Archivio della Categoria 'nel paginone'

The First Circle

Mercoledì 7 Maggio 2008

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di Carmen Vicinanza
La galleria Il ritrovo di Rob Shazar è lieta di annunciare l’apertura della personale  The First Circle di Diego Canato, giovane scultore nato a Torino nel 1972.
Oggetto di indagine del lavoro di Diego Canato è la parola, intesa come il fondamento di ogni forma di comunicazione o al limite della sua assenza. Una parola non detta, un messaggio andato perduto interagiscono con la realtà esterna, evocano un disagio esistenziale cui l’artista cerca di opporre la sua “fede” nelle possibilità positive della parola, come pietra angolare della conoscenza universale. (more…)

La metafisica del quotidiano

Venerdì 11 Gennaio 2008

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di Davide Auricchio
L’attualità dell’arte spesso ci costringe ad una visione del contemporaneo spettacolare e distorta, sensazionale e oscena, parossistica ed inquietante, delle volte addirittura ripugnante.
Spesso e volentieri il confine tra arte e comunicazione è inesistente e l’artista veste i panni del creativo, del politico, del giornalista, delle volte finanche del critico o del filosofo.
Nel gioco sempre più diffuso dell’essere prestati ad altre mansioni, gioco ad uso ed abuso delle strategie del marketing, la figura dell’artista si delinea piuttosto confusamente quasi a suggerire un eclettismo che immediatamente diventa sinonimo di qualità.

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Luciano Fabro al MADRE di Napoli

Mercoledì 14 Novembre 2007

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Didactica Magna Minima Moralia
a cura di Silvia Fabro con Rudi Fuchs
A quattro mesi dalla scomparsa, il MADRE di Napoli dedica una personale a Luciano Fabro, maestro della scultura italiana del secondo Novecento. La mostra disegna il profilo di una singolare e innovativa esperienza artistica, già pienamente strutturata nei primi anni Sessanta, prima che il 1968 e l’avventura dell’Arte Povera, di cui Fabro fu tra i grandi protagonisti, definisse in una sola e potente immagine culturale l’identità collettiva di un gruppo di straordinari artisti italiani.
Quando Luciano Fabro morì lo scorso 22 giugno nella sua casa di Milano, la mostra partenopea era già stata progettata. L’artista aveva concentrato la sua attenzione su una selezione di opere realizzate tra il 1963 e il 1968: gli anni dell’esordio che raccolgono le prime, fondamentali e tuttora imprenscindibili indagini artistiche sullo spazio, i materiali e le tecnologie: lavori quali Tubo da mettere tra i fiori o Raccordo anulare (presenti in mostra), sono ancora oggi esemplari per le nuove generazioni, lavori seminali per la storia dell’arte italiana contemporanea.
La mostra, che ha il titolo voluto da Fabro, di Didactica Magna Minima Moralia nasce dalla volontà di aderire nel modo più preciso possibile all’idea che l’artista aveva formulato per questa esposizione, restituendone fedelmente la struttura e le scelte. (more…)


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