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	<title>Viatico Art Magazine &#187; news</title>
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	<description>Blog d'Arte e Cultura contemporanea - Since 1996</description>
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		<title>Fare Segni</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 10:15:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>davide auricchio</dc:creator>
				<category><![CDATA[news]]></category>

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		<description><![CDATA[
A cura di Giuseppe Appella, la mostra vuole dare nuovo rilievo alla grafica che in Italia non ha mai riscosso grande interesse da parte della critica né del collezionismo. Una selezione sapiente di lavori, dagli anni Cinquanta a oggi, di due artisti storici che si sono confrontati, come pochi, nella ricerca incisoria: Guido Strazza, uno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4220" title="sole sulla terra" src="http://www.viatico.org/wp-content/uploads/2012/01/sole-sulla-terra.jpg" alt="sole sulla terra" width="450" height="547" /></p>
<p>A cura di <strong>Giuseppe Appella</strong>, la mostra vuole dare nuovo rilievo alla grafica che in Italia non ha mai riscosso grande interesse da parte della critica né del collezionismo. Una selezione sapiente di lavori, dagli anni Cinquanta a oggi, di due artisti storici che si sono confrontati, come pochi, nella ricerca incisoria: <strong>Guido Strazza</strong>, uno dei più conosciuti artisti italiani in questo campo; e <strong>Tito</strong>, autore di un corpus grafico notevole ma pressoché sconosciuto.<span id="more-4219"></span></p>
<p>In occasione della mostra sarà pubblicato un catalogo (Sala 1- Fondazione Stauròs) che illustra i lavori dei due artisti, con un testo di Giuseppe Appella.</p>
<p>Note biografiche:<br />
Guido Strazza, nato nel 1922 a Santa Fiora (GS), pittore e incisore. Ha diretto in Calcografia Nazionale una ricerca di gruppo sul segno (1974-76) promossa dal Carlo Bertelli. Dall’Accademia di Lincei ha ricevuto il Premio Feltrinelli per la grafica (1988) e per l’incisione (2003). È stato direttore dell’Accademia di Belle Arti di Roma. Come Presidente dell’Accademia Nazionale di San Luca ha promosso nel 2011 un programma didattico per cicli di lezioni pubbliche sul tema iniziale  Primo Segnare. Ha pubblicato Il Segno e il colore negli occhi (Il ponte, Firenza, 1974), Analisi dei segni di Giovan Battista Piranesi (ed. Calcografia Nazionale, Roma 1976), Il gesto e il segno (Scheiwiller, Milano 1979; 2° edizione Apeiron, Roma 1992). Vive e lavora a Roma.<br />
Tito Amodei (in arte Tito), pittore, scultore, incisore, è nato nel 1926 a Colli al Volturno (IS). Membro della Comunità passionista della Scala Santa, vive a Roma. Diplomato all’Accademia di Belle Arti di Firenze, inizia nel 1964 l’attività espositiva in Italia e all’estero. Nel 1970 ha fondato a Roma la galleria Sala 1. Ha pubblicato numerosi libri e saggi come 50 artisti per la Passione (De Luca Editore, Roma 1962), L’arte sacra oggi (Edizioni Sala 1, Roma 1971), La Scala Santa (Edizioni Quasar, Roma 1999), Signum Magnum. Perché la Madonna vuole apparire kitsch? (Edizioni Feeria, Firenze 2009).<br />
Per la biografia completa: http://it.wikipedia.org/wiki/Tito_Amodei</p>
<p>Guido Strazza – Tito<br />
Opere grafiche 1953 – 2009<br />
A cura di Giuseppe AppellaVernissage 10 febbraio ore 18.00<br />
fino al 10 aprile 2012<br />
dal martedì al sabato 16-19<br />
P.zza di Porta S. Giovanni, 10 &#8211; 00815 Roma</p>
<p>La mostra è coordinata da Sandra Leone.</p>
<p>Info: salauno@salauno.com / tel 06-7008691</p>
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		<title>PREMIO BASI 2012</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 11:40:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>davide auricchio</dc:creator>
				<category><![CDATA[news]]></category>

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		<description><![CDATA[È aperto il bando di PREMIO BASI 2012
L&#8217;ACQUA al centro della seconda edizione di premio Basi.
La sorgente//La cava//La città//Il mare
deadline: 30 aprile 2012
DATI SINTETICI ______________________________
aperto a tutti senza limiti di età
3 categorie:  installazione site specific, scultura pubblica e disegno
4 sezioni tematiche del concorso: LA SORGENTE_LiquidaMente afFiora, LA CAVA_Water Sources, LA CITTA&#8217;_Water Tribe, IL MARE_SeeExitWay
+ sezione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4213" title="Print" src="http://www.viatico.org/wp-content/uploads/2012/01/pb_vert2bis.jpg" alt="Print" width="450" height="655" />È aperto il bando di <strong>PREMIO BASI 2012</strong><br />
L&#8217;ACQUA al centro della seconda edizione di premio Basi.<br />
La sorgente//La cava//La città//Il mare<br />
deadline: 30 aprile 2012</p>
<p><span id="more-4212"></span>DATI SINTETICI ______________________________<br />
aperto a tutti senza limiti di età<br />
3 categorie:  installazione site specific, scultura pubblica e disegno<br />
4 sezioni tematiche del concorso: LA SORGENTE_LiquidaMente afFiora, LA CAVA_Water Sources, LA CITTA&#8217;_Water Tribe, IL MARE_SeeExitWay<br />
+ sezione UNDER25:  un posto speciale per gli studenti o ex studenti delle scuole a indirizzo artistico e delle accademie di età non superiore ai 25 anni<br />
5 straordinarie locations:  LA SORGENTE:  Galleria e Vasca dell&#8217;Acquedotto del Fiora a Santa Fiora e Sorgente dell&#8217;Ermicciolo a Vivo d&#8217;Orcia | LA CAVA:  Cava di Roselle, Parco di Pietra a Roselle, Gr. | LA CITTA&#8217;:  Cassero Senese &#8211; Gallerie delle Troniere, Piazza d&#8217;Armi, terrazza e prato del Bastione Cittadella a Grosseto;  IL MARE:  Castiglione della Pescaia &#8211; Cinta muraria del lato a mare e tre porte di accesso al borgo<br />
70 opere finaliste<br />
4 vincitori per un montepremi di 4.700,00 euro<br />
7 membri della giuria:  DANIELA CRESTI critica d&#8217;arte, giornalista, collaboratrice di Artribune e iOvo;  GIANNI CAVERNI artista, critico d’arte, giornalista fiorentino collaboratore de L’Unità e di Segno; MAURO PAPA responsabile del CEDAV, Centro di Documentazione Arti Visive di Grosseto; SILVIA PETRONICI curatore indipendente e curatore del Premio BASI;  ARMONA PISTOLETTO Cittadellarte – Fondazione Pistoletto; PATRIZIA RAIMONDI direttore della Galleria L’Ariete arte contemporanea di Bologna; SERGIO TOSSI direttore del Centro per l’arte contemporanea EX3 di Firenze<br />
comunicazione dei finalisti:  28 maggio 2012 | premiazione vincitori: luglio 2012 alla Cava di Roselle (Gr) | mostra dei finalisti: nelle quattro location luglio/agosto 2012 | opening: luglio alla Cava di Roselle (Gr)</p>
<p>PREMIO BASI 2012 _CREDITS&amp;PARTNER ________________<br />
organizzazione e direzione artistica di Barbara Madrigali<br />
concept e cura di Silvia Petronici<br />
con la collaborazione e partecipazione di:  Comune di Grosseto;  Comune di Castiglione  della Pescaia;  Provincia di Grosseto<br />
con il Patrocinio di:  Provincia di Grosseto &#8211; Assessorato alle Politiche del Lavoro e Sociali Allargate Scuola Cultura e Sport;  Comune di Grosseto – Assessorato alla Cultura Turismo e Sviluppo Economico;  Comune di Castiglione della Pescaia – Assessorato alla Cultura;  Confindustria Toscana<br />
con il contributo di:  Acquedotto del Fiora spa<br />
in collaborazione con:  Passpartù srl, Cedav della Fondazione Grosseto Cultura e Istituto Artistico P. Aldi –Gr<br />
con il supporto delle associazioni Moving Music e  Progetto Gavagai<br />
media partner:  Artribune</p>
<p>Testo di presentazione:   La progressione delle sedi espositive riservate all’edizione 2012 di Premio Basi, dalla Sorgente al Mare, passando per la suggestiva ambientazione della Cava di Roselle e per il monumentale Cassero Senese nella Città di Grosseto, ci permette di strutturare una progressione di tipo concettuale tra le ricerche proposte agli artisti.  Pertanto le quattro sedi del Premio Basi 2012 corrispondono ai quattro momenti di questa progressione nella ricerca sul tema dell’acqua al centro dell’attenzione di questa edizione del Premio e, quindi, alle quattro sezioni tematiche per le tre categorie in concorso:  Installazione Site Specific, Scultura Pubblica e Disegno.  1. LiquidaMente afFiora per LA SORGENTE (Galleria e vasca dell’Acquedotto del Fiora, Santa Fiora &#8211; Gr e Sorgente dell’Ermicciolo, Vivo d’Orcia – Si) &#8211; riservata al lavoro SITE SPECIFIC;  2.  Water Sources per LA CAVA (Cava di Roselle, Parco di Pietra, Roselle – Gr) &#8211; accoglie installazioni SITE SPECIFIC,  SCULTURE e DISEGNI;  3.  Water Tribe per LA CITTA’ (Cassero Senese, Grosseto:  le Troniere, Piazza d’Armi, terrazza e prato del Bastione Cittadella) e 4.  SeaEXITway per IL MARE (Mura della cinta medievale e tre porte d’ingresso al borgo, Castiglione della Pescaia &#8211; Gr) &#8211; entrambe ancora riservate al lavoro SITE SPECIFIC.<br />
Il concorso aperto a tutti gli artisti, senza distinzione di età o pregiudiziali di curriculum, nasce con l’intenzione manifesta di offrire un’opportunità di ricerca e visibilità agli artisti italiani emergenti e ai giovani e giovanissimi talenti.  In merito, infatti, tra le sezioni del premio è stato riservato un posto speciale per gli studenti o ex studenti delle scuole a indirizzo artistico e delle accademie di età non superiore ai 25 anni con la sezione UNDER 25.</p>
<p>Arte pubblica e procedure installative site specific sono gli elementi di massimo interesse del movimento di attenzione, ricerca e rilettura del territorio stimolato da Premio Basi.  La straordinaria capacità dell’arte contemporanea e degli artisti che la praticano di riattivare una presenza consapevole mediante l’esperienza prodotta dall’incontro con l’opera d’arte è ciò su cui punta il Premio nel suo rapporto privilegiato con la maremma e i suoi abitanti.  L’intenzione di far lavorare gli artisti all’interno di luoghi la cui memoria deve essere  rimessa al centro della vita della comunità stimolerà una riappropriazione affettiva di quei luoghi magnifici e inconsueti.<br />
Urban art, pratiche outdoor, installazione site specific mixed media, arte relazionale, stickering, street painting 3d, wall drawing, disegno animato, videoinstallazione, sound art, video mapping, sono solo alcune delle declinazioni del site specific cui premio basi da accesso nei suoi straordinari spazi insieme alla scultura pubblica e al disegno.</p>
<p>L’acqua e l’arte hanno molto in comune.  Sono vitali e continuamente mutevoli.  Indispensabili ai molteplici aspetti di una buona vita oltre la sopravvivenza.</p>
<p>contatti_______________________________<br />
Sito internet:  www.premiobasi.it<br />
Pagina Facebook:  PREMIO .BASI. per l’arte contemporanea<br />
Blog:  http://premiobasi.tumblr.com/<br />
Staff PremioBasi:<br />
Curatore:  Silvia Petronici, curatore@premiobasi.it<br />
Organizzazione e Direzione artistica:  Barbara Madrigali, segreteria@premiobasi.it<br />
Ufficio Stampa:  Sabrina Piediferro, stampa@premiobasi.it // Stefano Generali, sg@sgcom.info<br />
Grafica:  Marta Carboni, grafica@premiobasi.it<br />
Consulenza e supporto alla produzione:  production@premiobasi.it</p>
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		<title>Il Madre al collasso, salvataggio in extremis</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 16:48:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>davide auricchio</dc:creator>
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di Davide Auricchio
Anche se una tregua in extremis ha scongiurato l’immediata chiusura del Madre, sono tempi difficili per il museo d’arte contemporanea partenopeo. Sul tavolo del vertice di martedì scorso tra la Regione e la Scabec, la società che gestisce i servizi del museo di via Settebrini, incombeva il macigno dei dodici milioni di euro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="aligncenter size-full wp-image-4206" title="madre bis" src="http://www.viatico.org/wp-content/uploads/2012/01/madre-bis.jpg" alt="madre bis" width="300" height="300" /><br />
di Davide Auricchio</strong><br />
Anche se una tregua in extremis ha scongiurato l’immediata chiusura del Madre, sono tempi difficili per il museo d’arte contemporanea partenopeo. Sul tavolo del vertice di martedì scorso tra la Regione e la Scabec, la società che gestisce i servizi del museo di via Settebrini, incombeva il macigno dei dodici milioni di euro vantati da vari creditori nei confronti della Fondazione Donnaregina che fa capo alla Regione da cui dipende il Madre.<br />
Dopo la riunione nella sede romana dell’ente di Santa Lucia, attorno alla quale c’è stata una fitta rete di telefonate, sms e mail, momentaneamente rientrato il licenziamento in blocco di 30 persone addette all’apertura e alla sorveglianza annunciato da Pierreci e Electa, gestori materiali della struttura.</p>
<p>continua a leggere su<br />
<a href="http://www.arslife.com/dettaglio2/2012/1/il-madre-al-collasso-salvataggio-in-extremis.htm">http://www.arslife.com/dettaglio2/2012/1/il-madre-al-collasso-salvataggio-in-extremis.htm</a></p>
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		<title>Ouroborus</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Jan 2012 17:54:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>davide auricchio</dc:creator>
				<category><![CDATA[news]]></category>

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a cura di Manuela Pacella
La ricerca di Stefano Minzi (Milano, 1976. Vive e lavora a Berlino) si concentra principalmente su due filoni: l’uno di memoria personale e familiare; l’altro smaccatamente politico. La base di partenza è sempre la fotografia, sia essa presa da un album di famiglia sia ‘rubata’ dai media come la televisione o [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4183" title="Ouroborus  bis" src="http://www.viatico.org/wp-content/uploads/2012/01/Ouroborus-bis.jpg" alt="Ouroborus  bis" width="450" height="435" /><br />
<strong><br />
a cura di Manuela Pacella</strong><br />
La ricerca di Stefano Minzi (Milano, 1976. Vive e lavora a Berlino) si concentra principalmente su due filoni: l’uno di memoria personale e familiare; l’altro smaccatamente politico. La base di partenza è sempre la fotografia, sia essa presa da un album di famiglia sia ‘rubata’ dai media come la televisione o internet. L’immagine fotografica viene poi trasferita sulla tela o sulla carta attraverso la stampa planografica la cui matrice, di carta e quindi deperibile, contraddice in fieri il principio di base dell’incisione, ossia la sua serialità.</p>
<p><span id="more-4182"></span></p>
<p>Alle icone mediatiche e alle immagini di famiglia, recentemente, Minzi ha aggiunto un terzo elemento che pervade ogni sua opera, l’astrologia e i vari significati simbolici connessi ai colori e alle forme.</p>
<p>Per gli spazi di Ex Elettrofonica Stefano Minzi propone un lavoro inedito composto da un grande serpente in stoffa che gira intorno all’albero centrale della galleria. Il serpente &#8211; posto a cerchio come simbolo dell’infinito, dell’eterno ritorno – ha la testa mozzata e, sotto di essa, vi sono 4 teste di stoffa di 4 colori e grandezze diverse. Il più piccolo e lontano nel tempo è Mussolini, stampato su stoffa blu poiché, nell’accezione negativa del colore, simboleggia la tirannide. Poi vengono Craxi – verde per l’invidia – e Andreotti – giallo di follia. Infine Berlusconi, il più grande perché il più recente, bianco come l’egoismo.</p>
<p>Le 4 teste sono a terra, sono monche del loro corpo e si stanno seccando.</p>
<p>Questa fase autunnale dell’Italia, che al momento manca di una guida, è contrapposta ad un aspetto positivo, rappresentato da tante personalità che sono prese a modello di un&#8217;Italia diversa, alternativa a quella delle stanze del potere: da Antonio Gramsci, Beppe Fenoglio, Camilla Ravera,  Carlo Giuliani, Cesare Pavese, Gaetano Bresci, Gina Geleotti Bianchi, Giuseppe Garibaldi, Luce D&#8217;Eramo, Maria Montessori,  Pier Paolo Pasolini, Peppino Impastato, Primo Levi, Rita Levi Montalcini, Roberto Saviano, a Sandro Pertini.</p>
<p>L’idea delle maschere viene usata dall’artista come massima rappresentazione delle manifestazioni che si sono susseguite nell’ultimo anno. I volti di questi personaggi, storici o meno, saranno stampati su maschere di pelle animale divenendo simbolo del loro sacrificio.</p>
<p>In mostra verrà inoltre presentato The Giant Flipbook, qui esposto per la prima volta, che ritrae Silvio Berlusconi. Nelle 50 pagine che lo compongono, incisione dopo incisione, l’immagine dell’ex presidente del Consiglio scompare del tutto, rendendo palese il sottotitolo: Come ho digerito un dittatore<br />
mediatico.</p>
<p><strong>Stefano Minzi</strong> &#8211; <em>Ouroborus<br />
</em>Ex Elettrofonica, Vicolo Sant’ Onofrio, 10 Roma<br />
<em>12 gennaio – 3 marzo 2012</em></p>
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		<title>Circuiti Dinamici</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Oct 2011 19:12:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>davide auricchio</dc:creator>
				<category><![CDATA[news]]></category>

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		<description><![CDATA[
Con questa mostra inaugura il terzo ciclo di mostre collettive per giovani artisti della serie Circuiti Dinamici promosse dall’Associazione Circuiti Dinamici già Circolo Culturale Bertolt Brecht e curate da StatArt. Progetto ideato col fine di rendere “reale” un’arte che molto spesso nasce e vive solo nel web.
Si crea così un circuito dinamico che coinvolge mondo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4100" title="3_nov_logo" src="http://www.viatico.org/wp-content/uploads/2011/10/3_nov_logo.jpg" alt="3_nov_logo" width="450" height="562" /></p>
<p>Con questa mostra inaugura il terzo ciclo di mostre collettive per giovani artisti della serie Circuiti Dinamici promosse dall’Associazione Circuiti Dinamici già Circolo Culturale Bertolt Brecht e curate da StatArt. Progetto ideato col fine di rendere “reale” un’arte che molto spesso nasce e vive solo nel web.</p>
<p><span id="more-4099"></span>Si crea così un circuito dinamico che coinvolge mondo virtuale e mondo reale intessendo una rete di scambi e di connessioni reciproche.<br />
Cardine tematico  di questa prima esposizione è la materia come strumento di analisi e ricerca.<br />
Gli artisti che aprono il terzo ciclo di esposizioni sono: Alessandra Chiusolo, Elena Sanjust di Teulada, Pablo Peñalba e Simon Ostan Simone.<br />
Delicatezze e armonie si dispiegano nelle opere grafiche Untitled di Alessandra Chiusolo che rimandano alle xilografie giapponesi: piccoli tratti lineari si avvicinano l’un l’altro creando leggeri vortici che evocano paesaggi marini dai quali emergono cieli soavi dai toni acquerellati. La naturalezza delle forme padroneggia nelle ceramiche raku di Elena Sanjust di Teulada, artista raffinata che con maestria compone piccole, ma preziose, scene liriche dalla forte carica emotiva che richiamano l’infinito: All’Orizzonte 1, Arrivo al mare, Tramonto di fuoco. L’uomo nella sua complessità viene disaminato con attenzione e chiarezza nelle tele Reencuentro n.1 e n.12 di Pablo Peñalba: gestualità convulse testimoniano i tormenti dell&#8217;animo, istinti primordiali che si materializzano grazie alla corposità e all’uso espressionistico del colore. Lo studio degli elementi  nei suoi componenti naturali e mutamenti bio-chimici è il tema d’indagine affrontato da Simon Ostan Simone nella serie My Land, mentre nella seria Hands – nello specifico Explosion e His Face – rievoca le gestualità disperate di Guernica di Pablo Picasso focalizzandosi su un unico dettaglio: una stretta di mano reiterata, dai tratti minimali e stilizzati, che si staglia su fondi dall’impeccabile tecnica esecutiva, ricerca estrema di uno spirito di fratellanza.</p>
<p><strong>Circuiti Dinamici<br />
</strong><em>Dal 3 al 17  novembre 2011<br />
</em>Associazione Circuiti Dinamici<br />
Via Giovanola n° 19-21/C &#8211; <strong>Milano</strong></p>
<p>Inaugurazione:<br />
3 Novembre 2011 h. 19.00<br />
Ingresso gratuito</p>
<p>Associazione Circuiti Dinamici è aperta dal Martedì al Giovedì dalle ore 15 alle ore 17.<br />
Contatto Associazione: <a href="mailto:circuitidinamici@gmail.com">circuitidinamici@gmail.com</a> <a>/bertoltbrecht@teletu.it</a></p>
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		<title>I STAND EXPOSED</title>
		<link>http://www.viatico.org/news/i-stand-exposed/</link>
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		<pubDate>Tue, 11 Oct 2011 17:24:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>davide auricchio</dc:creator>
				<category><![CDATA[news]]></category>

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		<description><![CDATA[Il morso della parola cane, 2011, disegno, tagli, tecnica mista su carta, 60&#215;39cm
a cura di Ermanna Panizon
Sabato 15 ottobre alle ore 18.30 inaugura allo Studio Tommaseo I Stand Exposed il nuovo spiazzante progetto espositivo del raffinatissimo artista muranese Gaetano Mainenti.
L’autore, docente di decorazione presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia, presenta al pubblico di Trieste [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4086" title="il_morso_della_parola_cane" src="http://www.viatico.org/wp-content/uploads/2011/10/il_morso_della_parola_cane.jpg" alt="il_morso_della_parola_cane" width="450" height="356" /><em>Il morso della parola cane, 2011, disegno, tagli, tecnica mista su carta, 60&#215;39cm</em></p>
<p><strong>a cura di Ermanna Panizon<br />
</strong>Sabato 15 ottobre alle ore 18.30 inaugura allo <strong>Studio Tommaseo</strong> <em>I Stand Exposed</em> il nuovo spiazzante progetto espositivo del raffinatissimo artista muranese <strong>Gaetano Mainenti</strong>.</p>
<p><span id="more-4085"></span>L’autore, docente di decorazione presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia, presenta al pubblico di Trieste Contemporanea una mostra sorprendente che si ispira agli scritti di Ezra Pound e che comprende una serie di opere eterogenee che svelano una traccia comune di riflessioni nate dalla lettura del poeta americano ed evolute nel dialogo dell&#8217;artista con le altre menti creative coinvolte nel progetto, Francesco Chiais, Samanta Cinquini, David Dalla Venezia, Micaela Leonardi, Atej Tutta e VestAndPage (Andrea Pagnes e Verena Stenke).<br />
L’esposizione è infatti il risultato finale di una rete di relazioni creative: ognuna di queste opere è frutto di una comunione di pensiero e di azione con altri artisti che formano il territorio geografico e mentale di Mainenti, amici e collaboratori che contribuiscono alla progettualità e plasmano l&#8217;oggetto nel suo farsi, che pur resta definitivamente marcato dall&#8217;intervento finale e risolutivo dell&#8217;autore, leggibile nella cifra stilistica altissima dell&#8217;artista veneziano. A tal proposito, Mainenti afferma che: “La mostra prevede il contributo di altri artisti per evidenziare come l&#8217;autore sia una forma &#8220;recente&#8221; per definire un territorio culturale piuttosto che un individuo. Ho solo reso visibile il mio essere un centro di attività, ma in quanto parte di un sistema molto più complesso.”<br />
In mostra lavori tecnicamente diversi, disegni e grafiche, un autoritratto in marmorina, argento, vetro soffiato e capelli intrecciati, una macchina percettiva e le moleskine con gli appunti sui temi trattati, sullo sfondo infine un tessuto tagliato e cucito su uno schema armonico sviluppato dalle misure del corpo dell’artista, una sorta di mappa per orientarsi all’interno del progetto e per svelare i rapporti in esso contenuti. In relazione al titolo, Ermanna Panizon, curatrice della mostra, precisa: “I stand exposed, scrisse Ezra Pound ad un&#8217;amica nel 1913. E proprio a questa volontà del poeta di farsi baluardo senza riserve delle proprie convinzioni estetiche e morali si ispira il nuovo progetto di Mainenti.”<br />
In occasione dell&#8217;inaugurazione e degli eventi speciali ad hoc organizzati durante il periodo d&#8217;apertura, saranno organizzati performance e incontri di dialogo sui temi delle opere in mostra fra Gaetano Mainenti e gli artisti coinvolti nel progetto I Stand Exposed.</p>
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		<title>Trash Worship Napoletano</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Sep 2011 14:19:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>davide auricchio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Il recente incontro con Rolando Politi, teorico e artista italoamericano del Trash Worship, è stata una buona occasione per decidere di ripubblicare l&#8217;articolo che dava ufficialmente inizio al Trash Worship Napoletano. 
Non di meno questa straordinaria scultura realizzata con materiali riciclati naturalmente firmata Rolando Politi.

“Un territorio che non esce dalla notte” scriveva Roberto Saviano su Repubblica. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4044" title="figment_caps" src="http://www.viatico.org/wp-content/uploads/2011/09/figment_caps1.jpg" alt="figment_caps" width="450" height="599" /><br />
<em>Il recente incontro con Rolando Politi, teorico e artista italoamericano del Trash Worship, è stata una buona occasione per decidere di ripubblicare l&#8217;articolo che dava ufficialmente inizio al Trash Worship Napoletano. <br />
Non di meno questa straordinaria scultura realizzata con materiali riciclati naturalmente firmata Rolando Politi.<br />
</em><br />
“Un territorio che non esce dalla notte” scriveva Roberto Saviano su Repubblica. Una metafora tanto poetica quanto realistica quella dello scrittore campano, per descrivere una situazione davvero arrivata al culmine della sopportazione.</p>
<p><span id="more-4042"></span><br />
A parte le polemiche, delle volte strumentali, altre volte più legittime e costruttive, resta da dire che le responsabilità di quanto avviene nella nostra regione da qualche settimana a questa parte non possono essere imputate esclusivamente alle amministrazioni di centro sinistra che gestiscono il territorio, andrebbero piuttosto equamente distribuite, includendo rispettivamente le aziende che hanno fatto affari d’oro, tutti quegli imprenditori spregiudicati, per usare un eufemismo, che hanno speculato sulla nostra pelle, e non ultime vanno sottolineate le mancanze di ciascuno di noi in qualità di cittadini, mi riferisco a un deficit di civiltà diffuso a tutti i livelli, senza discriminazioni anagrafiche o di censo.<br />
Che sia emersa una certa incapacità a livello istituzionale nella gestione dello smaltimento dei rifiuti, in circa quattordici anni di commissariamento, è fuori di dubbio, ma ciò non è sufficiente a spiegare la triste attualità dei nostri giorni, né a capire fino in fondo le proporzioni del problema.<br />
Si perché non stiamo semplicemente parlando di tonnellate di immondizia ad ogni angolo della nostra città, della nostra provincia e della nostra regione, o delle emissioni di diossina a seguito dei roghi divampati ovunque, piuttosto stiamo discutendo dei danni irreversibili inflitti al nostro territorio, del livello di inquinamento dei nostri terreni, delle nostre falde acquifere, dell’aria che respiriamo. Sono queste le cause che hanno determinato un vertiginosa impennata, circa del 14% rispetto alla media nazionale, delle incidenze di tumore al pancreas e ai polmoni, solo per fare qualche esempio.<br />
Sicché, a parte gli scenari apocalittici, peggio dei teatri di guerra del Medio-Oriente, come ha sottolineato qualcuno, vanno quantificati i danni al nostro ambiente, alla nostra salute, alle possibilità di crescita e di sviluppo del nostro territorio.<br />
Danni irreversibili e inquantificabili, perpetrati impunemente da una classe di speculatori che hanno fatto dell’Emergenza Rifiuti in Campania, il più grande buisiness del secolo stoccando tonnellate e tonnellate di rifiuti non solo campani ma provenienti da ogni angolo del nostro paese, questo per un semplice quanto inesorabile meccanismo di mercato. Mi riferisco ai prezzi stracciati per lo smaltimento dei rifiuti che queste aziende, alcune addirittura operanti senza alcuna concessione da parte del commissario, offrivano ai loro gentili clienti.<br />
A ben vedere, quindi, l’assoluta competitività di queste aziende ha determinato la messa in tilt dell’intero ciclo dello smaltimento, saturando definitivamente i luoghi di stoccaggio e/o smaltimento. Tanto da arrivare alla malsana idea di riaprire vecchi siti come quello di Pianura fomentando una sommossa popolare del tutto comprensibile.<br />
Ebbene, come reagire in un contesto di siffatta gravità? Come rimanere lucidi e sani, è il caso di dire? Come rispondere alle continue provocazioni dei facinorosi o agli appelli alla calma e ai trinceramenti di chi ha responsabilità istituzionali?<br />
Insomma, come uscire da questa mezzanotte della Campania?<br />
Per chi come me, non crede nelle soluzioni palliativo e neanche ai proclami nichilistici e distruttivi di chi cavalca la tigre del qualunquismo, il problema si presenta con una certa complessità e attende risposte più semplici e più alla portata di tutti, soprattutto di quelle classi meno ambienti che più sono esposte al problema&#8221;.<br />
&#8220;Ebbene, per quanto aliatoria e inconsistente possa sembrare, la proposta di Viatico è quella di avviare una cultura del “Waste Reduction”, di incoraggiare la gente ad adottare un “Trash Worship way of life”, un esercizio ridicolo e pazzesco, come scrive Rolando Politi, ma che altrove ha dimostrato di funzionare.<br />
Sono lietissimo di annunciare ufficialmente la nascita del Trash Worship Napoletano.</p>
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		<title>Etruschi contemporanei</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Aug 2011 07:48:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>davide auricchio</dc:creator>
				<category><![CDATA[news]]></category>

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di Mauro Papa
“Gli etruschi? Ma gli etruschi non sono mai esistiti. Voi vi chiedete da dove sono venuti, se dal continente, o dall’Asia Minore, o dall’America; avanzate anche l’ipotesi che siano sempre stati qui. Ebbene, avete tutti ragione e tutti torto, cioè vi ponete un problema che non ha senso. Avrebbe senso chiedersi da dove [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="aligncenter size-full wp-image-3993" title="Composizione_etrusca_I,_2011,_tecnica_mista_su_carta,_42_x_59,5_cm" src="http://www.viatico.org/wp-content/uploads/2011/08/Composizione_etrusca_I_2011_tecnica_mista_su_carta_42_x_595_cm.JPG" alt="Composizione_etrusca_I,_2011,_tecnica_mista_su_carta,_42_x_59,5_cm" width="450" height="323" /></strong></p>
<p><strong>di Mauro Papa<br />
</strong>“Gli etruschi? Ma gli etruschi non sono mai esistiti. Voi vi chiedete da dove sono venuti, se dal continente, o dall’Asia Minore, o dall’America; avanzate anche l’ipotesi che siano sempre stati qui. Ebbene, avete tutti ragione e tutti torto, cioè vi ponete un problema che non ha senso. Avrebbe senso chiedersi da dove sono venuti i piemontesi, o i toscani, o i milanesi?”<br />
<em>Luciano Bianciardi, Il Lavoro culturale, 1957.</em></p>
<p><span id="more-3989"></span>Gli etruschi sono una creazione culturale. Come i maremmani. Che collegamento c&#8217;è tra l&#8217;attuale popolazione (ibrida e prevalentemente immigrata negli ultimi due secoli) del nostro territorio e quella etrusca? Lo stesso che c&#8217;è tra la popolazione del Nord Italia e la Padania “celtica e longobarda”: un collegamento assolutamente non genetico ma mitico, di costruzione identitaria fondata su artificiosi canoni di appartenenza. E questo perché camminiamo dove camminavano loro (forse), guardando gli stessi tramonti e lo stesso mare (forse). In definitiva condividiamo lo stesso territorio, la stessa Maremma che “è puro movimento, una città che non è mai e diventa sempre”.<br />
Oggi, però, gli etruschi non esistono se non nella mente erudita degli studiosi, in quella superficialmente curiosa dei turisti o nella immaginazione fertile dei creativi. Sono come le Muse, gli etruschi. Ispirano e stimolano la creazione di nuovi mondi e nuovi immaginari. Fecondano la contemporaneità con molteplici suggestioni dal fascino archetipo: l&#8217;arte che esorcizza la morte, l&#8217;emancipazione della figura femminile, le capacità divinatorie degli aruspici, il mistero di una lingua ancora sconosciuta, la seduzione esotica delle origini orientali. Ma lo stimolo maggiore, per gli artisti, è rappresentato dalla dimensione simbolica. Seneca tentava di spiegare così la differenza tra latini e etruschi: “Questa è la differenza tra noi e gli Etruschi&#8230; noi pensiamo che i fulmini si producano in seguito all&#8217;urto delle nubi; essi ritengono che le nubi si scontrino perché si possano produrre dei fulmini e infatti, poiché attribuiscono tutto alla divinità, sono convinti che le cose hanno un significato non perché avvengono, ma che esse avvengono in quanto portatrici di significati”.<br />
E così gli artisti in mostra (“Etruschi contemporanei”) espongono non perché qualcuno ha fornito un pretesto per esibirsi, ma perché devono presentarci divinazioni estetiche da vaticinare in modernissimo rituale. Le egagropili usate da Giuseppe Zanoni per comporre la sua figura archetipa sono una metafora della creazione del mondo; esse si formano con la posidonia oceanica, che con il moto ondoso e le correnti crea delle sfere fibrose perfette, come pianeti o mondi nell&#8217;universo. La  posidonia oceanica è come un seme, il nucleo da cui parte la vita. Hio Rain evoca, con il lavoro “Three brides”, un cuore pulsante di materia che rappresenta e ingloba una parte di umanità – in questo caso esclusivamente femminile – che si unisce, si confronta, si protegge, si guarda le spalle, si completa&#8230; si sposa sfidando la morte, come nei celebri sarcofagi etruschi. Al confine tra vita e morte si pone anche il lavoro di Lapo Simeoni, il quale dipinge e incide sul metallo, come se scavasse nel pigmento per trovare un tesoro luminoso, immagini di urne funerarie ritrovate in Maremma. Il gesto creativo non si esaurisce nella dimensione pittorica, ma si completa nell&#8217;operazione concettuale: tutte le opere saranno rilevate con scrupolo filologico come fossero antichi reperti in un cantiere di scavo. Un puzzle di motivi iconografici desunti da molteplici fonti reali o fantastiche costituisce invece il geroglifico visivo di Luca Grechi: unendo casualmente frammenti spuri come grifoni, anfore, chimere, figure discinte e danzanti, Grechi crea nuovi (o antichissimi?) percorsi e dialoghi, resi ancora più melliflui e misterici dall&#8217;uso di un linguaggio sbiadito ed evanescente, destinato ben presto – per caratteristica effimera di rivelazione –  a svanire.<br />
Da tutti questi presagi si distaccano i lavori, più prosaici e meno mistici, di Sandro Del Pistoia e Francesco Minucci. Del Pistoia celebra l&#8217;altissimo livello artigianale dei manufatti etruschi con le sue opere di design, in cui la ricerca della forma trascende il tempo per consegnarci oggetti sempre nuovi e sperimentali. Accanto ai materiali tradizionali (cuoio, legno, pelle, rame), queste opere usano alluminio e silicone, cioè quei prodotti – come fecero gli etruschi col bucchero – che esprimono l&#8217;evoluzione sempre costante e trasfigurante del processo tecnologico. Francesco Minucci presenta invece lavori dissacranti e dadaisti, cogliendo così in pieno lo spirito ironico e disincantato del Bianciardi che abbiamo citato in apertura: l&#8217;etrusco di Minucci non esiste, ma diventa tale quando indossa smaccati stereotipi (maschera, indumento pseudo-antico, anfora finta) e, abbandonato sulla strada, chiede un passaggio per tornare a casa.<br />
Che non c&#8217;è più.</p>
<p>ETRUSCHI CONTEMPORANEI<br />
Ex Scuola L. Radice, Porto Ercole, (Gr)<br />
Aperta stasera 20 e domenica sera 21 Agosto 2011</p>
<p>Artisti<br />
SANDRO DEL PISTOIA / LUCA GRECHI /<br />
HIO RAIN E BOTTEGA / FRANCESCO MINUCCI /<br />
LAPO SIMEONI / GIUSEPPE ZANONI</p>
<p>Organizzata da / Associazione Melograno &#8211; Art.Lab Arte Contemporanea<br />
Mostra a cura di / Lapo Simeoni<br />
Testi di  / Mauro Papa<br />
Patrocinio / Comune di Monte Argentario<br />
Info mostra / Orari &#8211; tutti i giorni dalle 21.30 &gt; 24.30<br />
ingresso libero, apertura mattina o pomeriggio su appuntamento.</p>
<p>T +39 349 0706457<br />
<a href="mailto:laposimeoni@yahoo.it">laposimeoni@yahoo.it</a><br />
<a href="mailto:melograno@post.com">melograno@post.com</a><br />
<a href="http://www.artlabgallery.com/">http://www.artlabgallery.com</a></p>
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		<title>VIRTUAL HUMANITIES</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Jul 2011 09:51:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>davide auricchio</dc:creator>
				<category><![CDATA[news]]></category>

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		<description><![CDATA[
In 2011 Fonlad will present a representative exhibition in the Biennial of Porto Santo and an exhibition of portuguese video art (in partnership with Project Videolab and Cologne Off) at the e-criativity, India.

Also will produce an exhibition of photography and digital painting at Icon Gallery, video art screenings at Wind Rose Space Center and site-specific [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em><img class="aligncenter size-full wp-image-3947" title="img2011" src="http://www.viatico.org/wp-content/uploads/2011/07/img2011.jpg" alt="img2011" width="450" height="240" /></em></strong></p>
<p>In 2011 Fonlad will present a representative exhibition in the Biennial of Porto Santo and an exhibition of portuguese video art (in partnership with Project Videolab and Cologne Off) at the e-criativity, India.</p>
<p><span id="more-3946"></span><br />
Also will produce an exhibition of photography and digital painting at Icon Gallery, video art screenings at Wind Rose Space Center and site-specific installations integrated into the Spring Quarter Festival in Montemor-o-Velho – Coimbra – Portugal.<br />
FONLAD in Porto Santo’s Biennial, Madeira – Portugal<br />
1 – 30 August 2011</p>
<p>Presentation at the Biennial part of the festival’s collection. Participating artists:Photography / Digital painting: Alfonso Caputo (Italy), Antonio Azenha (Portugal), Benvinda Araujo (Portugal), Boskizzi (Italy), Carola Blanco (Venezuela), Cecilia Urioste (Brazil), Elizabeth Machado (France), Fernando Graça / Penousal Machado (Portugal), Jeroen Holthius (Holland), Jorge Simões (Portugal), Katie Bush (USA), Laura Castanedo (Mexico), Maro (Chile), Marco Bonvini (Italy), Moskall (Poland), Oscar Poliotto (Argentina), Patrick Millard (USA), Paulo Corte Real (Portugal), Tatiana Santos (Portugal).</p>
<p>International Video Screenings: Anders Weberg (Sweden), Caterina Davinio (Italy), Gruppo Sinestético (Italy), Osvaldo Cibils (Uruguay), Alysse Stepanion (USA), Arthur Tuoto (Brazil), Steven Hoskins(US)<br />
Portughese video art screenings: António Olaio, Fernando José Pereira, Francisco Queirós, João Pombeiro, José Maçâs de Carvalho, Margarida Paiva, Maria Lusitano, Paulo Mendes, Susana Mendes Silva, Vasco Araújo.<br />
 <br />
VIRTUAL HUMANITIES<br />
Porto Santo’s Biennial<br />
1 – 30 August, 2011<br />
(IC Zero / Porto Santo’s Biennial Production)<br />
 <br />
AEROPORTO DO PORTO SANTO<br />
ANTIGO MERCADO DO PORTO SANTO<br />
ÁTRIO DA CÂMARA MUNICIPAL DO PORTO SANTO<br />
BIBLIOTECA MUNICIPAL DO PORTO SANTO<br />
CASA COLOMBO &#8211; MUSEU DO PORTO SANTO<br />
CENTRO CULTURAL E DE CONGRESSOS<br />
CENTRO HISTÓRICO (EXTERIOR)<br />
EDIFÍCIO HISTÓRICO DA CÂMARA MUNICIPAL DO PORTO SANTO<br />
ESPAÇO INTERNET DO PORTO SANTO<br />
TERTÚLIA &#8211; CINE-CAFÉ<br />
LISBOA &#8211; ESPAÇO CULTURAL DAS MERÇÊS (espaço expositivo visível pela internet)<br />
LISBOA &#8211; MOTOR HAIRPORT (espaço de laboratório para intervenção urbana no Porto Santo)<br />
LISBOA / TERTÚLIA &#8211; RESTAURANTE VIÚVA</p>
<p>2011 / países participantes:<br />
Alemanha, Angola, Argélia, Argentina, Áustria, Bélgica, Brasil, Canadá, Cuba, Cabo Verde, Espanha, Estados Unidos da América, França, Grécia, Guiné-Bissau, Israel, Itália, Japão, México, Moçambique, Noruega, Polónia, Reino Unido, Rússia, Síria, Suécia, Suíça, Tailândia, Taiwan, Timor Leste, Turquia, Uruguai, Vietname e Portugal.</p>
<p> </p>
<p><!--more--></p>
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		<title>manifesta ZOOne</title>
		<link>http://www.viatico.org/news/manifesta-zoone/</link>
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		<pubDate>Mon, 30 May 2011 21:19:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>davide auricchio</dc:creator>
				<category><![CDATA[news]]></category>

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		<description><![CDATA[
E&#8217; ufficialmente aperto il bando di selezione per partecipare alla quinta edizione del concorso internazionale per manifesti urbani d&#8217;arte manifestaZOOne, quest&#8217;anno promotore di un premio e di interessanti collaborazioni.

Il concorso, indetto dall’associazione Art.ur invita artisti e grafici a impegnarsi nella progettazione di un tabellone pubblicitario, particolare medium della comunicazione pubblica, e a riformularlo in chiave [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3862" title="bmanifesta" src="http://www.viatico.org/wp-content/uploads/2011/05/bmanifesta1.jpg" alt="bmanifesta" width="450" height="337" /></p>
<p>E&#8217; ufficialmente aperto il bando di selezione per partecipare alla quinta edizione del concorso internazionale per manifesti urbani d&#8217;arte manifestaZOOne, quest&#8217;anno promotore di un premio e di interessanti collaborazioni.</p>
<p><span id="more-3863"></span><br />
Il concorso, indetto dall’associazione Art.ur invita artisti e grafici a impegnarsi nella progettazione di un tabellone pubblicitario, particolare medium della comunicazione pubblica, e a riformularlo in chiave creativa e preferibilmente ironica, a partire da un tema di interesse collettivo proposto dagli organizzatori.<br />
Sovvertendo la funzione e la natura del manifesto pubblicitario, tipico strumento dei messaggi commerciali, e trasformandolo in spazio di riflessione artistica, il concorso intende diffondere nello spazio urbano un veicolo d’ informazioni insolite e fruibili liberamente dai passanti.</p>
<p>Il tema scelto dai curatori di manifestaZOOne per l’edizione 2011 è “Orizzonti SOS-tenibili”, riferimento alla necessità di immaginare e sostenere la creazione di modi di vita eco-sostenibili che si basino su fonti di energia rinnovabile, sulla distribuzione responsabile delle risorse e su un ripensamento generale dei bisogni sociali.<br />
Il vincitore del concorso riceverà una somma in denaro di 1.000 euro, consegnata nell&#8217;ambito della conferenza sul tema dell&#8217;eco-sostenibilità che avrà luogo a Cuneo durante il festival letterario internazionale “Scrittorincittà”, partner dell&#8217;iniziativa. I tre primi progetti selezionati verranno stampati in formato 6 x 3 m e affissi negli spazi pubblici di Cuneo e di più città della Provincia di Cuneo nel mese di Novembre.<br />
Una speciale collaborazione con il free-pack creativo “Busta”, permetterà a uno degli artisti selezionati di essere contattato in via preferenziale dai redattori, per trasformare l&#8217;immagine scelta nella copertina di un numero della stessa pubblicazione.<br />
Quanti sono interessati a partecipare al bando sono pregati di inviare il proprio elaborato, atto alla stampa, in formato 6 metri x 3, via posta entro il 15 settembre 2011.<br />
La partecipazione al concorso è gratuita.<br />
ManifestaZOOne è patrocinato anche in questa edizione dalla Regione Piemonte, della Provincia di Cuneo, dalla Città di Cuneo, dalla Città di Torino, della Fondazione CRC, della Fondazione CRT, dal Gai, da Scrittorincittà, da Contemporary art, dall’Istituto Europeo di Design di Torino, dalla Collezione La Gaia di Busca, dall&#8217;Ordine degli Architetti della Provincia di Cuneo e da AAEnergy.</p>
<p> <br />
Per maggiori informazioni consultare il sito <a href="http://www.zooart.it">www.zooart.it</a></p>
<p>Michela Sacchetto</p>
<p>associazione art.ur<br />
 <br />
per info:<br />
tel./fax 0171 689960<br />
cell. +39 339 6908997<br />
mail: <a href="mailto:pqemi@tiscali.it">pqemi@tiscali.it</a><br />
web: <a href="http://www.zooart.it">http://www.zooart.it</a></p>
<p class="akst_link"><a href="http://www.viatico.org/?p=3863&amp;akst_action=share-this"  title="E-mail this, post to del.icio.us, etc." id="akst_link_3863" class="akst_share_link" rel="nofollow">Share This</a>
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