Archivi per la categoria ‘Interviste’

Framed

martedì, 17 febbraio 2009

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V.M.21 arte contemporanea è lieta di presentare Framed, un’opera a quattro mani realizzata dalle artiste Iaia Filiberti e Debora Hirsch.
Carriere finite nel nulla, volti in bianco e nero scomparsi, storie dimenticate. Dal ritrovamento casuale di una raccolta di fotografie di attrici di Hollywood note tra gli anni venti e cinquanta, le due artiste hanno elaborato un progetto vasto e complesso ricostruendo come in un puzzle la carriera, spesso molto breve, di ognuna.
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“Passaggi”, personale di Nunzio De Martino

mercoledì, 6 febbraio 2008

di Corrado Valletta
Non è necessario che un’opera abbia molti elementi da osservare, confrontare, analizzare uno per uno. Ciò che conta è la cosa nel suo insieme, con le sue caratteristiche. Le cose più importanti sono sole, e sono più intense, chiare e potenti”.
Il commento è di Donald Judd e a riportarlo è Nunzio De Martino, quando gli chiedo di menzionare uno degli artisti a cui si sente più vicino. «Senza dubbio Judd, per scelta di materiali e di pensiero. E anche Sol LeWitt», aggiunge.
Certo, qualunque etichetta risulta frustrante, ma proviamo egualmente a fornire una traccia al lettore. Nunzio De Martino: artista concettuale, minimalista. Annuisce. E l’uomo Nunzio De Martino? «Un mare mosso e limpido».
La casa o lo studio di un artista, per un’intervista è una splendida location, un buon modo per comprenderne il suo passato e il suo presente, che ieri si chiamava “Stasis” e oggi, invece, “Passaggi”: la seconda personale che De Martino inaugurerà alla galleria Changing Role (via Chiatamone, – Napoli) il prossimo venerdì 8 febbraio alle 19.
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Intervista a Walter Picardi

martedì, 20 novembre 2007

di Davide Auricchio
Picardi, classe ’78, si muove agilmente tra fotografia,  installazioni e video.
I suoi lavori sono generalmente accomunati da una sottile ironia, ma anche da una latente sovversività che cela una palese volontà di rivalsa.Alla sua prima mostra nel Main Space di Changing Role, l’artista ci invita ad entrare nel suo mondo fantastico, accogliendoci con un’ambiguo e sornione autoritratto, che cela la contraddittorietà della sua personale visione. Da un lato il gioco e la magia dall’altro una sordida realtà rivelata attraverso un  linguaggio accattivante che lascia trasparire però una malinconica speranza.     

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