Da raw books a toon books

art-spiegelman-the-new-yorker-saint-valentin-1993.jpg 

di Luca Cordoni
Fondata nel 1981, la Galleria Nauges ha sede oggi a Milano, nella centralissima zona che si trova tra il Castello Sforzesco e Brera, area godibilissima per le curiose passeggiate domenicali. L’attività della storica Galleria si è concentrata inizialmente a proporre artisti di comunicazione: celebri i nomi di Emanuele Luzzati, Andera Pazienza, Jean Michel Folon, Hugo Pratt, per poi sviluppare una propria collana editoriale, davvero ben curata, dedicata alla pubblicazione di una serie dei grandi classici della letteratura, illustrati da maestri dell’immagine tra i quali Milo Manara, Guido Crepax, Altan e Roberto Perini.

Il 3 Settembre si è inaugurata una mostra antologica dedicata ad Art Spiegelman, maestro fumettista statunitense celebrato a livello mondiale nel 1992, con lo Special Award del Premio Pulitzer, per il graphic novel Mouse, successo editoriale planetario con il suo milione di copie vendute.

art-spiegelman-in-the-shadow-of-no-towers.jpg 

Come a volte capita, all’interno della produzione artistica di un autore, il raggiungimento di un livello sublime e forse mai più avvicinabile, consegna di fatto la sua fama popolare all’opera unica. Art Spiegelman, presente a Milano per l’inaugurazione della sua personale, ai microfoni di Enrico Deaglio e del corrispondente di Repubblica Michele Tavola, rivela la sua grande ammirazione per il mensile italiano di fumetti Linus, che a suo dire, avrebbe fatto comprendere l’importanza dell’arte del fumetto prima in Italia che in America. Il progetto della mostra “Da Raw Books a Toon Books”, fatto in collaborazione con la Galerie Martel di Parigi, si pone l’obiettivo di restituire l’opera omnia dell’artista con più di cinquanta opere tra disegni, bozzetti e schizzi preparatori. La Galleria che nel 2003 ospitò una sua personale dedicata alla graffiante produzione grafica delle copertine per il settimanale New Yorker, traccia ora un percorso circolare sulle sue pareti, che rendiconta, coprendo un arco temporale che va dal 1972 al 2008, l’evoluzione del suo non stile: l’artista così chiosa nell’intervista rilasciata a Domenico Rosa de Il Sole 24 Ore, «Non ho mai cercato di trovare, di avere uno stile, di costruirmi uno stile, per poi proteggerlo. I miei interessi sono molto vari e lo stile è solo la superficie del contenuto di un mio lavoro». Sulla parete di destra fanno capolino le sopraccitate copertine, che documentano il periodo 1993-2003, passato a leggere i fatti della storia e a sintetizzarli sulla prima pagina del famoso periodico americano, da cui si toglierà a causa di una linea editoriale a dir suo ammorbidita. Celebre è St. Valentine’s day, copertina che fece scandalo, perché osò ricomporre la tragedia di alcuni incidenti razziali, raffigurando il bacio tra un ebreo e una donna di colore. Questo è il fumettista corsivo che disegna avvertendo l’urgenza di farlo, partendo da sentimenti come la rabbia, l’indignazione e la volontà riparatrice. Accanto, trovano spazio i fumetti di Raw, magazine da lui fondato nel 1980, che diede vita alla sua opera più celebre: Maus A Survivor’s Tale che gli permise di sdoganare l’arte del Comic dal puro intrattenimento, rendendolo un’autorevole chiave di lettura della realtà. Proseguendo in senso orario, troviamo forse la radice eziologica della mostra: la bellezza dei lavori preparatori supera a volte quella del risultato finale. Sono in genere 4/5 le fasi elaborative che precedono la visione finale della narrazione. Ecco i lavori dedicati all’illustrazione di Mr. Vertigo e The New York Trilogy, romanzi dell’amico Paul Auster; oppure quelli per il fumetto Daed Dick, bozzetto che accoglie la suo interno una bella serigrafia. Sono presenti in mostra i disegni relativi alle tavole dedicate all’11 Settembre, vero banco di prova tecnico per l’artista che si dovette confrontare per la prima volta con un formato cartaceo molto grande. In the Shadow of No Towers è il titolo originario dell’opera che Art dedica alla recente tragedia nazionale. Emblematica è la copertina pubblicata sul New Yorker che raffigura con un’immagine di notevole sintesi le ombre delle torri ormai inesistenti. Sulla parete di sinistra accanto ai famosi fumetti di Mouse, che restituiscono la storia della Shoa disegnandone i carnefici come gatti ossessionati e le vittime come topi braccati, viene data testimonianza dell’attuale impegno editoriale che vede l’artista affiancato alla moglie Francoise Mouly: la serie Little Lit (piccola letteratura) collana dedicata ai bambini. A compendio della mostra è presente un contributo video realizzato dal regista Benoit Peeters per la tv francese Arte, che ripercorre la biografia dell’artista con una serie di interviste.

Art Spiegelman
DA RAW BOOKS A TOON BOOKS
3 settembre – 17 ottobre 2009 

Galleria Nuages
Via del Lauro, 10
20121 Milano
Tel. 02 72004482
Metro 1: Cairoli/ Metro 2: Lanza
Orario: 14 – 19
il sabato:10 -13 / 14 – 19
chiusura festivi e lunedì
http://www.nuages.net/
nuages@nuages.net

Un Commento a “Da raw books a toon books”

  1. Sergio Tasca scrive:

    disse rispetto a Luca Cordoni … scrive come un sarto che lavora per la grande distribuzione con la passione di un artigiano.
    Come sempre non riuscirò a recarmi alla Nuages di turno, ma Luca aiuta a tenere alta la voglia.
    Grazie e buona continuazione
    Sergio Tasca

Lascia un Commento