazione comporta. Il risultato è un’esperienza del tutto nuova e autonoma rispetto ai modelli indigeni preesistenti e rispetto ai risultati dei cugini di Delhi e Mumbai.</p>
<p>la mostra durerà sino al 23 luglio 2010<br />
da lunedì a venerdì dalle 15.30 alle 19.30 mattino su appuntamento<br />
Galleria Alberto Peola<br />
10123 Torino (Italia)  29, via della Rocca  tel.011.8124460  fax011.19791942 e-mail:a.peola@iol.it  <a href="http://www.albertopeola.com/">www.albertopeola.com</a></p>
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		<title>Experiments</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Jul 2010 08:32:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>davide auricchio</dc:creator>
				<category><![CDATA[eventi]]></category>

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La Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di San Marino è lieta di annunciare l’apertura della mostra Experiments di Pierluigi Pusole che si terrà dal 23 luglio al 5 settembre 2010 presso la sede della Galleria delle Logge.
 Pierluigi Pusole presenta un corpo d’opere inedite, appositamente realizzate per l’occasione, logica prosecuzione dei lavori presentati lo scorso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-3186" title="experimentE_UL" src="http://www.viatico.org/wp-content/uploads/2010/07/experimentE_UL.jpg" alt="experimentE_UL" width="450" height="324" /></p>
<p>La <strong>Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di San Marino</strong> è lieta di annunciare l’apertura della mostra <em><strong>Experiments</strong></em> di <strong>Pierluigi Pusole</strong> che si terrà dal 23 luglio al 5 settembre 2010 presso la sede della Galleria delle Logge.<br />
 Pierluigi Pusole presenta un corpo d’opere inedite, appositamente realizzate per l’occasione, logica prosecuzione dei lavori presentati lo scorso anno in anteprima nella città di San Marino. Il nuovo ciclo di dipinti ad acquerello e acrilico su carta, raccolti sotto il titolo Experiments, è composto da 112 opere suddivise in sette parti distinte. Ogni opera è pensata come fosse una monade che concorre a creare una grande composizione che avvolgerà lo spazio espositivo.<br />
<span id="more-3185"></span><br />
Il nucleo di questo lavoro si sviluppa da forme unicellulari che allignano nella superficie bianca del foglio; attraverso un processo micotico, la materia (intesa qui come “vivente” ma soprattutto come “pittorica”) inizia a organizzarsi in forme sempre più complesse ed evolute. Nella cosmogonia personale di Pusole, il mondo e gli esseri viventi sono però soggetti ad anomalie o a errori genetici, a clonazioni e a permutazioni morfologiche; si tratta infatti di “esperimenti” proto-scientifici che si basano sulla casualità, sul fatalismo e sull’accidente (perché ciò che vediamo è ciò che accade), hanno quindi la necessità di progredire anche grazie agli errori, con il coraggio di ricominciare di nuovo, e ancora, e ancora, riconoscendo la propria teoria solo ed unicamente nell’empirismo. Pusole intende ridurre la realtà fenomenica a una tabula rasa che, per converso, diventa una tabula picta in cui egli può ri-creare daccapo o ri-cominciare a proprio piacimento. In queste opere i paesaggi e le figure si ripetono in modo sempre differente, appaiono e scompaiono, sovvertendo di volta in volta le gerarchie del macro e del microcosmo. L’artista dipinge la ciclicità di un’esistenza che progredisce per accumulazioni additive o per drastiche interruzioni, generando un senso di perenne déjà-vu le cui variazioni sono riducibili tra loro a uno spazio unico e a un tempo omogeneo. Un unicum/continuum dominato da una fitta vegetazione e da ambienti lacustri (l’acqua è il principio della vita, infusa nella tecnica ad acquerello) che sono informati da cromatismi verdi e rossi. La pluralità dell’immagine nasce quindi da una totalità infinitamente divisibile, il cui fondamento è la bio-diversità: quella della pittura, che non è rappresentazione della realtà ma sua stessa artefice.</p>
<p><strong><em>Experiments<br />
</em></strong>Galleria delle Logge, Giardino dei Liburni &#8211; San Marino                             <br />
venerdì 23 luglio, ore 18:00<br />
23 luglio – 5 settembre 2010<br />
dal Martedì alla Domenica, 11:00 – 13:00 / 15:00 – 19:00<br />
Lunedì chiuso<br />
Edizioni Allemandi con testi di Davide Ferri, Stefano Moriggi, Alberto Zanchetta<br />
Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea<br />
Scala Bonetti, 2 – 47890 San Marino<br />
tel. 0549.885414 – <a href="mailto:info.museidistato@pa.sm">info.museidistato@pa.sm</a></p>
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		<title>JOËL STEIN e l’arte cinetica</title>
		<link>http://www.viatico.org/eventi/joel-stein-e-l%e2%80%99arte-cinetica/</link>
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		<pubDate>Tue, 29 Jun 2010 04:30:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>davide auricchio</dc:creator>
				<category><![CDATA[eventi]]></category>

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Da sabato 3 luglio a domenica 26 settembre 2010, il MACA &#8211; Museo Arte Contemporanea Acri ospiterà un’importantissima mostra retrospettiva che vuole essere un percorso attraverso tutta l’opera di Joël Stein – il padre e l’artista più rappresentativo dell’arte cinetica; il protagonista di un’esperienza fondamentale nell’intensa vivacità creativa della seconda metà del XX secolo. Assorbito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-3180" title="Stein_3 cercles polychromes bis" src="http://www.viatico.org/wp-content/uploads/2010/06/Stein_3-cercles-polychromes-bis.jpg" alt="Stein_3 cercles polychromes bis" width="445" height="316" /></p>
<p>Da sabato 3 luglio a domenica 26 settembre 2010, il <strong>MACA</strong> &#8211; Museo Arte Contemporanea Acri ospiterà un’importantissima mostra retrospettiva che vuole essere un percorso attraverso tutta l’opera di <strong>Joël Stein</strong> – il padre e l’artista più rappresentativo dell’arte cinetica; il protagonista di un’esperienza fondamentale nell’intensa vivacità creativa della seconda metà del XX secolo. Assorbito dal fervore culturale e artistico dell’ambiente parigino, Stein porta avanti una personale ricerca che lo vede partecipare, nel 1960,  alla fondazione del “Groupe Motus”, a cui succederà il “Centre de Recherche d’Art Visuel”, che diventerà poi il “Groupe de Recherche d’Art Visuel” (GRAV), del quale sarà uno dei più incisivi teorici.<br />
<span id="more-3178"></span><br />
Quella di Joël Stein è un&#8217;opera molteplice nelle sue forme perché, se inizia con la pittura e l&#8217;incisione, molto presto si mostrerà curioso di altri modi di espressione: oggetti manipolabili, costruzione di scatole luminose, triedri o caleidoscopi, effetti speciali per il cinema di Henri-Georges Clouzot e per i servizi di ricerca dell&#8217;ORTF ( l&#8217;Ente Radiotelevisivo Francese), proiezioni di immagini animate a partire da un fascio laser, senza dimenticare la scultura con tecniche diverse; tutte prove di uno spirito totalmente libero. Poco incline a seguire dei maestri, Stein attribuisce molto presto un&#8217;importanza capitale al fattore visivo.<br />
Joël Stein è, forse, anzitutto un ricercatore; un ricercatore preoccupato di comprendere e di mettere alla prova il funzionamento della visione in rapporto con la percezione dei colori o con quella delle forme, quando esse si intrecciano, si sfalsano o sono messe in movimento; preoccupato anche di cogliere la destabilizzazione delle forme e dei colori attraverso il gioco delle giustapposizioni, il gioco delle ombre o delle diffrazioni, altrettanti effetti che possono essere provocati, amplificati e sconvolti con l&#8217;uso della luce laser e di specchi. Le immagini e le opere instabili di Joël Stein – di cui in mostra saranno presentati numerosissimi esempi che ripercorrono tutta l’esperienza creativa dell’artista: dalle Pitture programmate su sistemi matematici ai Labirinti; le Pitture in progressione cromatica; gli Intrecci, le Macchine, i Laser; gli Slittamenti; fino alle Ambiguità di lettura –,  richiedono sempre un occhio responsabile e partecipe che attribuisca loro una forma stabile anche se momentanea e contingente, che animi il movimento virtuale che le scuote, che attualizzi alcune delle loro infinite potenziali variazioni. Solo all&#8217;interno di questa relazione interattiva si costruisce l&#8217;immagine in un rimando reciproco e incessante di stabilità, giocato fra l&#8217;occhio e la realtà visiva, fra il soggetto e l&#8217;oggetto, fra l&#8217;uomo e il mondo.<br />
Ecco allora la necessità, come dice Stein, non tanto di spiegare i risultati ottenuti con la ricerca artistica ma di &#8220;moltiplicare le esperienze&#8221;, affinché l&#8217;instabilità intrinseca del mondo si stabilizzi attraverso il nostro sguardo, la sua virtualità si attualizzi in una delle sue infinite forme attraverso di noi.</p>
<p>Mostra: JOËL STEIN. Personale retrospettiva dal 1960 ad oggi<br />
Curatore: Bernard Lègè e Valmore Zordan<br />
Luogo: MACA – Museo Arte Contemporanea Acri<br />
Palazzo Sanseverino – Piazza Falcone, 1 87041 Acri (Cs)<br />
Vernissage: Sabato 3 Luglio 2010 ore 18:00 <br />
Periodo: dal 3 luglio al 26 settembre 2010<br />
Orario Mostra: dalle 09.00 alle 13.00 e dalle 16.30 alle20.00; chiuso il lunedì<br />
info:tel. Museo: 0984953309; tel. Ufficio stampa: 0119422568, <a href="mailto:maca@museovigliaturo.it">maca@museovigliaturo.it</a><br />
sito web:www.museovigliaturo.it</p>
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		<title>Michelangelo Pistoletto: Intersezioni</title>
		<link>http://www.viatico.org/eventi/michelangelo-pistoletto-intersezioni/</link>
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		<pubDate>Thu, 24 Jun 2010 05:47:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>davide auricchio</dc:creator>
				<category><![CDATA[eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[
Michelangelo Pistoletto è il protagonista della quinta edizione di Intersezioni, ormai consolidato luogo di contaminazione tra arte contemporanea e archeologia.
L&#8217;attesa rassegna, diventata uno degli appuntamenti culturali italiani più importanti della stagione estiva, anche quest&#8217;anno si sdoppia. Com&#8217;è già avvenuto nel 2009 in occasione della personale dedicata a Dennis Oppenheim, il progetto dal titolo Il DNA [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-3166" title="Pistoletto" src="http://www.viatico.org/wp-content/uploads/2010/06/Pistoletto.jpg" alt="Pistoletto" width="450" height="336" /></p>
<p><strong>Michelangelo Pistoletto</strong> è il protagonista della quinta edizione di <strong><em>Intersezioni</em></strong>, ormai consolidato luogo di contaminazione tra arte contemporanea e archeologia.<br />
L&#8217;attesa rassegna, diventata uno degli appuntamenti culturali italiani più importanti della stagione estiva, anche quest&#8217;anno si sdoppia. Com&#8217;è già avvenuto nel 2009 in occasione della personale dedicata a Dennis Oppenheim, il progetto dal titolo <em><strong>Il DNA del Terzo Paradiso</strong></em> prevede la realizzazione di due mostre organizzate al <strong>Parco Archeologico di Scolacium</strong> e al museo<strong> MARCA</strong> di Catanzaro. Entrambi gli appuntamenti sono curati da <strong>Alberto Fiz</strong>, Direttore Artistico del MARCA.<br />
<span id="more-3167"></span><br />
Si tratta di un&#8217;importante occasione per confrontarsi con il lavoro di uno dei maggiori protagonisti della scena internazionale che ha ideato e progettato tre nuove installazioni per gli straordinari spazi del Parco di Scolacium in particolare I temp(l)i cambiano-Terzo Paradiso, Love Difference-Le sponde del Mediterrano e Il DNA del Terzo Paradiso che dà il titolo all&#8217;intero progetto.<br />
L&#8217;evento espositivo, accompagnato da un esauriente catalogo monografico in italiano e inglese edito da Electa, s&#8217;inaugura il 24 luglio per rimanere aperto sino al 3 ottobre 2010.<br />
La quinta edizione di Intersezioni è organizzata dalla Provincia di Catanzaro &#8211; Assessorato alla Cultura, con la collaborazione della Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Calabria e il patrocinio della Regione Calabria &#8211; Assessorato alla Cultura e di Sensi Contemporanei &#8211; Ministero dello Sviluppo Economico.<br />
&#8220;Intersezioni va considerato, insieme, al MARCA, un punto di riferimento imprescindibile della nostra politica di valorizzazione artistica. Nel segno della continuità progettuale, la manifestazione rappresenta oggi un modello culturale con ampi consensi in Italia e all&#8217;estero&#8221;, spiega Wanda Ferro Presidente della Provincia di Catanzaro con delega alla Cultura. &#8220;E&#8217; per noi motivo di orgoglio dedicare la rassegna di quest&#8217;anno a Michelangelo Pistoletto, uno degli artisti italiani più rappresentativi sulla scena internazionale che ha voluto progettare per il Parco una serie di nuovi lavori.&#8221;<br />
Come afferma Alberto Fiz, &#8220;l&#8217;articolato progetto dedicato a Pistoletto s&#8217;impone come riflessione che investe direttamente il destino dell&#8217;uomo e l&#8217;urgente necessità di un cambiamento radicale. Pistoletto considera l&#8217;arte non come estetica fine a se stessa, ma come occasione per una trasformazione sociale responsabile. E questo appare evidente sia nelle opere storiche dell&#8217;Arte Povera, sia negli interventi realizzati per il Parco di Scolacium. Non si tratta più di segni demiurgici proposti dall&#8217;Artista Vate, ma di creazioni che si pongono in stretta relazione con la collettività.&#8221;<br />
Se il MARCA (nella stessa sede prosegue, sino al 3 ottobre prossimo, la personale di Alessandro Mendini. Alchimie Dal Controdesign alle Nuove Utopie) ospita una serie di lavori emblematici della ricerca linguistica di Pistoletto, tra cui la celebre Venere degli stracci e i quadri specchianti, il Parco di Scolacium, uno dei siti archeologici più importanti dell&#8217;Italia meridionale, propone un grande progetto dove le installazioni creano un rinnovato dialogo con il territorio.<br />
Ciascuna opera contiene in sé la propria storia, la propria memoria in un continuum spazio-temporale che non consente scissioni o fratture improvvise. In questo senso il DNA del Terzo Paradiso non è solo il titolo delle due mostre, ma è anche l&#8217;opera che occupa il Foro romano, ovvero l&#8217;antica piazza di Minervia Scolacium. La grande installazione in alluminio, che ha uno sviluppo lineare di oltre 100 metri, appare come la trascrizione genetica del Terzo Paradiso, uno dei segni più noti di Pistoletto, dove il mondo naturale convive con il mondo artificiale e tecnologico creando una rinnovata armonia. Il Terzo Paradiso è il nuovo segno dell&#8217;infinito con la differenza che si formano tre cerchi. Come spiega Pistoletto, &#8220;quello centrale descrive un ventre gravido prodotto dall&#8217;accoppiamento dei due cerchi che costituivano il vecchio simbolo. Il Terzo Paradiso è l&#8217;accoppiamento fertile tra il primo e il secondo Paradiso&#8221;. Questa caratteristica viene sottolineata dal canto arcaico e primordiale di Gianna Nannini (con lei Pistoletto ha collaborato per diversi progetti proposti, tra l&#8217;altro, al National Centre for Contemporary Arts di Mosca) che crea una &#8220;scultura vocale&#8221; ripetendo, come un mantra, la parola &#8220;mamma&#8221;.<br />
Recuperare la presenza della memoria è un concetto che delinea anche le altre installazioni espressamente concepite per il Parco di Scolacium tra cui I temp(l)i cambiano &#8211; Terzo Paradiso, un&#8217;opera di cinque metri d&#8217;altezza collocata all&#8217;interno della celebre basilica normanna di Santa Maria della Roccella, il monumento antico più imponente del Parco. La specificità del tempio è quella di essere realizzato con materiali riciclati: cestelli di lavatrici diventano colonne, serpentine di frigoriferi come basamento e timpano. Gli scarti, insomma, si trasformano, con il contributo dell&#8217;artista, in oggetti di contaminata bellezza.<br />
L&#8217;opera, nata da una collaborazione con ECODOM &#8211; Consorzio per il riciclo degli elettrodomestici, è un tempio che poggia su una base instabile come simbolo precario dell&#8217;evoluzione. Esso appare come la risultante dei tempi che cambiano in base ad una società costretta a modificare le proprie abitudini e dove il riciclo diventa una preziosa fonte di ricchezza. &#8220;In questo caso il nuovo tempio s&#8217;inserisce nell&#8217;antico tempio creando un&#8217;imprevedibile relazione segnica tra differenti forme di stratificazioni.&#8221;, afferma Alberto Fiz. Sul timpano del tempio compare il simbolo del Terzo Paradiso a testimoniare l&#8217;armonia ritrovata tra consumo e riciclo, tra tecnologia, etica ed estetica. Come spiega Pistoletto &#8220;oggi sinonimo di Progresso è la conservazione delle risorse: il nuovo Mito è il Riciclo&#8221;.<br />
Viene inserita, invece, tra gli ulivi Love Difference &#8211; Le sponde del Mediterraneo un&#8217;altra installazione realizzata per l&#8217;occasione, con 68 grandi pietre incise di colore blu che riproduce il bacino del Mediterraneo con i paesi che si affacciano su questo mare. &#8220;Il Mar Mediterraneo&#8221;, dichiara Pistoletto, &#8220;è un&#8217;opera fortemente emblematica, intesa come punto di partenza per una riflessione planetaria sulle differenze, il luogo da cui iniziare a comprendere a amare le differenze. Il suo significato viene potenziato in questo luogo magico e misterioso a poca distanza dal punto in cui i due mari, lo Ionio e il Tirreno, s&#8217;incontrano.&#8221;<br />
Ma le differenze costituiscono anche il soggetto di un&#8217;altra grande installazione inserita all&#8217;interno del Parco di Scolacium, l&#8217;Etrusco dove compaiono quattro copie dell&#8217;antica statua in bronzo dell&#8217;Arringatore con il braccio teso in avanti nell&#8217;atto di toccare gli alberi ricreando un rapporto osmotico con la natura. Le immagini in bronzo dell&#8217;Etrusco (il lavoro è stato proposto per la prima volta nel 1976) sono di colore rosso, giallo, bianco e nero in una rappresentazione simbolica delle differenti razze umane. Di particolare rilievo per ampliare la riflessione sulla classicità, filo conduttore di Intersezioni, è la grande installazione di tre opere studiata appositamente per il Teatro romano. In questa circostanza viene collocata al centro Il Gigante (1981-83) di sei metri d&#8217;altezza dal peso di 15 tonnellate che nasce attraverso la sovrapposizione di elementi diversi realizzando un&#8217;elaborazione e un&#8217;accumulazione di frammenti appartenenti alla tradizione della scultura. Accanto a quest&#8217;opera, dove la classicità viene riproposta attraverso un nuovo immaginario non più prevedibile, compaiono due opere del medesimo periodo, Doppia Figura dove un&#8217;immagine in orizzontale viene sovrastata da un&#8217;altra disposta verticalmente e La Caduta dove la figura sembra accettare la propria decapitazione in un lucido presagio dei rivolgimenti che avrebbero caratterizzato gli anni ottanta, culminati nel 1989 con la caduta del Muro di Berlino, un evento che Pistoletto ha descritto quello stesso anno con un grande lavoro fotografico.<br />
A completare il progetto di Scolacium un altro lavoro di particolare significato, C&#8217;è Dio? Sì ci sono! che ripercorre l&#8217;azione compiuta nel 1978 L&#8217;arte assume la religione dove lo scopo era &#8220;estendere alla gente la capacità di esercitare autonomamente le funzioni del pensiero&#8221;.<br />
Nel lavoro esposto al Parco di Scolacium la scritta compare incisa sul Segno Arte, ovvero su un elemento formato dall&#8217;interazione di due triangoli che inscrive idealmente un corpo umano con le braccia alzate e le gambe divaricate.<br />
Ebbene, nella sinergia creata tra il Parco di Scolacium e il MARCA, il Segno Arte, nelle sue diverse applicazioni, (sia essa una porta, un letto a baldacchino o i lavandini) rappresenta uno degli elementi su cui si focalizza la mostra al museo catanzarese. Anche la dimensione trascendente assume al MARCA un aspetto di notevole rilievo dal momento che viene presentato Luogo di raccoglimento e preghiera, uno spazio suddiviso in cinque sezioni, quattro riferibili ai simboli delle religioni (ebraismo, cristianesimo, islamismo e induismo) e un quinto dedicato ai laici e agli agnostici. Al centro viene posto Metro cubo d&#8217;infinito, un&#8217;opera realizzata da Pistoletto nel 1966 costituita da un cubo formata da sei specchi con la superficie riflettente rivolta verso l&#8217;interno. In tal modo si crea un&#8217;estensione pressoché infinita dello spazio moltiplicato e pluridirezionale anche se racchiuso all&#8217;interno di un metro cubo.<br />
Un infinito, tuttavia, che non è ascrivibile ad alcuna religione ma fa riferimento alla dimensione trascendente della creatività umana e, dunque, all&#8217;arte. Ancora una volta il lavoro di Pistoletto richiede una responsabilità individuale in base a quello che l&#8217;artista ha definito come &#8220;omniteismo&#8221;.<br />
La visione di un&#8217;arte fortemente implicata nella società passa anche attraverso Mar Mediterraneo-Love Difference (è in stretta relazione con il Love Difference-Le sponde del Mediterraneo esposto a Scolacium), così come attraverso Woollen-La mela reintegrata, perfettamente coerente con il Terzo Paradiso. Quest&#8217;opera, in lana e acciaio, realizzata nel 2007, è il simbolo del ricongiungimento tra natura e artificio. Se nella tradizione il morso della mela rappresenta il distacco dell&#8217;uomo dalla natura, in questo caso si attua la riconciliazione tra due universi in apparenza distanti. Simbolico anche l&#8217;uso della lana, elemento naturale rinnovabile che rappresenta lo spogliarsi dell&#8217;animale per vestire l&#8217;uomo con vantaggi per entrambi.<br />
Nello spazio del MARCA dedicato all&#8217;arte antica si crea una felice contaminazione con l&#8217;inserimento di una delle opere più note di Pistoletto, la Venere degli stracci del 1967-68 dove la copia della Venere con mela dello scultore neoclassico Bernd Thorvaldsen realizzata all&#8217;inizio dell&#8217;800, viene posta di schiena di fronte ad un ammasso di cenci e di stracci. Quest&#8217;opera, particolarmente rappresentativa del percorso dell&#8217;Arte Povera, ha un effetto totalmente straniante in quanto vengono poste in relazione due forme tra loro agli antipodi. Ma, come re Mida, la Venere assorbe gli stracci che diventano parte della sua natura. Paradossalmente, si potrebbe dire che gli stracci sono riciclati dalla Venere in base ad un meccanismo che rende quest&#8217;opera storica perfettamente in sintonia con I temp(l)i cambiano collocata a Scolacium. Come afferma Pistoletto, &#8220;la Dea del riciclo entra nel tempio del riciclo&#8221;.<br />
Al MARCA non potevano mancare, naturalmente, i quadri specchianti e viene presentata una serie di Autoritratti recenti, punto d&#8217;arrivo di una riflessione sull&#8217;identità che si sviluppa sin dal 1961. &#8220;L&#8217;autoritratto dell&#8217;artista&#8221;, afferma Pistoletto, &#8220;diventa l&#8217;autoritratto del mondo. E&#8217; arte, in quanto quadro, ma è anche spazio e tempo&#8221;.<br />
Un excursus, insomma, di oltre quarant&#8217;anni, che coinvolge alcune problematiche fondamentali della ricerca di Pistoletto in grado di cogliere i profondi mutamenti della società.<br />
La mostra è accompagnata da un catalogo, in italiano e inglese, edito da Electa di oltre 200 pagine che presenta, tra l&#8217;altro, le installazioni al Parco di Scolacium e al MARCA. Accanto al saggio del curatore Alberto Fiz, viene proposta un&#8217;ampia intervista a Pistoletto di Chiara Bertola, un intervento su Cittadellarte di Paolo Naldini, oltre ad un testo sul Parco di Scolacium e sulle nuove scoperte archeologiche di Maria Grazia Aisa.<br />
Intersezioni 5<br />
Michelangelo Pistoletto<br />
Il Dna del Terzo Paradiso<br />
Parco Archeologico di Scolacium<br />
Museo MARCA, Catanzaro</p>
<p>Vernice per la stampa: sabato 24 luglio ore 17,30<br />
Inaugurazione al Parco di Scolacium: sabato 24 luglio ore 19<br />
Inaugurazione al MARCA: domenica 25 luglio ore 11<br />
uratore: Alberto Fiz<br />
Organizzazione: Provincia di Catanzaro Assessorato alla Cultura, con la collaborazione della Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Calabria<br />
Patrocinio: Regione Calabria &#8211; Assessorato alla Cultura e Sensi Contemporanei &#8211; Ministero dello Sviluppo Economico<br />
Periodo: 24 luglio &#8211; 3 ottobre 2010<br />
Sedi: Parco Archeologico di Scolacium Roccelletta di Borgia (Catanzaro)<br />
tutti i giorni 10-21,30; ingresso libero<br />
MARCA via Alessandro Turco 63, Catanzaro<br />
La mostra si svolge in concomitanza con Alessandro Mendini. Alchimie Dal Controdesign alle Nuove Utopie aperta sino al 3 ottobre.<br />
Orario: da martedì a domenica 9,30-13; 16-20,30; chiuso lunedì Ingresso:3 euro; tel. 0961.746797; HYPERLINK <a href="mailto:info@museomarca.com">mailto:info@museomarca.com</a> <a href="mailto:info@museomarca.com">info@museomarca.com</a><br />
HYPERLINK &#8220;<a href="http://www.museomarca.com">http://www.museomarca.com</a>&#8221; <a href="http://www.museomarca.com">www.museomarca.com</a><br />
HYPERLINK &#8220;<a href="http://www.museomarca.com">http://www.museomarca.com</a>&#8221; <a href="http://www.intersezioni.org">www.intersezioni.org</a></p>
<p>Catalogo Electa con interventi in italiano e inglese di Maria Grazia Aisa, Chiara Bertola, Alberto Fiz, Paolo Naldini, Michelangelo Pistoletto<br />
Info: Studio ESSECI &#8211; referente Stefania Bertelli tel. 049.663499 HYPERLINK <a href="mailto:info@studioesseci.net">mailto:info@studioesseci.net</a> <a href="mailto:gestione1@studioesseci.net">gestione1@studioesseci.net</a><br />
Ufficio stampa Electa-Enrica Steffenini tel. 02.21563433 <a href="mailto:elestamp@mondadori.it">elestamp@mondadori.it</a><br />
Ufficio Mostre-Settore Cultura Provincia di Catanzaro tel. 0961.84721</p>
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		<title>Adriano Altamira: Fotografie 1971-2010</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Jun 2010 09:17:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>davide auricchio</dc:creator>
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Dopo la mostra del 2008 dedicata al progetto Giudizio sul Giudizio, Adriano Altamira torna ad esporre alla Fondazione Marconi una selezione di opere che ripercorre la sua attività fotografica. Da tempo l’artista pensava di raccogliere una sorta di campionatura eccellente dei vari periodi della sua produzione fotografica, fino a qualche tempo fa rappresentata solamente dalla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-3136" title="Altamirabis" src="http://www.viatico.org/wp-content/uploads/2010/06/Altamirabis.jpg" alt="Altamirabis" width="450" height="449" /></p>
<p>Dopo la mostra del 2008 dedicata al progetto <strong><em>Giudizio sul Giudizio</em></strong>, <strong>Adriano Altamira</strong> torna ad esporre alla <strong>Fondazione Marconi</strong> una selezione di opere che ripercorre la sua attività fotografica. Da tempo l’artista pensava di raccogliere una sorta di campionatura eccellente dei vari periodi della sua produzione fotografica, fino a qualche tempo fa rappresentata solamente dalla cartella <em><strong>Area di Coincidenza</strong></em>, edita nel 1975 dalla<strong> Nuovi Strumenti</strong> di <strong>Piero Cavellini</strong> e dedica ta al periodo più noto del suo lavoro.</p>
<p><span id="more-3135"></span>A questa prima raccolta si affiancano ora altri tre portfoli: La femme visible, che contiene 5 tavole del suo lavoro anteriore ad Area di Coincidenza, una serie di nudi del 1971, mai più esposta dopo il 1972; Piccola apocalisse, una sorta di “riassunto” in 5 tavole del lavoro omonimo costituito da 165 immagini in sequenza, che fu esposto nel 1999, edito da Méliène; a questi due lavori, si aggiunge Visti per caso, edito dalla Nuovi Strumenti di Brescia: un portfolio di 5 immagini rappresentative del lavoro degli ultimi dieci anni, dedicato al caso. Ogni portfolio è tirato in dieci esemplari.<br />
In questi quattro decenni vediamo l’autore spostarsi dalle “foto- sculture” de La femme visible, che esprimono una sorta di tattilismo visivo, già toccato dal concettualismo ma ancora carico di una sensualità non priva di humor; al discorso prettamente analitico di Area di Coincidenza. In seguito, dopo la metà degli anni ’80, Adriano Altamira inizia ad usare lo strumento fotografico in un modo completamente diverso: le nuove immagini illustrano casi fortuiti, scoperte di aspetti inconsueti di oggetti di tutti i giorni che, combinati fra loro, creano una realtà altra, come dimostrano anche alcuni reperti e oggetti unici presenti in mostra, che completano idealmente il quadro di queste ricerche.</p>
<p>Adriano Altamira (1947) esordisce ufficialmente nel 1972 con la sua ricerca Area di Coincidenza, che occupa quasi tutti gli anni ‘70. In seguito dedicherà tutti gli anni ’80 e i primi ’90 ad una ricerca sui suoi sogni (Ice Dreams), che realizza in tre dimensioni dopo averli descritti e disegnati in una sorta di archivio, che comprende oggi più di 60 00 sogni. Ha al suo attivo 45 mostre personali in Italia e all’estero, di cui quattro fra lo Studio e la Fondazione Marconi, a partire dal 1979. E’ presente con una sala personale al progetto speciale della Biennale di Venezia Cronografie, nel 1980. Nello stesso anno partecipa alla mostra Nuova immagine alla Triennale di Milano. Nel 1992 presenta una piccola antologica del suo lavoro fotografico al Musée de la Photographie di Charleroi. Nel 2005 viene invitato alla XIV Quadriennale di Roma con un trittico della Serie Giudizio sul Giudizio, poi esposta alla Fondazione Marconi.<br />
Adriano Altamira è autore di vari libri, fra cui il recente La vera storia della Fotografia Concettuale; inoltre ha collaborato, fin da giovanissimo, a varie testate giornalistiche, fra cui Il Giornale e il Corriere della sera, e a numerosissime riviste d’arte fra cui Nac, Flash Art, Le Arti, Studio G7, Tema Celeste, FMR.</p>
<p>Fondazione Marconi Arte Moderna e Contemporanea<br />
Via Tadino, 15, 20124 Milano<br />
Tel. 02 29 41 92 32 fax 02 29 41 72 78<br />
<a href="mailto:info@fondazionemarconi.org">info@fondazionemarconi.org</a><br />
<a href="http://www.fondazionemarconi.org/">www.fondazionemarconi.org</a><br />
Inaugurazione mostra: 10 giugno 2010 ore 19<br />
Durata mostra: 11 giugno -23 luglio 2010<br />
Orari: lunedì –venerdì h 10,30-12,30 e 15,30-19<br />
Ingresso gratuito<br />
Ufficio stampa: Cristina Pariset, tel. 02-4812584 fax 02 4812486<br />
cell 348-5109589 <a href="mailto:cristina.pariset@libero.it">cristina.pariset@libero.it</a></p>
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		<title>Arte Contemporanea a Villa Pisani</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Jun 2010 06:28:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>davide auricchio</dc:creator>
				<category><![CDATA[eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[
David Tremlett, Drawing (Broken Lines #3) 2009, Wall drawing, Courtesy A arte Studio Invernizzi
Sabato 26 giugno inaugura la quarta edizione di Arte Contemporanea a Villa Pisani, con le nuove opere ideate e realizzate da David Tremlett e da Bruno Querci per la Villa Pisani Bonetti a Bagnolo di Lonigo nel vicentino, capolavoro giovanile dell’architettura di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-3126" title="_12-Tremlett" src="http://www.viatico.org/wp-content/uploads/2010/06/12-Tremlett.jpg" alt="_12-Tremlett" width="444" height="447" /><br />
<em>David Tremlett, Drawing (Broken Lines #3) 2009, Wall drawing, Courtesy A arte Studio Invernizzi</em></p>
<p>Sabato 26 giugno inaugura la quarta edizione di <strong><em>Arte Contemporanea a Villa Pisani</em></strong>, con le nuove opere ideate e realizzate da <strong>David Tremlett</strong> e da <strong>Bruno Querci</strong> per la Villa Pisani Bonetti a Bagnolo di Lonigo nel vicentino, capolavoro giovanile dell’architettura di <strong>Andrea Palladio</strong>.</p>
<p><span id="more-3125"></span>Il progetto, avviato nel 2007 da Manuela Bedeschi e Carlo Bonetti, collezionisti d’arte contemporanea e attuali proprietari della Villa, è coordinato da Luca Massimo Barbero e curato da Francesca Pola. Le opere realizzate in situ dai due artisti sono pensate per dialogare con il luogo e gli spazi di una dimora abitata, in una dimensione privata e vissuta che non è soltanto uno spazio espositivo.<br />
David Tremlett (Sticker, Inghilterra, 1945) realizza in questa occasione un grande wall drawing nella Torre Nord, uno degli ambienti a lato della luminosa loggia della facciata principale: attraverso dinamiche campiture ondulate di colore steso con le mani, l’artista rende l’architettura presenza tattile e concreta, autenticamente vissuta, coinvolgendo il visitatore in una danza fluente di forme, cromie e spazi. Presenta inoltre, in forma di disegni e progetti, alcune ulteriori ipotesi creative pensate per questo medesimo luogo.<br />
In dialogo con l’identità strutturale dell’edificio nascono le opere di Bruno Querci (Prato, 1956), che interviene con lavori inediti di grandi dimensioni nel grande salone centrale e nella cantina con mattoni a vista: in essi, il vibrante e intenso accostamento di bianco e nero crea fasce luminose pulsanti, orizzontali e verticali, che sottolineano e traducono le privilegiate direttrici originanti, planimetriche e architettoniche, di Villa Pisani.<br />
La mostra rende il visitatore un vero e proprio ospite in una casa nella quale le opere di Tremlett e di Querci si integrano con la Villa, così come i lavori nati negli anni precedenti dal dialogo stabilito con questi spazi da altri sei artisti internazionali, quali Nelio Sonego e Michel Verjux (2007), Igino Legnaghi e François Morellet (2008), Alan Charlton e Riccardo De Marchi (2009). Alcune delle opere esposte sono ad oggi ancora parte della Villa e del parco, concepite per essa e inserite armoniosamente nell’intero complesso.<br />
Villa Pisani a Bagnolo di Lonigo, progettata da Andrea Palladio a partire dal 1541, al ritorno dal suo primo viaggio a Roma, e realizzata tra il 1544 e 1545, è forse l’opera più rappresentativa del periodo giovanile della sua attività e con essa inizia la collaborazione con la Repubblica veneziana. Ispirata alla monumentalità della Roma imperiale, Villa Pisani rappresentava l’affermazione del potere di Venezia sulla terraferma: la dimora rappresentativa e vivibile nello stesso tempo, controllava il territorio agricolo circostante,<br />
mentre la posizione sul fiume la collegava alla Serenissima per i trasporti di persone e di merci. Secondo il progetto originale la Villa doveva avere infatti due facciate principali: la prima verso il fiume, ancora integra, e l’altra rivolta verso la campagna, parzialmente incompiuta.<br />
Agli interventi di Tremlett e di Querci sono dedicati due cataloghi monografici che contengono l’introduzione di Manuela Bedeschi e Carlo Bonetti, i testi critici di Luca Massimo Barbero e di Francesca Pola, apparati bio-bibliografici degli artisti e le immagini delle opere realizzate a Villa Pisani.</p>
<p>PROGETTO: Arte Contemporanea a Villa Pisani<br />
COORDINATORE DEL PROGETTO: Luca Massimo Barbero<br />
MOSTRA: David Tremlett  Bruno Querci<br />
A CURA DI: Francesca Pola<br />
INAUGURAZIONE: sabato 26 giugno 2010  ore 18.30<br />
PERIODO ESPOSITIVO: 26 giugno &#8211; 13 novembre 2010<br />
SEDE: Villa Pisani Bonetti Via Risaie 1, Bagnolo di Lonigo (Vicenza).<br />
INFO: tel. 0444 831104 <a href="http://www.villapisani.net/">www.villapisani.net</a><br />
ORGANIZZAZIONE: Associazione Culturale Villa Pisani Contemporary Art in collaborazione con A arte Studio Invernizzi<br />
ORARI: da lunedì a venerdì 15-17, sabato 10-12, la prima domenica di ogni mese 10-12 e sempre su appuntamento. Ingresso libero.<br />
CATALOGO: bilingue, edito da Associazione Culturale Villa Pisani Contemporary Art</p>
<p>Ufficio stampa<br />
Alessandra Santerini Tel. Fax 011 5787435 Cell. 335 6853767 <a href="mailto:alessandra@alessandrasanterini.com">alessandra@alessandrasanterini.com</a><br />
Ilaria Gianoli Tel. Fax 02 514406 Cell. 333 6317344 <a href="mailto:ilariagianoli@tin.it">ilariagianoli@tin.it</a></p>
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