di Erri de Luca
Il promontorio di Miseno ha la forma di un cappello a falde larghe. A scuola sono venuto a sapere che aveva avuto l’onore di essere conosciuto da Omero che lo nomina nell’Odissea, marinaio con Ulisse. Si sa che i greci viaggiavano per turismo nel nostro sud piazzandosi nei posti migliori e ci fondavano città, Napoli è stata una di quelle. Una di quelle: espressione equivoca che lascio volentieri lì.
Virgilio invece decise che Miseno era un trombettiere di Enea. I romani piazzarono nella sua baia la sede principale della loro flotta:i nsomma un luogo e un nome illustre.
Mi riguardava poco, per me Miseno era il gran cappello che spuntava a destra del battello che mi portava a Ischia a inizio dell’estate e mi lasciava là, tre mesi interi. Staccato dal formicaio della città compressa, da uno a sedici anni ho potuto frequentare la libertà sfrenata di mare, sole, vento a pelle nuda. Per tre mesi dell’anno era data licenza di inselvatichirsi.
Miseno era a metà traversata, il suo cappello si sollevava un poco per salutare il nostro passaggio. Il battello rasentava la bastionata gialla del suo tufo. Sopra una falda del cappello stava isolata e bianca la casa del faro, sagoma simile a una chiesa con la lanterna al posto del campanile. Come la torre saracena, pure la lampara piazzata sul bordo del mare mi dava desiderio di abitare. Di solito m’importa poco del luogo dove sto, invece il faro e la torre, sentinelle, mi facevano voglia di raggiungerli.
Davanti Miseno un’estate di oltre mezzo secolo fa il battello incrociò l’Andrea Doria. Un gigante dipinto di scuro spartiva il mare in due scatenando con le onde il ballo di sanvito in un minuscolo battello dipinto di bianco. Oscillammo da un fianco all’altro, ubriachi e strilloni afferrandoci a tutto, mentre intorno rotolavano i bagagli.
Miseno lasciato alle spalle era terra finita: davanti a noi le isole, Procida poi Ischia e il mare aperto.
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Miseno
martedì, 2 giugno 2009Dear Yanbukis
martedì, 28 aprile 2009
di Rolando Politi
May MAY bring you health and keep you there (health) with flowers!!!!
This year for MAYDAY celebration we have a new initiative…. MAYDAY has been renamed to DUMPSTER DECORATION DAY,
first heard and with first logo appearing on the two prominent “trash” blogs…www.visibletrash.net and www.everydaytrash.com
I subscribe to this initiative, the DUMPSTER SYMBOLIZES THE DIRTIEST LOWEST SWEATIEST LABOR OF THE LABORERS.
It should be honored and decorated for the “workers holiday”….and also for all you “divers” out there, we cant just keep on diving in it, we must also give something back to the DUMPSTER, our waste womb, by decorating it and remembering its great “container”
value on this day!
A MAYDAY GATHERING IS CALLED FOR THIS FRIDAY MAY ONE AT THE GRAND STREET FERRY PARK IN WILLIAMSBURG
IT IS A SMALL AND QUIET PARK BY THE EAST RIVER AT THE FOOT OF GRAND STREET EASY REACH WITH “L” OR “J”
ONE STOP OVER FROM MANHATTAN.
(continua…)
AKA: also knows as
venerdì, 24 aprile 2009
a cura di Luca Cordoni
Si è da poco conclusa la prima mostra collettiva ospitata alla Traffic Gallery di Bergamo che ha visto protagoniste le opere di sette giovani artisti di grande talento, reduci dalle rassegne d’arte contemporanea più vivaci a livello italiano ed europeo. Il nucleo nevralgico intorno a cui dialogano le opere degli artisti, è l’amplificazione e l’ambivalenza di significato che il reale assume in base al punto di vista da cui lo si osserva.
La saggezza del progetto sta nell’attualizzare uno sforzo di riflessione che risale ai tempi della polis greca, ma che l’uso intensivo della tecnologia odierna concorre ad alimentare. Il Platone dei dialoghi della maturità, ha infatti a lungo dibattuto sul rapporto gnoseologico ed ontologico esistente tra la trascendenza della perfezione delle idee e la mutevolezza del divenire proprio del reale.
Relazioni illegali ritenute normali
martedì, 21 aprile 2009
PER TAGLIARE RELAZIONI ILLEGALI NON BASTA LA VOLONTA, NECESSITA LA COSCIENZA installazione 1,50 X 200cm; motosega, carta, spugna, legno.
di Rosaria Iazzetta
Se le relazioni tra politica e criminalità organizzata si fortificano con gli anni è perche si trova terreno fertile per i guadagni di entrambe le parti. Come una pianta fà con le sue radici, così le loro poltrone di incontri e riunioni instaurano relazioni sotterranee di legami indissolubili.
(continua…)
FRANCESCO BRUGNETTA: AUT-LET
sabato, 21 marzo 2009a cura di Gabriele Marazzina & Mirko Paternò
Apre presso la Sala Civica degli Outlets di Vicolungo (NO) una nuova sede espositiva dedicata all’arte contemporanea.
L’outlet è per antonomasia un luogo di passaggio, un luogo estraneo al territorio circostante e un luogo di consumo economico, visivo e acustico.
Forse, fra i non luoghi è quello che meglio rappresenta il sentimento del contemporaneo nella civiltà occidentale di questo momento storico e quindi risulta una sfida affascinante il voler portare l’arte, intesa come riflessione sullo spazio e sul tempo, all’interno dell’outlet.
È intenzione dei curatori presentare una serie di mostre sui vari temi che si incentrano sul sito “outlet” in rapporto con l’ambiente, con l’individuo, con la serialità, con il consumo e con il transito.
Dear Yanbuki friends and partners in trash adoration
giovedì, 19 marzo 2009
we are almost there….in one month THE 13 DAYS OF WASTE MARKET will open at the SECRET PROJECT ROBOT art space. It is my third and final solo show after BYE BYE THROWAWAY SOCIETY (1991) and PACKAGING INFERNO (1993)…
(continua…)
Fotografando: dalla Mec art al digitale
giovedì, 12 marzo 2009
a cura di Luca Cordoni
Inaugurare una biblioteca dall’aspetto avveniristico dalla struttura in metallo e vetro, con una mostra fotografica di grande richiamo, non può che essere un augurio di lunga e felice vita per un istituto culturale. Siamo a Nembro, comune popoloso della Bassa Valle Seriana, in provincia di Bergamo.
Il curatore Francesco Lussana ha ripercorso il filo della storia recente della fotografia dagli anni Sessanta fino ad oggi, concentrando l’attenzione sulla resa meccanica dell’immagine e sul carattere squisitamente tecnico dei risultati artistici.
Il sogno è dentro di noi
mercoledì, 25 febbraio 2009
di Ivana Porcini
Peeeeee: uno sberleffo con la lingua di Menelik. E’ questo il disegno scelto dalla galleria Di Marino per presentare la nuova personale di Marco Raparelli, Il futuro non è più quello di una volta, inaugurata a Napoli giovedì 12 febbraio.
Una mostra onirica, lasciata agli spazi mentali di colui che la visita, ma allo stesso tempo una mostra tutta da guardare. Con calma e con attenzione, sin dalla prima sala.
Qui l’impatto è violento e, nell’epoca aurea del “decorum” inseguito a tutti i costi, l’occhio si perde di fronte alla prepotenza delle immagini attaccate alle pareti. Disegni numerosi e di diverso taglio, su semplice carta. Donne e uomini brutti, grassi, pelati, sdentati che ci procurano fastidio per il loro essere inattesi; per il nostro essere impreparati.
(continua…)
Parole da Scampia
martedì, 27 gennaio 2009
Le parole di Rosaria Iazzetta suonano come un invito pacato alla partecipazione e all’esercizio della speranza soprattutto in un contesto come quello di Scampia ormai simbolo del degrado delle periferie.
Un piccolo esempio di quello che ciascuno di noi può fare per migliorare, un esperimento di arte pubblica ispirato ed impegnato che schiude all’arte nuove possibilità di intervento nel sociale.
Proposte XXIII
mercoledì, 14 gennaio 2009
di Elisa Lenhard
Mentre il 10 Settembre 2008 i fisici di tutto il mondo speravano di sciogliere alcuni tra i quesiti più misteriosi, fondamentali per il proseguimento dell’indagine scientifica attraverso l’acceleratore di particelle più grande e potente finora realizzato, negli stessi giorni, presso l’Accademia Albertina di Torino 8 artisti si riunivano per frequentare il workshop tenuto da Massimo Bartolini, omaggio a tale straordinario traguardo scientifico.
