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	<title>Viatico Art Magazine &#187; Interviste</title>
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	<description>Blog d'Arte e Cultura contemporanea - Since 1996</description>
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		<title>VIDEOSPRITZ</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Sep 2011 17:18:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>davide auricchio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>

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		<description><![CDATA[Blu, video still da Muto, Italia, 2008, 7’
Videospritz ritorna allo Studio Tommaseo di Trieste. La rassegna di videoarte da gustarsi con l’aperitivo, che è uno dei più divertenti momenti della attività annuale di Trieste Contemporanea, si concentra stavolta, in collaborazione con VivaComix, in un intenso programma dedicato alle piccole produzioni di disegni animati: uno sguardo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4017" title="01_BLU_Muto" src="http://www.viatico.org/wp-content/uploads/2011/09/01_BLU_Muto.jpg" alt="01_BLU_Muto" width="450" height="337" /><em>Blu, video still da Muto, Italia, 2008, 7’</em></p>
<p><strong><em>Videospritz</em></strong> ritorna allo <strong>Studio Tommaseo</strong> di Trieste. La rassegna di videoarte da gustarsi con l’aperitivo, che è uno dei più divertenti momenti della attività annuale di <strong><em>Trieste Contemporanea</em></strong>, si concentra stavolta, in collaborazione con VivaComix, in un intenso programma dedicato alle piccole produzioni di disegni animati: uno sguardo di aggiornamento e di approfondimento che oggi è importante rivolgere a questo segmento molto speciale della produzione artistica internazionale proprio mentre sta vivendo in tutta Europa un momento di grande interesse e di fermento creativo.</p>
<p><span id="more-4016"></span><br />
Di ANIMAZIONI D’AUTORE parleranno a Trieste – e ne discuteranno il contributo fattivo al dibattito artistico contemporaneo – autori e studiosi. Paola Bristot, Carlo Mauro, Carlo Montanaro, Virginia Mori e Igor Prassel, in convegno in via del Monte sabato 17 settembre a partire dalle ore 15, ripercorreranno la straordinaria avventura storica dei disegni animati d’avanguardia – e vedremo alcuni preziosi documenti conservati nell’Archivio Carlo Montanaro; analizzeranno la base di partenza di queste produzioni (il disegno puro) e le tecniche usate; dalle dinamiche della loro specie commerciale in ambito internazionale si caleranno nei gravi problemi che questo tipo di produzioni deve ancora affrontare in Italia, ma anche parleranno della crescente fioritura dei festival d’animazione in ambito internazionale. Come ricorda la curatrice della rassegna Paola Bristot, esponendo i criteri che la hanno condotta alla scelta dei 12 corti che verranno presentati a Trieste: &#8220;Sono autori che lavorano in produzioni molto piccole, spesso autogestite, o prodotte da centri come le scuole d’animazione o istituzioni culturali. Il loro circuito privilegiato è quello dei Festival d’Animazione. […] La forma autoriale della produzione è la prerogativa dei film selezionati, perciò si tratta di opere originali, sviluppate in forme diverse, con caratteristiche tecniche diverse, ma che mantengono il principio artistico molto saldo.&#8221;<br />
La grande qualità artistica, fra gli esempi italiani proposti, è senz’altro una prerogativa dello stupefacente corto d’animazione Muto (Italia, 2008) dello street artist Blu. Si tratta di un lavoro interamente realizzato con graffiti in stop-motion, cioè animando enormi disegni fatti in successione sui muri di una città, ripresi con il fermo immagine e poi cancellati per dare posto al disegno seguente. L’autore, che ha studiato all’Accademia di Belle Arti di Bologna e che si è imposto prestissimo sulla scena artistica come writer, eseguendo operazioni di graffitismo urbano di grande espressività concettuale e visiva, ha una forza narrativa che si esprime in modo straordinario in questi ultimi graffiti-animati che appaiono come uno sviluppo consequenziale perfetto delle sue pitture murali di grandi dimensioni.<br />
Ma molti altri eccellenti micro-mondi si potranno vedere in questo appuntamento fissato per Videospritz con artisti provenienti da diversi paesi europei. Il disegno autoriale infatti accomuna artisti di diversa estrazione: vedremo che alcuni si occupano strettamente di animazione come Kristjan Holm (Estonia), Jadwiga Kowalska (Svizzera), Virginia Mori e Magda Guidi (Italia), altri provengono da esperienze di ricerca grafica come Rastko Ćirić (Serbia) o artistica tout court come Alvise Rezini (Italia) e Solweig von Kleist (Francia); altri ancora, oltre al citato Blu, percorrono la street art come Ericailcane (Italia), o provengono dall’illustrazione e dal fumetto come Anke Feuchtenberger (Germania) e Stefano Ricci (Italia). O, infine, sono maestri dell’animazione conosciuti anche al vasto pubblico grazie alle numerose sigle in animazione create per la televisione e per il cinema come Gianluigi Toccafondo (Italia).<br />
I film saranno proiettati allo Studio Tommaseo, sede di Trieste Contemporanea, in via del Monte, 2/1, e le repliche delle proiezioni si svolgeranno, a richiesta, dalle ore 18.30 alle 20 da lunedì 19 a giovedì 22 settembre. L’ingresso è libero.<br />
La presentazione triestina rappresenta solo la prima tappa di questa iniziativa che in novembre verrà proposta anche all’Accademia di Bologna, nell’ambito del progetto Visioni Animate (4-5 novembre), e allo Spazio Navel di Cividale (12 novembre).</p>
<p>CONVEGNO<br />
Giuliana Carbi, Trieste Contemporanea:<br />
Introduzione<br />
Paola Bristot, docente di linguaggi dell’arte contemporanea, AABB di Bologna:<br />
Il rapporto interdisciplinare delle arti visive nei Film d’Animazione<br />
Carlo Montanaro, storico del cinema:<br />
Rassegna storica di Disegni Animati<br />
Igor Prassel, direttore Animateka Film Festival Ljubljana:<br />
I Festival Internazionali e la distribuzione dei Film d’Animazione<br />
Virginia Mori, autrice:<br />
La formazione di un animatore e la produzione di Animazioni<br />
Carlo Mauro, storico dell’animazione e docente di anatomia, AABB di Bologna:<br />
Esempi di tecniche d’animazione nei film storici</p>
<p>PROIEZIONI<br />
Blu, Muto, Italia, 2008, 7’<br />
Rastko Ciric, Metamorph, Serbia, 2005, 8’ 30’’<br />
Ericailcane, Il numero delle bestie, Italia, 2009, 4’ 55’’<br />
Anke Feuchtenberger, Somnambule, Germania, 2006, 15’<br />
Magda Guidi, Sì, però…, , Italia, 2008, 2’ 43’’<br />
Kristjan Holm, Small House, Estonia, 2008, 6’ 15’’<br />
Solweig von Kleist, Chaos, Francia, 2002, 5’<br />
Jadwiga Kowalska, Tȏt au tard, Svizzera, 2008, 5’<br />
Virginia Mori, Il gioco del silenzio, Italia, 2009, 5’<br />
Alvise Renzini, Ci sono gli spiriti, Italia, 2009, 6’ 20’’<br />
Stefano Ricci, Mary Sconta e la gallinella evasa, (da un racconto di Marco Baliani), Italia, 2011, 6’<br />
Gianluigi Toccafondo, La piccola Russia, Italia, 2004, 16’</p>
<p>Una produzione Trieste Contemporanea, Studio Tommaseo Trieste e VivaComix Pordenone;<br />
a cura di Paola Bristot; con la collaborazione di Accademia di Belle Arti Bologna, ACM Venezia, Animateka Film Festival Ljubljana, Associazione OTTOmani Bologna, Centro Espressioni Cinematografiche Udine, Piccolo Festival dell&#8217;Animazione Udine, Spazio Navel Cividale; con l’adesione della Casa dell’Arte di Trieste; con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e della Provincia di Trieste. </p>
<p>ingresso libero<br />
prossimo appuntamento:<br />
15 ottobre &gt; 3 dicembre 2011, Studio Tommaseo<br />
I stand exposed, personale di Gaetano Mainenti, a cura di Ermanna Panizon<br />
inaugurazione sabato 15 ottobre ore 18.30<br />
info: Comitato Trieste Contemporanea<br />
via del Monte 2/1, Trieste<br />
<a href="mailto:tscont@tin.it">tscont@tin.it</a>, <a href="http://www.triestecontemporanea.it/">www.triestecontemporanea.it</a><br />
+39 040 639187 (17-20), +39 333 5313442</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-<br />
Trieste Contemporanea<br />
Via del Monte 2/1 &#8211; 34122 Trieste<br />
040639187 &#8211; <a href="mailto:info@triestecontemporanea.it">info@triestecontemporanea.it</a><br />
<a href="http://www.triestecontemporanea.it">www.triestecontemporanea.it</a></p>
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		<title>Lino Fiorito</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Dec 2010 15:23:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>davide auricchio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-3571" title="invito_mail_fiorito" src="http://www.viatico.org/wp-content/uploads/2010/12/invito_mail_fiorito1.jpg" alt="invito_mail_fiorito" width="450" height="636" /></p>
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		<title>Cinema Yiddish</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Feb 2010 19:25:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>davide auricchio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-2837" title="Programma Cinema Yiddishbis" src="http://www.viatico.org/wp-content/uploads/2010/02/Programma-Cinema-Yiddishbis.jpg" alt="Programma Cinema Yiddishbis" width="450" height="636" /></p>
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		<title>Emily Jacir: Stazione</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Feb 2010 19:09:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>davide auricchio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>

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La galleria Alberto Peola ha il piacere di organizzare la seconda mostra di Emily Jacir.
stazione è l’intervento che Emily Jacir ha progettato per Palestine c/o Venice, evento collaterale della 53° Biennale di Venezia, che avrebbe dovuto essere realizzato in ognuna delle ventiquattro stazioni del vaporetto della linea 1 lungo il Canal Grande, dal Lido a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-2834" title="Emily Jacir - Ca' d'Orobis" src="http://www.viatico.org/wp-content/uploads/2010/02/Emily-Jacir-Ca-dOrobis.jpg" alt="Emily Jacir - Ca' d'Orobis" width="450" height="346" /></p>
<p>La galleria <strong>Alberto Peola</strong> ha il piacere di organizzare la seconda mostra di <strong>Emily Jacir</strong>.<br />
stazione è l’intervento che Emily Jacir ha progettato per Palestine c/o Venice, evento collaterale della 53° Biennale di Venezia, che avrebbe dovuto essere realizzato in ognuna delle ventiquattro stazioni del vaporetto della linea 1 lungo il Canal Grande, dal Lido a Piazzale Roma. L’artista ha tradotto in arabo i nomi delle stazioni e ha progettato di accostare la traduzione al nome italiano di ogni fermata, creando in tal modo una via di trasporto bilingue attraverso la città.</p>
<p><span id="more-2833"></span>Le scritte arabe avrebbero posto ogni piattaforma galleggiante in dialogo diretto con l’architettura circostante e con il design urbano, stabilendo un legame tra le fermate e i vari elementi dell’eredità culturale che Venezia condivide con il mondo arabo. Il progetto prevedeva inoltre la distribuzione in città di una mappa topografica di Venezia in tre lingue &#8211; italiano arabo inglese – che illustrava le ventiquattro stazioni della linea 1 con la doppia scritta, presentava la mappa completa delle linee dei Vaporetti Vela, tradotta in arabo, e un breve testo esplicativo del senso dell’intervento.<br />
Poco prima dell’apertura della Biennale, inaspettatamente, le autorità municipali di Venezia, che avevano autorizzato il progetto, ne hanno bloccato la realizzazione senza alcuna spiegazione. All’evento collaterale Palestine c/o Venice Jacir ha deciso alla fine di distribuire le sue mappe, in modo da lasciare il suo lavoro nelle mani delle persone e in uno spazio pubblico. Gli organizzatori di Palestine c/o Venice le hanno impedito di esporre un testo che spiegasse la cancellazione del progetto. Le è stato solo permesso di aggiungere vicino alle mappe la scritta this project has been cancellled.<br />
Le architetture che si affacciano sul Canal Grande sono una visibile testimonianza dei legami che per secoli hanno unito Venezia e il mondo arabo. In tale contesto, l’intervento di Emily Jacir sulle stazioni di quel vaporetto che, unendo le rive del Canale, trasporta veneziani e turisti verso altre rive, avrebbe attivato relazioni perdute, scambi millenari dimenticati, eredità sconfessate (la soffiatura del vetro con tubo, ad esempio, è stata inventata in Palestina e il primo libro arabo in caratteri arabi è stato stampato a Venezia). Il progetto di Emily Jacir, con un’operazione semplice quanto geniale, mette contemporaneamente in evidenza che la frontiera che separa due lingue e culture, rendendole apparentemente incomunicabili, può sempre essere tradotta; che tradurre è trans-ducere da una riva all’altra del Canal Grande o del Mediterraneo; che nella barriera fra due spazi connotati differentemente, anche contrapposti, può esserci passaggio. Se i confini vengono tracciati per creare delle differenze fra una riva e l’altra, l’artista ci dice che la prospettiva del riconoscimento delle differenze e del superamento degli ostacoli che le divaricano deve essere bidirezionale: il punto di vista cambia a seconda della parte della riva cui si approda e da cui si osserva il Canale, ma subito dopo il Canale si guarda dalla stazione sull’altra riva, e il superamento del limite dell’osservazione è incluso nel percorso del viaggio.<br />
In galleria sono esposte le fotografie del progetto stazione, che mostrano come sarebbe stata la sua realizzazione, e sono in distribuzione copie della mappa.<br />
embrace è una scultura circolare costruita per sembrare un nastro trasportatore dei bagagli negli aeroporti, vuoto. La scultura è ferma ma, quando gli spettatori le si avvicinano, la loro presenza la rende attiva e la scultura comincia a muoversi, in una rotazione continua. Il suo diametro è pari all’altezza dell’artista. Tra gli altri significati che vi si possono leggere, embrace simboleggia un’attesa e rimanda all’etimologia stessa della parola embrace. Come in altre opere di Emily Jacir, anche un oggetto apparentemente neutro come embrace è il ritratto di una situazione: alludendo alle interminabili attese negli aeroporti, fa riflettere sul tipo di attesa a cui i Palestinesi sono soggetti. </p>
<p>Emily Jacir<br />
stazione       <br />
mercoledì 17 marzo 2010 alle ore 19.00<br />
da giovedì 18 marzo a sabato 24 aprile 2010<br />
da lunedì a sabato dalle 15.30 alle 19.30 mattino su appuntamento</p>
<p class="akst_link"><a href="http://www.viatico.org/?p=2833&amp;akst_action=share-this"  title="E-mail this, post to del.icio.us, etc." id="akst_link_2833" class="akst_share_link" rel="nofollow">Share This</a>
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		<title>Pittura d&#8217;Italia</title>
		<link>http://www.viatico.org/interviste/pittura-ditalia/</link>
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		<pubDate>Fri, 08 Jan 2010 21:15:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>davide auricchio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>

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		<description><![CDATA[
Piero Ruggeri, Figura nel bosco, 1994
Si apre con un intenso omaggio a Piero Ruggeri, il secondo &#8220;tempo&#8221; della mostra Pittura d&#8217;Italia. Paesaggi veri e dell&#8217;anima che Marco Goldin propone a Castel Sismondo, la Rocca Malatestiana di Rimini, a corollario della grande esposizione Da Rembrandt a Gauguin a Picasso. L&#8217;incanto della pittura. Capolavori dal Museum of [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-2470" title="Immagine_100108181222" src="http://www.viatico.org/wp-content/uploads/2010/01/Immagine_100108181222.jpg" alt="Immagine_100108181222" width="450" height="452" /><br />
<em>Piero Ruggeri, Figura nel bosco, 1994</em></p>
<p>Si apre con un intenso omaggio a <strong>Piero Ruggeri</strong>, il secondo &#8220;tempo&#8221; della mostra <strong><em>Pittura d&#8217;Italia. Paesaggi veri e dell&#8217;anima</em></strong> che <strong>Marco Goldin</strong> propone a <strong>Castel Sismondo</strong>, la Rocca Malatestiana di Rimini, a corollario della grande esposizione<em><strong> Da Rembrandt a Gauguin a Picasso. L&#8217;incanto della pittura. Capolavori dal Museum of Fine Arts di Boston</strong></em>. Le due mostre chiuderanno il 21 marzo.</p>
<p><span id="more-2469"></span><br />
Se il &#8220;primo tempo&#8221; (dal 10 ottobre al 6 gennaio scorso) è stato dedicato ad un gruppo di artisti che affrontano il paesaggio in termini più rispondenti a ciò che viene percepito come il &#8220;reale&#8221;, certo mai in termini &#8220;fotografici&#8221; o oleografici, tuttavia proponendo luoghi apparentemente precisi e decrittabili, questo &#8220;secondo tempo&#8221; propone invece un paesaggio diventato quasi paesaggio dell&#8217;anima, racconto di una realtà trasfigurata e sublimata.<br />
Ad introdurre questo secondo gruppo di artisti è proprio l&#8217;&#8221;Omaggio a Piero Ruggeri&#8221;, maestro, recentemente scomparso, tra i più grandi della vicenda artistica italiana ed europea del secondo Novecento, e che Goldin ha da sempre molto amato e seguito, curando tra l&#8217;altro nel 2000 una tra le sue più grandi antologiche, in modo specifico dedicata proprio al tema della natura. Di Ruggeri, che avrebbe dovuto partecipare a questa mostra con due quadri inediti, sono in mostra dodici sceltissime opere dell&#8217;ultimo decennio in modo particolare.<br />
Il percorso continua con Guido Strazza, Claudio Olivieri, Mario Raciti, Mino Ceretti, Sergio Sermidi, Claudio Verna, Mariangela De Maria, Ennio Finzi, Paolo Patelli, Paolo Iacchetti, Roberto Casiraghi, Francesco Stefanini, Luiso Sturla, Raimondo Sirotti, Franco Pedrina, Vincenzo Politino, Loris Liberatori, Loreto Martina, Maurizio Pierfranceschi, Raffaele Rossi, Silvio Lacasella, Vincenzo Scolamiero, Piero Zuccaro, Maria Savino.<br />
Ogni artista (con esclusione dell&#8217;Omaggio più ampio a Ruggeri) è presente con due opere realizzate appositamente per questa mostra.<br />
Scrive Marco Goldin nel suo saggio nel libro/catalogo che accompagna la mostra: &#8220;Cosa può significare, per tanti tra questi artisti, concentrarsi su un mezzo come la pittura, una pittura dipinta, anziché volgersi verso altre forme di espressione, più al passo con i tempi, si direbbe? La scelta di un linguaggio sta alla base della comunicazione e un linguaggio non si sceglie mai per caso, perché da esso non può che nascere il viaggio.<br />
E il viaggio è così [.] Riprodurre il senso del visibile, come venne fatto nelle prime grotte, riprodurre quel senso come lo stare avvinghiati alla vita e non partirsene via. Riprodurre ciò che appare essere l&#8217;invisibile, per sapere le strade di quanto non si vede. Questo mi sembra possa essere la pittura. Una lingua costituita in questo modo, senza inganni, che cerca sempre di dire. Lo sforzo della parola, cercare una comunicazione. Con sé e con il mondo, tra il vedere e il vedere il mistero [.] La pittura che come la parola non deve avere paura, ma nominare l&#8217;essenziale, ciò che si vede e ciò che è. L&#8217;occhio fisico e l&#8217;occhio dello spirito. E ho sempre pensato al pittore come a un profeta, colui che annuncia, mette in relazione, distingue dalla massa informe del primo giorno. Colui che ha avuto in dono non un istinto classificatorio ma chiarificatore. Non mettere in sequenza, ma rivelare. Perché dal senso della rivelazione nasce la pittura più alta&#8221;.</p>
<p>Pittura d&#8217;Italia. Paesaggi veri e dell&#8217;anima. Un situazione in due tempi<br />
Rimini, Castel Sismondo, 9 gennaio &#8211; 21 marzo 2010 (secondo tempo). Mostra a cura di Marco Goldin, promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini e da Linea d&#8217;ombra Libri, con il fondamentale contributo del Gruppo Euromobil. Orario: dal lunedì al giovedì e domenica ore 9-19, venerdì e sabato ore 9-20. Catalogo Linea d&#8217;ombra Libri a cura di Marco Goldin<br />
Ingresso compreso nel biglietto per la Mostra <a href="http://www.lineadombra.it/">http://www.lineadombra.it/</a> Da Rembrandt a Gauguin a Picasso. L&#8217;incanto della pittura. Capolavori dal Museum of Fine Arts di Boston</p>
<p>Servizio prenotazioni e informazioni &#8211; Call center tel. 0422.429999, fax 0422.308272. HYPERLINK &#8220;<a href="http://www.lineadombra.it/">http://www.lineadombra.it/</a>&#8221; <a href="http://www.lineadombra.it/">www.lineadombra.it</a>; HYPERLINK &#8220;<a href="mailto:biglietto@lineadombra.it">mailto:biglietto@lineadombra.it</a>&#8221; <a href="mailto:biglietto@lineadombra.it">biglietto@lineadombra.it</a></p>
<p> Ufficio Stampa della Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini: Luigi Angelini<br />
tel. 0541-351611 mob. 347-8526967 <a href="mailto:l.angelini@fondcarim.it">l.angelini@fondcarim.it</a></p>
<p>Ufficio Stampa della Mostra: Studio ESSECI &#8211; Sergio Campagnolo tel. 049.663499 <a href="mailto:info@studioesseci.net">info@studioesseci.net</a> <a href="http://www.studioesseci.net/">www.studioesseci.net</a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>La Persia Qajar. Fotografi italiani in Iran 1848–64</title>
		<link>http://www.viatico.org/interviste/la-persia-qajar-fotografi-italiani-in-iran-1848%e2%80%931864/</link>
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		<pubDate>Wed, 30 Dec 2009 16:40:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>davide auricchio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>

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		<description><![CDATA[
La mostra, organizzata dall’Istituto Nazionale per la Grafica nell’ambito delle celebrazioni del 35° anniversario della sua fondazione, è dedicata all’attività di un gruppo di fotografi italiani che operarono in Persia negli anni 1848-1864, sotto il regno di Nâseroddin Shah, della dinastia qajar (1831-1896).

L’identificazione e il recupero della loro opera, ancora oggi poco conosciuta, hanno consentito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-2424" title="02 Montabone,      Luigi STA323_-DSC5864" src="http://www.viatico.org/wp-content/uploads/2009/12/02-Montabone-Luigi-STA323_-DSC5864.jpg" alt="02 Montabone,      Luigi STA323_-DSC5864" width="450" height="352" /></p>
<p>La mostra, organizzata dall’<strong>Istituto Nazionale per la Grafica</strong> nell’ambito delle celebrazioni del 35° anniversario della sua fondazione, è dedicata all’attività di un gruppo di fotografi italiani che operarono in Persia negli anni 1848-1864, sotto il regno di Nâseroddin Shah, della dinastia qajar (1831-1896).</p>
<p><span id="more-2423"></span><br />
L’identificazione e il recupero della loro opera, ancora oggi poco conosciuta, hanno consentito di aggiungere alla conoscenza della storia della rappresentazione fotografica un episodio singolare e di particolare significato, sia per la cultura fotografica italiana, sia per la vicenda fotografica iraniana, mettendo in luce l’originale contributo fotografico italiano fuori dei confini nazionali, in particolare per quel capitolo della storia della fotografia dell’Ottocento che riguarda il viaggio in Oriente e la costruzione della sua immagine nella cultura letteraria e visiva occidentale.<br />
In Persia, infatti, la presenza italiana ha giocato un ruolo centrale in questi decenni, corrispondenti agli inizi della fotografia, lasciando alcune delle prime testimonianze fotografiche di questo Paese.<br />
Il periodo considerato, eccezionalmente vivo per lo sviluppo degli interessi fotografici, fu particolarmente ricco di avvenimenti che investirono la Persia, sia per quanto riguarda le iniziative diplomatiche italiane ed europee, sia in relazione alle vicende interne e all’interesse verso l’Occidente manifestato dallo shah Nâseroddin. Risalgono a quest’epoca, ad esempio, la formazione dell’Università di Tehran, l’attività fotografica dello stesso Shah e, sul versante occidentale, importanti missioni diplomatiche e scientifiche, come quella del ministro plenipotenziario francese Prosper Bourée (1855-1856), alla quale partecipò come illustratore Alberto Pasini (1826-1899), e quella italiana del 1862 guidata dal ministro Marcello Cerruti, che vide in campo il fotografo Luigi Montabone (1827 ca.-1877), assistito da Alberto Pietrobon, e l’illustratore Stanislao Grimaldi del Poggetto (1825-1903), coadiuvato da Giuseppe Centurione (1824-1897), impegnati al servizio dei diplomatici e del folto gruppo di scienziati tra cui Filippo De Filippi, Giacomo Doria e Michele Lessona.<br />
La produzione dei fotografi italiani in Persia nel periodo compreso tra il 1848 e il 1864, oltre a costituire la più precoce documentazione a noi nota di molti aspetti rilevanti del mondo cagiaro, si presenta così anche come caso emblematico ed esemplificativo delle relazioni che hanno caratterizzato la formazione di modelli rappresentativi nati dallo scambio tra culture differenti.<br />
La testimonianza più precoce riguarda l’opera di Luigi Pesce (1827-1864) e di Antonio Giannuzzi (1819-1876), entrambi fuoriusciti a seguito dei moti risorgimentali del 1848 e attivi in Persia come istruttori militari al servizio dello Shah. Il loro corpus di immagini, eseguite a partire dalla metà degli anni Cinquanta, rappresenta la prima estesa documentazione delle città, dei siti archeologici, dei luoghi sacri e delle emergenze storiche iraniane: Tehran, Tabriz, Persepoli, Pasagardae, Qom, Isfahan, Kermanshah, Bastam, Damghan Dezful, Mashhad, Shiraz, Soltaniyeh, Rey.<br />
La fortuna della successiva campagna di riprese realizzata da Luigi Montabone durante la missione del 1862, riscontrabile nella diffusione internazionale degli album fotografici che ne celebrarono l’evento, testimonia l’interesse verso la singolarità dell’impresa visiva e il particolare rilievo che veniva attribuito alla più moderna e realistica documentazione fotografica. Nella serie di Montabone, che comprende vedute ed edifici di Yerevan, Qazvin, Soltaniyeh, Tabriz, Tbilisi, Tajrish, Tehran, Zanjan, si riassumono e si condensano sapientemente tutti gli intenti documentativi, scientifici, narrativi e celebrativi della missione stessa. Le fotografie così ottenute occupano una posizione particolare rispetto alla ricca produzione di indirizzo orientalista che nel decennio successivo inizierà a circolare con abbondanza in Occidente. Fortemente orientate dagli interessi del gruppo di giovani naturalisti che presero parte alla missione, le immagini fotografiche di Luigi Montabone, nel panorama della fotografia persiana dell’epoca, rappresentano un episodio anticipatore, che sollecitò l’interesse verso soggetti legati alla modernità e alla documentazione sociale.</p>
<p>L’esposizione ha origine da una esemplare ricerca condotta presso diverse importanti collezioni pubbliche e private, sia italiane che straniere (Biblioteca Marciana di Venezia, Biblioteca Reale di Torino, Museo preistorico etnografico Luigi Pigorini, Roma; Bibliothèque Nationale e Musée Guimet, Parigi; Metropolitan Museum, New York; Raccolte fotografiche Museali Fratelli Alinari, Firenze; Middle East Centre Archive, Oxford; Collezione Herzog, Basilea; Archivio Cerruti, Palermo) e presenta una selezione significativa dei diversi nuclei di immagini individuati e in gran parte inediti.<br />
In mostra vengono proposte oltre cento fotografie a cui si affiancano alcuni disegni, litografie e dipinti coevi, realizzati da illustratori italiani nelle identiche occasioni delle riprese fotografiche. A complemento, l’esposizione propone alcuni documenti e suggestivi reperti relativi alla fortunata missione in Persia del 1862.<br />
Il catalogo, a cura di Maria Francesca Bonetti e Alberto Prandi, pubblicato da Peliti Associati (Roma),  comprende una serie di contributi storico-critici per la ricostruzione delle vicende storiche e delle attività artistiche e documentarie descritte dalla mostra, oltre ad una selezione di documenti inediti, relativi alla missione del 1862, tratti dall’archivio Cerruti (Palermo). Ripropone inoltre l’intero corpus delle opere esposte, con il repertorio analitico e illustrato di tutti gli esemplari fotografici rintracciati e ad oggi noti (circa 300 fotografie, per un totale di oltre 750 esemplari).</p>
<p>Informazioni<br />
Sede della mostra: CALCOGRAFIA, Via della Stamperia, 6 – Roma  (tel. 06 69980242)<br />
Date: 29 gennaio – 5 aprile 2010<br />
Orario: ore 10,00 -19,00  &#8211; chiusura settimanale: lunedì (aperto lunedì 5 aprile)<br />
Ufficio stampa: Marcella Ghio 06 69980238;  335 6821996;  <a href="mailto:mghio@beniculturali.it">mghio@beniculturali.it</a> <br />
Relazioni esterne: Rita Parma 06 69980248;  <a href="mailto:rparma@beniculturali.it">rparma@beniculturali.it</a><br />
Catalogo: Peliti Associati, Roma<br />
testi di: M.F. Bonetti, M. Brusius, M. Cerruti, M. A. Fusco, J. Ghesquière, R. Poggi, A. Prandi, A.M. Piemontese, C. Zanier</p>
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		<title>AUGURI 2009</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Dec 2009 09:09:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>davide auricchio</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-2350" title="auguri di natale" src="http://www.viatico.org/wp-content/uploads/2009/12/auguri-di-natale.jpg" alt="auguri di natale" width="450" height="346" /></p>
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		<title>La Madonna del Pesce</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Dec 2009 21:03:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>davide auricchio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>

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		<description><![CDATA[
Per iniziativa dell&#8217; INSTITUTO CERVANTES DI NAPOLI &#8211; presso la Basilica di San Domenico Maggiore Mercoledì 16 dicembre 2009 alle ore 18 il Cervantes dona alla città una riproduzione dell&#8217;opera di Raffaello Sanzio La madonna del pesce.
Alle ore 18 30 nella sala San Tommaso D&#8217;Aquino, recital del chitarrista ANTONIO GRANDE, con musiche di Gaspar Sanz, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-2316" title="La Madonna del pesce" src="http://www.viatico.org/wp-content/uploads/2009/12/La-Madonna-del-pesce1.jpg" alt="La Madonna del pesce" width="450" height="590" /></p>
<p>Per iniziativa dell&#8217; <strong>INSTITUTO CERVANTES</strong> DI NAPOLI &#8211; presso la <strong>Basilica di San Domenico Maggiore </strong><em>Mercoledì 16 dicembre 2009</em> alle ore 18 il Cervantes dona alla città una riproduzione dell&#8217;opera di <strong>Raffaello Sanzio</strong> <strong><em>La madonna del pesce</em></strong>.</p>
<p><span id="more-2312"></span>Alle ore 18 30 nella sala San Tommaso D&#8217;Aquino, recital del chitarrista ANTONIO GRANDE, con musiche di Gaspar Sanz, Cimarosa e Scarlatti.<br />
Antonio GRANDE, è nato e ha studiato a Napoli presso il Conservatorio S.Pietro a Majella; è stato allievo di Francesco De Santis per la chitarra e di Bruno Mazzotta per la composizione. Si è in seguito perfezionato con Roberto Aussel, Mario Gangi, Oscar Ghiglia, José Tomàs. Parallelamente si è laureato in Diritto.<br />
Svolge attività concertistica in Italia, in Belgio, Olanda, Francia e Germania, partecipando spesso a eventi culturali di rilevanza internazionale. Dedica molto tempo alla musica d&#8217;insieme, dal duo all&#8217;orchestra da camera, contribuendo alla divulgazione del repertorio contemporaneo, soprattutto di autori di scuola napoletana. Ha effettuato registrazioni per le radiotelevisioni italiana ed olandese, Italia I ed altri canali nazionali italiani; ha inciso per l&#8217;etichetta inglese Saga Records un CD di opere dell&#8217;ottocento italiano per flauto e chitarra. E&#8217; autore di numerose trascrizioni ed opere didattiche per il suo strumento.</p>
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		<title>Ebrei ed Arabi in Israele</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Dec 2009 21:54:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>davide auricchio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-2299" title="Locandina Henkin tris" src="http://www.viatico.org/wp-content/uploads/2009/12/Locandina-Henkin-tris.jpg" alt="Locandina Henkin tris" width="450" height="636" /></p>
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		<title>Vuk Vidor: Quartet Américain</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Dec 2009 07:50:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>davide auricchio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>

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		<description><![CDATA[
La galerie Magda Danysz présente pour la première fois les oeuvres récentes de Vuk Vidor, la deuxième étape de son Quartet Américain. Un travail ancré sur le monde moderne, l&#8217;actualité et précisément l&#8217;ultra puissance américaine. On retrouve dans ses oeuvres le graphisme des comics américains mais ici les super-héros sont le plus souvent piteux ou [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-2283" title="vidor2" src="http://www.viatico.org/wp-content/uploads/2009/12/vidor2.jpg" alt="vidor2" width="450" height="338" /></p>
<p>La galerie <strong>Magda Danysz</strong> présente pour la première fois les oeuvres récentes de <strong>Vuk Vidor</strong>, la deuxième étape de son <em><strong>Quartet</strong></em> Américain. Un travail ancré sur le monde moderne, l&#8217;actualité et précisément l&#8217;ultra puissance américaine. On retrouve dans ses oeuvres le graphisme des comics américains mais ici les super-héros sont le plus souvent piteux ou désespérés.<br />
<span id="more-2282"></span><br />
Le critique d’art Jean-Luc Chalumeau décrit ainsi le travail de cet artiste franco-serbe « On ne décrit pas la peinture de Vuk Vidor : trop variée, trop surprenante, trop mystérieuse dans certains cas. Mais c’est de la peinture.».<br />
Vuk Vidor n’est pas seulement peintre, il travaille aussi le métal, l’acier, la photographie, crée des installations monumentales et réalise des collages. Cet artiste pluridisciplinaire expose à Belgrade, New-York ou Copenhague.<br />
La peinture contraste avec l&#8217;importance des idées. Il utilise chaque fois un langage pop coloré dans lequel chaque détail est un élément du récit mais les oeuvres de Vuk Vidor sont profondes et sérieuses. La religion est omniprésente et son super-héros américain ne tarde pas à se transformer en Christ crucifié ayant pour croix son propre pays ou porté par la statue de la Liberté telle une Pieta moderne et recouvert du drapeau étoilé en guise de linceul. Dans cette exposition, Vuk Vidor présente une impressionnante série de peintures de grand format, des sculptures découpées au laser des héros américains, puis on découvre une installation spéciale sur l&#8217;ego des artistes dans la project room. Dans cette installation étonnante Vuk Vidor est représenté lui-même par une statue en or. Vuk Vidor est ainsi, il mêle la profondeur spirituelle et les symboles des comics pour nous démontrer – dans un style particulièrement coloré – qu&#8217;aujourd&#8217;hui « même les super-héros ne peuvent plus nous sauver ». Même avant la crise financière, les héros de Vuk Vidor étaient devenus incapables de porter le rêve américain.</p>
<p>L’exposition Vuk Vidor a lieu du 28 novembre au 24 décembre 2009<br />
à la galerie Magda Danysz 78 rue Amelot, Paris 11<br />
Vernissage le samedi 28 novembre 2009 de 18h à 21h</p>
<p class="akst_link"><a href="http://www.viatico.org/?p=2282&amp;akst_action=share-this"  title="E-mail this, post to del.icio.us, etc." id="akst_link_2282" class="akst_share_link" rel="nofollow">Share This</a>
</p>]]></content:encoded>
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