Degli uomini selvaggi e d’altre forasticherie

5653_chia-v.jpg 

La fantasia è una “correzione della realtà”;
non gioca con essa, se ne sottrae;
trova nel presente un’occasione per risvegliare i desideri dell’invisibile.
Marc Augè, La guerra dei sogni, esercizi di etno-fiction. 

a cura di Viviana Siviero, da un’idea di Karin Andersen
Un nutrito gruppo di figure note a livello nazionale e internazionale, scelto specificatamente in base all’attinenza della loro ricerca poetica in relazione ai temi affrontati, è stato invitato, insieme ad un altro gruppo di artisti emergenti, impegnati perlopiù in realizzazioni site specific, ad esporre i propri lavori, col l’intento di colmare quel vuoto riguardante la figura teriomorfa e fitomorfa, in tutte le sue possibilità ed attualizzazioni, che attraversando altri temi ed altri tempi, giunge alla trattazione approfondita di tematiche antiche quali l’uomo selvatico animale  e silvestre, direttamente collegato ad una concezione di contesto primigenio, col quale l’uomo è in rapporto di ibridazione reciproca.

I lavori che scaturiranno da questa tematica complessa verranno raccolti in una mostra, fortemente radicata sul territorio, col quale, come è necessario che sia, crea un legame speciale ed unico: è l’ambiente ad aumentare la leggibilità dei lavori raccolti e allo stesso tempo è il gruppo di opere a rendere ancor più leggibile ed amichevole un circostante troppo spesso dato per scontato.

savage-men-in-the-city21.jpg

La dialettica fra civiltà umana e natura si concretizza in un’interessante categoria mitografica: quella dell’”Uomo Selvaggio”, ovvero colui (o colei) che vive lontano dagli insediamenti umani, a stretto contatto con la natura, rifiutando (e talvolta ignorando) il sistema di convenzioni sociali, economiche e culturali che siamo abituati a definire come civiltà e progresso.
Il mito dell’Uomo Selvaggio si manifesta in contesti culturali diversi, con una notevole varietà di caratteristiche e connotazioni e rivestire una grande varietà di ruoli e valenze:  uomo-animale, uomo-vegetale, divinità, mostro, santone, demone, sciamano, trickster, guaritore, eremita, (auto) emarginato, naturista, buffone, stregone, troglodita, saggio, santo, veggente, maniaco sessuale, rapitore di bambini, antropofago, fino ad essere considerato come un pericolo pubblico (vi sono testimonianze antiche di esecuzioni pubbliche di Uomini Selvaggi, mentre intorno al 1800 in Germania il termine “uomo selvaggio” / “Wilder Mann” veniva adottato come sinonimo per “criminale pazzo”); al contrario, spesso, il termine connota un essere incontaminato dalle corruzioni della civiltà, vicino all’idea del “buon selvaggio” ottocentesco. Il corrispettivo-modello animale per l’uomo selvaggio è più frequentemente l’orso, in alcuni casi è riconducibile alle sembianze delle scimmie antropomorfe e dei primati (“orang utan” significa “uomo selvaggio” in malese); viene inoltre spesso associato con figure mitologiche come i satiri, fauni e sileni.
Sostanzialmente si possono individuare diverse tipologie ricorrenti di Uomini Selvaggi, come ad esempio, figure mitologiche e fantastiche dell’immaginario collettivo internazionale, creature antropomorfe selvagge nate da un connubio fra mitologia, folclore e cripto zoologia, come il celebre Yeti (Himalaya) o il Bigfoot (USA)ma soprattutto i miti che si manifestano soprattutto in rituali e spettacoli nel periodo del Carnevale ed evidenziano forti legami col territorio: Salvanèl, Salvàn, der Wild Monn, Sambinello, Om Selvadech, Salvàn, Selvadeg, il Bilmòn, l’Òm da l bòsch, l’Òm Pelòs…
Si può spaziare ancora fino ai soggetti umani con una particolarità fisica. Prima fra tutte, il fenomeno dell’ipertricosi, che conferisce alla persone affette un aspetto animale e selvaggio e finisce in molti casi per trasformarle in emarginati, oppure in fenomeni da circo, gli uomini (oppure figure mitologiche) che subiscono una condanna o penitenza ed infine persone che scelgono liberamente di abbandonare la civiltà umana e di vivere nella natura, per causa di una particolare situazione sociale o psicologica.
Gli artisti, tenendo presenti questi particolari studi antropologici, sono intervenuti sui differenti temi, riuscendo ad approfondirli con l’apporto della loro particolare dote sensibile, creativa ed originale.

Degli uomini selvaggi e d’altre forasticherie
a cura di Viviana Siviero, da un’idea di Karin Andersen

Lab 610 XL, Loc. Servo di Sovramonte (BL)
In collaborazione con De Faveri Arte, Feltre.
dal 19 luglio al 31 agosto 2009.
Inaugurazione Sabato 18 luglio 2009 ore 16
A seguire, domenica 19 luglio ore 11, passeggiata pubblica con gli artisti, alla ricerca dell’uomo selvaggio.
Info: 335 8035597 / 0439 98508

Karin Andersen, Paolo Angelosanto, Anonymous Art, Silvia Argiolas,Gabriele Arruzzo, Alessandra Baldoni, Alessandro Bavari, Bruno Benuzzi, Zaelia Bishop, Stefano Bolcato, Corrado Bonomi, F.lli Calgaro, Christian Castelnuovo, CC.CollettivoCavazora, Juan Carlos Ceci, Gianni Cella, Sandro Chia, Andersen Cilius, Marco Cingolani, Corina Cohal, Constantin, Carlo Cremaschi, Vanni Cuoghi, Fulvio Di Piazza, Francesco de Grandi, Ericailcane, Tobias Feltus, Nicola Genovese, Massimo Giacon, Daniele Giunta, Göla, Christian Ghisellini, Robert Gligorov, GRAL, Giuliano Guatta, Fabiana Guerrini, Silvia Idili Sena Yoon, PierPaolo Koss, Chiara Lecca, Franco Lo Svizzero, Vincenzo Marsiglia, Luigi Mastrangelo, Elena Monzo, Nero, Luigi Ontani, Ivan Piano, Serena Piccinini, Vettor Pisani Marco Prestia, Stephanie Portoghese Amstrong,Simone Racheli, Elena Rapa, Christian Rainer, Stefania Ricci, Stefano Ricci, Roxy in the Box, Andrea Salvino, Sandy Skoglund, SQUP, Cosimo Terlizzi, Silvano Tessarollo, Fiorenzo Tomea, Silvia Vendramel, Ottokar Von Landwher, Dania Zanotto.

Catalogo con testi inediti di Karin Andersen, Massimo Centini, Roberto Marchesini e Viviana Siviero
 

Lascia un Commento