di Davide Auricchio
Si è conclusa la mostra “Lo stato dell’Arte/Regione Campania”, iniziativa promossa dal Padiglione Italia della 54° Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia 2011, allestita nel ex Tabacchificio Centola di Pontecagnano-Faiano. Esposizione che ha scatenato una lunga quanto meritata scia di polemiche.
In effetti, già l’ideatore e curatore Vittorio Sgarbi nella presentazione dell’evento “rifiutato” da Napoli, dopo aver affermato che “la presenza a Pontecagnano è equivalente a quella di Venezia e talvolta ha più motivato titolo per considerazioni estetiche che prescindono dalle indicazioni di uno scrittore, di un poeta, di un regista, di un filosofo, eletto a patrono, come accade a Venezia; una commissione, aperta anche con efficaci segnalazioni di provenienza regionale, ha proposto gli artisti che io ho osservato con grande interesse e selezionato, spero efficacemente e rispettosamente, per questa 54ª Edizione della Biennale di Venezia”, ha in seguito sottolineato che “varie presenze non rientravano” nella sua visione dell’arte buona ma “erano da considerarsi un superamento del personalismo nelle scelte”. Fatto, questo, a dir poco opinabile, anche se il critico intendeva non assumersi responsabilità che invero gli spettavano.
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