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Parole da Scampia

martedì, 27 gennaio 2009

 

Le parole di Rosaria Iazzetta suonano come un invito pacato  alla partecipazione e all’esercizio della speranza soprattutto in un contesto come quello di Scampia ormai simbolo del degrado delle periferie.
Un piccolo esempio di quello che ciascuno di noi può fare per migliorare, un esperimento di arte pubblica ispirato ed impegnato che schiude all’arte nuove possibilità di intervento nel sociale.

Proposte XXIII

mercoledì, 14 gennaio 2009

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di Elisa Lenhard
Mentre il 10 Settembre 2008 i fisici di tutto il mondo speravano di sciogliere alcuni tra i quesiti più misteriosi, fondamentali per il proseguimento dell’indagine scientifica attraverso l’acceleratore di particelle più grande e potente finora realizzato, negli stessi giorni, presso l’Accademia Albertina di Torino 8 artisti si riunivano per frequentare il workshop tenuto da Massimo Bartolini, omaggio a tale straordinario traguardo scientifico.

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2009, EPILOGUE OF THE WASTE YEARS

lunedì, 12 gennaio 2009

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di Rolando Politi
BOTTOM FEEDERS, WASTE MONGERS, TRASH PICKERS, FOUND OBJECTS FREAKS AND ALL WORSHIPPERS OF  GARBAGE AT LARGE, THIS IS IT!!! CHANGE IS ON THE WAY. 

THE SELF VANQUISHING PROPHECY BELIEVED BY ALL YANBUKIS ABOUT THE DAWNING OF A NEW AGE WITH VERY VERY SCARCE WASTE FREELY AVAILABLE FOR THE TAKING

WILL BECOME REALITY SOONER THAN WE THINK!!!

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Dearest yanbukis from all over the world and from all faiths!!!

venerdì, 9 gennaio 2009

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di Rolando Politi
This year in our ever changing and decaying urban landscape in NYC we saw less many less trashed trees than previous  years.
A good sign possibly meaning less purchases of real trees more use of recycled trees and other symbols of the winter festival season.
The global depression has helped to curb this kind of excess waste which last year reached ridiculous heights when i  witnessed
and picked up abandoned trees ONE DAY BEFORE CHRISTMAS, not to mention a few more on christmas day!
At least this year trees only started to fill up the pavements a few days after…
a best wish for a grand 2009 to all af you…
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Come un rumore insituabile

venerdì, 28 novembre 2008

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a cura di Luca Cordoni
Lo Studio Vanna Casati, Via Borgo Palazzo 42 Bergamo, ha di recente ospitato la doppia personale di Clara Luiselli e Nicoletta Freti dal titolo come un rumore insituabile.
Lo spazio della Galleria è stato sapientemente pensato e vissuto per creare un ambiente/corpo: il piano terra costituisce il tessuto celebrale del pensiero, quello che ci permette di relazionarci, quello inferiore l’intestino, la parte viscerale, che va a volte zittito.
Lavorare a due mani significa per le artiste mantenere inalterate le proprie specificità, tenendo fede ad un principio comune: invadere lo spazio, considerandolo come un contenitore di opere da fruire ma anche di vuoto da creare.
Le etichette contano nella misura in cui centrano il bersaglio e l’artista si riconosce in esse; credo per entrambi le artiste si possa parlare di arte relazionale-esperibile.
L’installazione Calotta dell’affermata artista di Clusone Clara Luiselli è posta al centro del locale di entrata e pare che da essa nasca un’energia misteriosa che pervade lo spazio tutto della Galleria. Molti fili di nylon sorreggono e sostanziano una sorta di emisfero cranico posto a mezz’aria, anzi ai 168 centimetri dell’artista che ha calibrato su di sé l’opera: calotta come contenitore di pensieri ed emozioni che vibrano come i capelli/fili ad un soffio di vento e che terminano in due delle infinite possibili conclusioni.
Da una parte serve uno sgabello per vedere la fine di un pensiero, in questo caso immagini corrispondenti ad un gruppo di foto piccolissime poste all’altezza del soffitto. L’artista ha reso difficile la visione/comprensione del contenuto delle sue foto personali, in modo che il fruitore fosse il vero protagonista di un’intenzione conosciti

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L’altra terminazione nervosa si conclude nella stanza adiacente in una sorta di antenna che trasmette l’energia prodotta nello spazio. L’invito è a partecipare, alzandosi sulla punta dei piedi o piegandosi sulle ginocchia, a secondo dell’altezza, sentendosi protagonista di un’esperienza semplice quanto intimamente eccitante: prolungare i pensieri dando loro sfogo e misura nello spazio.
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Lampi, fulmini ed inquietudini tedesche

martedì, 18 novembre 2008

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di Serena Zanaboni
A Monaco di Baviera, fino al 22 febbraio presso la Lenbachhaus, la piú grande rassegna di opere dedicata al fondatore dell’Astrattismo ovvero Wassily Kandisky ( Mosca 1866 – Parigi 1944).
Pensata come retrospettiva internazionale in tre tappe insieme al centre Pompidou di Parigi e al museo Peggy Guggenheim di New York, vede Monaco come prima stazione, dove  90 dipinti analizzano in particolare il periodo 1908-1914.
Pioniere della modernitá, Kandisky creó una nuova arte basata sul linguaggio del colore, usando le proprietà emozionali di ogni tono, alla costante ricerca dello spirituale in arte.
Trampolino di lancio e nocciolo d´ispirazione non è piú la realtá materiale ma la ricerca dell´essenza spirituale nascosta dietro le apparenze della contingenza.
Il bello diventa ció che risponde a una necessitá interna e non piú solo ció che riproduce mimeticamente gli elementi  del reale, in un rinnovamento non solo contenutistico e teorico ma anche formale.
Linee, vortici e gorghi di colori dotati di respiri ampi, colorati, insieme monumentali e leggeri nel loro scorrere veloce sulla tela, dove ogni riferimento spaziale e oggettivo perde ogni obbligo di essere.
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Viatico a Torino

giovedì, 13 novembre 2008

Guarda il video della XV edizione di Artissima

L’occhio Stenopeico

venerdì, 17 ottobre 2008

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di Luca Cordoni
La disarmante semplicità di questa professione di fede e rispetto verso il divenire temporale nella ricerca della resa dell’esistente, ben si concilia con lo spirito di essenzialità che anima i non pochi estimatori della fotografia stenopeica.
Chi parla è chi espone i propri lavori intrisi di tempo e di mistero: il fotografo bergamasco Danilo Pedruzzi, che ha presentato una selezione dei suoi scatti stenopeici degli ultimi cinque anni al Caffè Letterario di Bergamo, ormai acclarato motore di ricerca e di promozione delle più vivaci tendenze celebrali bergamasche.
La mostra si divide in due sezioni in bianco e nero, distinte per soggetto e diversità dell’approccio fotografico. Sulla parete di destra, antistante il bar, è in scena la ricerca accuratissima fatta in studio, della resa del chiaro e scuro dei fiori, ottenuta con tempi di esposizione biblici: 55 secondi, quanto necessita il materiale foto sensibile, in questo caso una lastra “tipo polaroid”, ad impressionarsi e a restituire nella stampa a contatto un effetto vintage ed impolverato dal tempo che ha lasciato il peso ineluttabile del suo passaggio.

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Dearest Yanbukis near and far!

lunedì, 15 settembre 2008

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This Fall we are featuring “Art Cans” in the big filthy city which is steadily cleaning up its act also thanks in part to the “Art Cans”. The attached image was taken in front of a building on 2nd street in the lower east side, nyc.
thanks to yanbuki photographer barbara gentile. The fluorescent yellow paint and the swiss cheese holes pattern are recognizable for a long distance. Ever since they have been set up to service the waste resource needs of this building, residents and passerbyes have been much more respectful in their handling of waste into them!
Expect to see more “artsy garbage cans” mushroom this fall particularly in the downtown east village area. The cans, the cages, the kiosks can all be originally decorated by an artist or a group of artists. This is a good focus where one can be both pragmatic and creative. (continua…)

Viatico n.48

sabato, 31 maggio 2008

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Appena uscito l’ultimo numero di Viatico (n. 48 maggio-giugno 2008) sempre ricco di novità e di sorprese.
In Copertina “The Past is History”, ovvero mega collettiva di artisti ingelsi presentata al Changing Role di Roma (part 1) e di Napoli (part 2) rispettivamente il 28 e il 30 maggio. Uno spaccato davvero interessante sulle ultime proposte della British Art a cura di Zavier Ellis e Samuel Rumley. Da non perdere!
Nel Paginone un progetto che sicuramente farà parlare di se, si tratta di “The First Circle”, ultima geniale trovata di Diego Canato, giovane e talentuoso artista torinese. Curatrice della mostra Elisa Lenhard, galleria Il ritrovo di Rob Shazar, fantastico spazio dell’arte contemporanea a S. Agata dei Goti in provincia di Benevento, a partire dal 24 maggio fino al 13 luglio. Non mancate!

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