Dialogo #1

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PIETRO FORTUNA, Senza titolo, 2009, fotografia su carta, cm. 30×24

Con Dialogo #1 la galleria Cardelli & Fontana inaugura un nuovo ciclo di mostre in occasione della sesta edizione del Festival della Mente di Sarzana.
Aprono la serie Pietro Fortuna e Stefano Bonacci, artisti che appartengono a generazioni diverse, con una formazione e un  percorso altrettanto differenti e singolari. E proprio da questa marcata individualità che è nata l’idea di mettere a confronto i rispettivi impianti teorici e le soluzioni formali che si possono riscontrare nelle opere ambientate nelle due sale della galleria ligure.

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STEFANO BONACCI, Sopra e sotto, 2008, anilina e stampa inkjet su carta rosaspina, cm.30×21

L’intera opera di Pietro Fortuna vuole rivendicare la capacità di essere pura testimonianza di un atto di responsabilità attraverso la resa di uno sguardo irriducibile alla parola, una frontalità incapace di  contenere l’irreparabilità del reale. Un pensiero improduttivo, dunque, che si sottrae all’enfatizzazione della promessa e che ritorna ad essere cosa, libero dal condizionamento dei modelli letterari o  ideologici.
Fortuna scomunica l’immagine non perché ha fede nella funzione semantica dell’astrazione, ma perché dell’immagine rifiuta la logica rappresentativa, l’ambizione a “stare per altro”, a voler essere “troppo” rispetto al “poco” di cui si compone l’essenza ultima degli oggetti. (Maurizio Marrone)

In Stefano Bonacci il pensiero speculativo investe le problematiche che riguardano l’artificialità, il rigore metodologico, l’uso della geometria e della proporzionalità di derivazione classico- rinascimentale. L’elaborazione e l’uso di differenti tecniche sono adottate secondo lo specifico dell’opera;  la considerazione di questi fattori induce l’artista ad un modus operandi generatore di un percorso che se può apparire di una rimproverabile incoerenza stilistica, questa nel tempo diviene elemento di forza, di rinnovamento e di libertà.

Pietro Fortuna nasce a Padova nel 1950 e vive tra Roma e Osa in Umbria. Studia architettura e filosofia e ancora giovanissimo collabora a importanti realizzazioni sceniche per il San Carlo di Napoli, La Scala di Milano e la Fenice di Venezia. Nel 1977 si tiene la sua prima mostra personale alla galleria Cannaviello di Roma, poi è presente a Milano dal ‘78 all’ ‘83 con altre personali da Luigi De Ambrogi, Luciano Inga-pin e Massimo Minini, quindi con la sua prima personale a New York da Serra e Di Felice.
Negli anni successivi espone alla XVI Biennale di San Paolo, alla Pinacoteca Comunale di Ravenna con “Italiana: nuova immagine” a cura di Achille Bonito Oliva, e alla Galleria Comunale d’Arte Moderna di Bologna con “Anni ‘80” a cura di Renato Barilli, poi alla Galleria d’Arte Moderna di San Marino e alla XII Biennale di Parigi. Si susseguono molte esposizioni in gallerie e musei internazionali come alla Annina Nosei Gallery di New York, alla Otmar Triebold di Basilea, la Montenay-Delsol di Parigi, alla Ville Arson a Nizza, alla Kunstler House di Graz e al Frankfurter Kunstverein di Francoforte. In Italia è presente con la Galleria Giuliana de Crescenzo di Roma, Eva Menz e l’Ippolito Simonis di Torino e lo Studio Guenzani di Milano. Negli anni ‘90 realizza nuovi cicli di opere con installazioni e lavori di grande formato con cui è presente in “Cadenze” a cura di Pier Giovanni Castagnoli al Museo d’Arte Moderna di Caracas, al Palais de Glace di Buenos Aires e al Museo d’Arte Moderna di Bogotà. Inoltre espone alla Galleria d’Arte Moderna di S.Marino con “Italia-America, l’astrazione ridefinita” a cura di Demetrio Paparoni, poi al museo Pecci di Prato in “Randevous des amies” a cura di Bruno Corà e “Lavori in corso” alla Galleria Comunale d’Arte Moderna e di Roma.
Dello stesso periodo tra le varie personali si ricordano le esposizioni da Hanna Feldman a Zurigo, alla Nuova Pesa di Roma e a Le Carré Musée Bonnat, Bayonne. Nel 1996 come emanazione delle sue teorie sull’idea di comunità fonda “Opera Paese” un luogo in cui si incontrano importanti figure dell’arte, della musica, e del pensiero, da Philip Glass a Jan Fabre, da Pistoletto a Carlo Sini, da Kounellis a Gija Kancheli. Dal 2000 al 2007 seguono molte personali tra cui quelle al Palazzo del Capitano del Popolo di Todi, alla Nuova Pesa, allo studio Stefania Miscetti e alla galleria Giacomo Guidi di Roma. Inoltre espone a “Matema” al Watertoren Centre for Contemporary Art di Vlissingen, a “Exempla II, arte Italiana nella vicenda europea 1960-2000” a cura di Bruno Corà, alla Pinacoteca Civica di Teramo e ancora al CAMEC-Centro per l’Arte Moderna e Contemporanea di La Spezia con “Enclave 1”, quindi nel 2006 alla “XII Biennale Internazionale della Scultura” di Carrara.

Stefano Bonacci nasce a Perugia nel 1971 dove vive e lavora.
Si diploma in pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Perugia nel 1995. Nel 1997 frequenta il Corso Superiore di Arte Visiva della Fondazzione Ratti con Allan Kaprow. Nel 1998 è assistente presso l’Halifax School of Integrated Arts e collabora con l’Henry Moore Studio di Halifax . Si dedica in questo periodo allo studio dei rapporti tra geometria e natura, realizzando opere site-specific in musei, parchi e siti storici. Nelle realizzazioni più recenti appare un costante interesse per il rapporto spaziale e geometrico delle forme con l’ambiente naturale, rivelando un particolare interesse verso le proporzionalità e le armonie di derivazione classica.
Dal 1999 è docente all’Accademia di Bellearti di Perugia dove attualmente insegna Installazioni multimediali.
Tra le più recenti esposizioni ricordiamo nel 2008 “Parkhaus”, alla Kunsthalle di Düsseldorf; “Migrazioni d’arte contemporanea” alla Rain Gallery, Fabrica 798, Pechino e la partecipazione alla “XV quadriennale di Roma”. Nel 2007 installa un’opera permanente al Palazzo Comunale di Spoleto. Espone, a cura di Aldo Iori, a Trevignano Romano e con “Terra di Maestri”, a cura di G. Bonomi, alla Villa Fidelia, Spello.
Nel 2006 partecipa al “Premio del Golfo”, a cura di Bruno Corà, CAMEC-Centro per l’Arte Moderna e Contemporanea di La Spezia e, sempre a cura di Corà, alla “XII Biennale Internazionale della Scultura” di Carrara. Nello stesso anno espone a “1:1” (con Chris Sacker) alla galleria Formentoni, Milano; al Stamford Arts Centre (UK); a “Angels”, Tribe, Ossaia di Cortona; “Accueil”, a cura di Aldo Iori, Studio Schomber, Roma e a “Heavenly Bodies”, a cura di Michael Shaw, Burghley Sculpture Garden, Stamford (UK).

TITOLO MOSTRA: Dialogo #1
ARTISTI: Pietro Fortuna e Stefano Bonacci
LUOGO:  Cardelli & Fontana artecontemporanea
Via Torrione Stella Nord 5, Sarzana (SP)
DATA:  31 agosto – 3 ottobre 2009
ORARIO: da martedì a sabato 9,30–12,30 / 17-19,30 lunedì 17-19,30
chiuso la domenica (aperto domenica 6 settembre)

Un particolare ringraziamento a Giacomo Guidi Arte Contemporanea, Roma

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