Avanguardia e déjà-vu

Palombino

di Annalisa Palombino
Tra citazioni urlate in faccia dei grandi maestri dell’arte moderna e contemporanea, tra dilettantistici “paesaggi”,“vedute” e “nature morte”, tra i capricci di ricche signore venute ad acquistare un pezzo di curriculum vitae c’era, alla Biennale di Firenze di quest’anno, qualcosa per cui valeva la pena di andarla a vedere. C’era qualche opera  sgorgata dall’anima, nata da una visione. C’era qualcosa di fresco.
Le opere (acrilici e tecniche miste su tela) di Monique Wolbert, artista olandese, trasportano immediatamente in un mondo dai contorni sfumati in cui figure da un sorriso ironico e disincantato sono immerse nel piacere dell’ozio; non c’è tempo né uno spazio preciso: sono nella pura dimensione dell’essere. Marmelade (acrilico su tela) della danese Jeannie Bolund, è la visione di un mondo interdimensionale tra il mistico e il fiabesco, dipinto con  colori caldi e luccicanti che fa vibrare immediatamente nell’anima di chi guarda le corde della gioia. Nel suo Cybermagnetic time travel (tecnica mista su tela) l’americana Lana Sokoloff riversa direttamente, senza la mediazione di pennelli, l’energia che ha raccolto in un viaggio nel futuro in cui ha visto la crosta terrestre sciogliersi per riformarsi in base a nuovi codici come sono nuovi e sorprendenti i suoi accostamenti di colori.
Quest’aria di novità si condensa fino ad assumere la solidità di un manifesto nelle opere esposte dal napoletano Rolando Attanasio. Artista eclettico, con un curriculum che include prosa, critica, poesia, recitazione, regia teatrale e altro ancora, Attanasio ha scelto di portare a Firenze due lavori di computer art. Manifestando nella sua vita il principio dell’arte come ricerca continua Attanasio ha, nelle sue numerose personali degli ultimi vent’anni, esposto tele in cui si è cimentato con le tecniche più varie. Ha tuttavia ritenuto che alla Biennale di Firenze 2011 due stampe digitali su carta fotografica fossero non solo più rappresentative della sua poetica ma si distinguessero, come è  solito del nostro artista, nel “fare breccia” verso un’arte nuova.
Y2k200042 potrebbe essere l’evoluzione, potrebbe essere il frutto di Symbolico esposto a Napoli in una personale del giugno 2011 dal titolo Alchimia & Simbolismo. In Symbolico (tecnica mista su tela) c’è una visione, un’immagine onirica che si sovrappone alla realtà o meglio il sogno, l’idea da cui nasce la realtà; vi sono sparsi simboli che sono come semi, potenziali di creazioni. In Y2k200042 (stampa digitale su carta fotografica) la nuova realtà è nata: l’uomo nuovo emerge dalle acque primordiali con la pelle intrisa di simboli, informazioni genetiche che gli permetteranno di adattarsi alla nuova Terra. La nuova Terra è trasparente, cristallina: riflette ogni cosa conservando l’integrità. Leggiamo le parole dell’artista stesso: “…l’uso di mezzi comunicativi come il digitale e la computer art che interagisce con le tecniche antiche e la filosofia portante nel modo di intendere lo spazio, il tempo stesso, l’Armonia e le forme. […] L’arte si rivolge alle profondità del Sé eterno, puro e immutabile […] guardando allo spazio lontano, alle mete irraggiungibili sia fisiche che spirituali […]. E’ nata l’Ultrametafisica.”

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