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	<title>Commenti a: Eco-balla</title>
	<link>http://www.viatico.org/eventi/eco-balla/</link>
	<description>Blog d'Arte e Cultura contemporanea - Since 1996</description>
	<pubDate>Wed, 07 Jan 2009 05:19:10 +0000</pubDate>
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		<title>Di: giuliano</title>
		<link>http://www.viatico.org/eventi/eco-balla/#comment-99</link>
		<author>giuliano</author>
		<pubDate>Wed, 23 Apr 2008 23:44:04 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.viatico.org/eventi/eco-balla/#comment-99</guid>
		<description>citando pakko, dovrei dire "Giuliano da Giugliano"?
non mi sento...  non ci sto.
non mi sento per appartenenza ideologica e culturale 
(forse sarebbe meglio dire Aculturale nel senso latinista del termine)
non ci sto ne fisicamente, ne per appartenenza... in questo caso lo dico con orgoglio; non voglio appartenere ad una provincia becera e bigotta, ad un provincialismo strisciante e addormentante allo stesso momento.
Sono un cinquantenne che si potrebbe definire operatore culturale per il lavoro che faccio.
Ma a che prezzo?  al prezzo di essere scappato da Giugliano ormai molti decenni orsono, ma mantenendo per motivi familiari le radici sempre e ancora piantate a Giugliano; al prezzo di aver vergogna a volte della mia cittadinanza; al prezzo di voler guardare dal cannocchiale l'immobilismo della mia cittadina, al prezzo che lo starne lontano ti dava la possibilità di farsi scivolare addosso tutto il nulla che rappresentava.
Potrei ricordare le mie fughe da studente verso la città, verso la cultura, verso la vita.... Ve ne risparmio, posso soltanto dire che mi è costato sacrificio certo, ma posso anche dire citando Neruda.."confesso che ho vissuto".
Oggi da persona matura non me ne pento della scelta, ma resta in me il magone di non aver fatto niente per smuovere questa palude.
Sapere che qualcuno però lo fa, come Pino Faiello mi riempie di gioia.
Sapere che c'è qualcuno con materia grigia funzionante e che tenta di smuovere le acque.... beh ha tutto il mio appoggio morale, tutta la mia stima.
E se qualcuno, da vero servo della gleba di una classe politica, brucia un'istallazione cosi intelligente...   non sono altro che novelli preparatori del rogo su cui bruciare, come Giordano Bruno, le idee.
Ma come Giordano Bruno... le IDEE non muoiono.
Sappiatelo untorelli (scusate per la citazione) non riuscirete a piegare alla vostra stessa appartenenza, chi per fortuna ha intelligenza.
Se questa città sa esprimere arte, bisognerebbe saper far crescere voci fuori dal coro, bisognerebbe coltivarle come un frutto raro e "DOP", bisognerebbe curarla come una minoranza in via d'estinzione.
Ma già bisognerebbe prima far capire cos'è l'arte, quali valori può aiutarci a capire, quale emozioni può trasmettere, quale grido può esprimere.

Mi verrebbe di chiedere se mai hanno saputo cosa rappresentava il coro delle tragedie greche.

Un popolo che grida, un popolo che pensa, un popolo che urla agli scempi a cui assiste.

Questo dovremmo essere, e visto che non lo facciamo, lasciamolo fare almeno a qualcuno che per scelta non ha voglia di stare zitto.
Bravo Pino!!!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>citando pakko, dovrei dire &#8220;Giuliano da Giugliano&#8221;?<br />
non mi sento&#8230;  non ci sto.<br />
non mi sento per appartenenza ideologica e culturale<br />
(forse sarebbe meglio dire Aculturale nel senso latinista del termine)<br />
non ci sto ne fisicamente, ne per appartenenza&#8230; in questo caso lo dico con orgoglio; non voglio appartenere ad una provincia becera e bigotta, ad un provincialismo strisciante e addormentante allo stesso momento.<br />
Sono un cinquantenne che si potrebbe definire operatore culturale per il lavoro che faccio.<br />
Ma a che prezzo?  al prezzo di essere scappato da Giugliano ormai molti decenni orsono, ma mantenendo per motivi familiari le radici sempre e ancora piantate a Giugliano; al prezzo di aver vergogna a volte della mia cittadinanza; al prezzo di voler guardare dal cannocchiale l&#8217;immobilismo della mia cittadina, al prezzo che lo starne lontano ti dava la possibilità di farsi scivolare addosso tutto il nulla che rappresentava.<br />
Potrei ricordare le mie fughe da studente verso la città, verso la cultura, verso la vita&#8230;. Ve ne risparmio, posso soltanto dire che mi è costato sacrificio certo, ma posso anche dire citando Neruda..&#8221;confesso che ho vissuto&#8221;.<br />
Oggi da persona matura non me ne pento della scelta, ma resta in me il magone di non aver fatto niente per smuovere questa palude.<br />
Sapere che qualcuno però lo fa, come Pino Faiello mi riempie di gioia.<br />
Sapere che c&#8217;è qualcuno con materia grigia funzionante e che tenta di smuovere le acque&#8230;. beh ha tutto il mio appoggio morale, tutta la mia stima.<br />
E se qualcuno, da vero servo della gleba di una classe politica, brucia un&#8217;istallazione cosi intelligente&#8230;   non sono altro che novelli preparatori del rogo su cui bruciare, come Giordano Bruno, le idee.<br />
Ma come Giordano Bruno&#8230; le IDEE non muoiono.<br />
Sappiatelo untorelli (scusate per la citazione) non riuscirete a piegare alla vostra stessa appartenenza, chi per fortuna ha intelligenza.<br />
Se questa città sa esprimere arte, bisognerebbe saper far crescere voci fuori dal coro, bisognerebbe coltivarle come un frutto raro e &#8220;DOP&#8221;, bisognerebbe curarla come una minoranza in via d&#8217;estinzione.<br />
Ma già bisognerebbe prima far capire cos&#8217;è l&#8217;arte, quali valori può aiutarci a capire, quale emozioni può trasmettere, quale grido può esprimere.</p>
<p>Mi verrebbe di chiedere se mai hanno saputo cosa rappresentava il coro delle tragedie greche.</p>
<p>Un popolo che grida, un popolo che pensa, un popolo che urla agli scempi a cui assiste.</p>
<p>Questo dovremmo essere, e visto che non lo facciamo, lasciamolo fare almeno a qualcuno che per scelta non ha voglia di stare zitto.<br />
Bravo Pino!!!</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: kekkatz</title>
		<link>http://www.viatico.org/eventi/eco-balla/#comment-43</link>
		<author>kekkatz</author>
		<pubDate>Sun, 13 Jan 2008 16:34:38 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.viatico.org/eventi/eco-balla/#comment-43</guid>
		<description>“Rifiuti”
residuo di vita e di azioni, folgorati in ricordi di azioni e incontri, in intimi sollievi fra le mura dei domestici egoismi. Evanescenti e fuggenti non lascerebbero tracce di se se non accatatati agli angoli delle strade, rifiutati dalle coscienze. Come i sogni adolescenti prendono vita e realtà  solo quando sono compiuti. Sensi di colpa del nostro egoismo. I musei da secoli ne sono pieni..e sono chiamati "ricchezza" perchè testimoniavano la vita dei pochi. Adesso che sono i tanti,  anche la terra da cui provengono  li rifiuta per seppellirli e custodirli sotto coltri di balle per ammorbare le coscienze, i sensi di copla  e i ricordi e farli ritrovare, intatti a coloro che non sapranno che farsene e che ricorderanno, non potendo fare altro.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>“Rifiuti”<br />
residuo di vita e di azioni, folgorati in ricordi di azioni e incontri, in intimi sollievi fra le mura dei domestici egoismi. Evanescenti e fuggenti non lascerebbero tracce di se se non accatatati agli angoli delle strade, rifiutati dalle coscienze. Come i sogni adolescenti prendono vita e realtà  solo quando sono compiuti. Sensi di colpa del nostro egoismo. I musei da secoli ne sono pieni..e sono chiamati &#8220;ricchezza&#8221; perchè testimoniavano la vita dei pochi. Adesso che sono i tanti,  anche la terra da cui provengono  li rifiuta per seppellirli e custodirli sotto coltri di balle per ammorbare le coscienze, i sensi di copla  e i ricordi e farli ritrovare, intatti a coloro che non sapranno che farsene e che ricorderanno, non potendo fare altro.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Pakko</title>
		<link>http://www.viatico.org/eventi/eco-balla/#comment-34</link>
		<author>Pakko</author>
		<pubDate>Tue, 08 Jan 2008 13:08:45 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.viatico.org/eventi/eco-balla/#comment-34</guid>
		<description>Vivo a Giugliano...Ma non vivo Giugliano.
Appena posso scappo da questo posto.
Difficilmente mi sorprendo a pronunciare le parole "Sono di Giugliano".
Mi viene difficile, non ci riesco.
Niente senso di appartenenza...Solo vergogna.
Mi faccio forte della mia "Non considerazione" per la mia città.
Però Adesso stavo pensando...
Pensavo a Pino, Vincenzo, Francesco, Antonio...i miei amici.
Pensavo a qualche sabato fa quando sono scesi in piazza alle sette per tirare su "Ecoballa"...era freddo...
Io sono arrivato più tardi e li guardavo mentre lavoravano, mentre parlavano...Mi sentivo un pò Abatantuono in Marrakech ! Gli ho dato una mano...Ma ho fatto poco per loro.
Il punto è che forse loro non sanno quello che hanno fatto per me...
Eh, si...Io quel sabato mi sono "sentito" di Giugliano...
Per la prima volta...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Vivo a Giugliano&#8230;Ma non vivo Giugliano.<br />
Appena posso scappo da questo posto.<br />
Difficilmente mi sorprendo a pronunciare le parole &#8220;Sono di Giugliano&#8221;.<br />
Mi viene difficile, non ci riesco.<br />
Niente senso di appartenenza&#8230;Solo vergogna.<br />
Mi faccio forte della mia &#8220;Non considerazione&#8221; per la mia città.<br />
Però Adesso stavo pensando&#8230;<br />
Pensavo a Pino, Vincenzo, Francesco, Antonio&#8230;i miei amici.<br />
Pensavo a qualche sabato fa quando sono scesi in piazza alle sette per tirare su &#8220;Ecoballa&#8221;&#8230;era freddo&#8230;<br />
Io sono arrivato più tardi e li guardavo mentre lavoravano, mentre parlavano&#8230;Mi sentivo un pò Abatantuono in Marrakech ! Gli ho dato una mano&#8230;Ma ho fatto poco per loro.<br />
Il punto è che forse loro non sanno quello che hanno fatto per me&#8230;<br />
Eh, si&#8230;Io quel sabato mi sono &#8220;sentito&#8221; di Giugliano&#8230;<br />
Per la prima volta&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Pino Faiello</title>
		<link>http://www.viatico.org/eventi/eco-balla/#comment-33</link>
		<author>Pino Faiello</author>
		<pubDate>Mon, 07 Jan 2008 21:38:21 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.viatico.org/eventi/eco-balla/#comment-33</guid>
		<description>Constato con compiacimento che l’intento che mi sono proposto all’atto della ideazione e poi della realizzazione, dell’opera installazione “eco-balla”, è di gran lunga giunta a risultato. Si è attuato un percorso artistico di costruzione, discussione e distruzione proprio dell’arte che, però non ha fatto altro che rispecchiare quelli che sono le concezioni di una comunità, di una provincia ancora impreparata ad accogliere alcuni linguaggi dell’anima e che reagisce, lontano dal dialogo e dalle riflessioni, ancora attraverso atti istintivi primitivi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Constato con compiacimento che l’intento che mi sono proposto all’atto della ideazione e poi della realizzazione, dell’opera installazione “eco-balla”, è di gran lunga giunta a risultato. Si è attuato un percorso artistico di costruzione, discussione e distruzione proprio dell’arte che, però non ha fatto altro che rispecchiare quelli che sono le concezioni di una comunità, di una provincia ancora impreparata ad accogliere alcuni linguaggi dell’anima e che reagisce, lontano dal dialogo e dalle riflessioni, ancora attraverso atti istintivi primitivi.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Francesco</title>
		<link>http://www.viatico.org/eventi/eco-balla/#comment-32</link>
		<author>Francesco</author>
		<pubDate>Mon, 07 Jan 2008 10:45:02 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.viatico.org/eventi/eco-balla/#comment-32</guid>
		<description>in un mondo normale questo spazio sarebbe stato l'ideale foglio bianco su cui esprimere il proprio giudizio su un'opera d'arte
in un mondo normale in questo luogo inesistente avrei dovuto/potuto esprimere le mie perplessità per un Cristo indebito oppure la mia incondizionata ammirazione per la capacità di rendere mistica una costruzione che ti accarezza come un pugno in faccia
avrei potuto sindacare sulla scarsa maestosità dell'installazione o magari, al contrario, elogiarne per la tremenda imponenza
avrei potuto "chiedere" all'artista motivazioni sul cavalluccio o su ciò che mi pare
avrei potuto manifestare la mia riprovazione per questa cosa che vi ostinate a chiamare arte oppure mostrare il mio attonito contegno di fronte a questa rude bellezza.
Ed invece non resta che denunciare per l'ennesima volta la vittoria della prevaricazione, della stupidità di chi non rispetta neppure se stesso, della protervia elevata a stile di vita. 
Ma del resto se un partito politico che dovrebbe rappresentare la massima espressione della società civile e un guardiano del senso civico di una comunità ordina ai propri galoppini di imbrattare ciò che, volente o nolente, piacente o non piacente è pur sempre un'opera d'arte. cosa possiamo noi sperare per questa nostra terra?
Nessun futuro, nessuna redenzione. solo macerie e ferite su cui spargere il sale dell'oblio.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>in un mondo normale questo spazio sarebbe stato l&#8217;ideale foglio bianco su cui esprimere il proprio giudizio su un&#8217;opera d&#8217;arte<br />
in un mondo normale in questo luogo inesistente avrei dovuto/potuto esprimere le mie perplessità per un Cristo indebito oppure la mia incondizionata ammirazione per la capacità di rendere mistica una costruzione che ti accarezza come un pugno in faccia<br />
avrei potuto sindacare sulla scarsa maestosità dell&#8217;installazione o magari, al contrario, elogiarne per la tremenda imponenza<br />
avrei potuto &#8220;chiedere&#8221; all&#8217;artista motivazioni sul cavalluccio o su ciò che mi pare<br />
avrei potuto manifestare la mia riprovazione per questa cosa che vi ostinate a chiamare arte oppure mostrare il mio attonito contegno di fronte a questa rude bellezza.<br />
Ed invece non resta che denunciare per l&#8217;ennesima volta la vittoria della prevaricazione, della stupidità di chi non rispetta neppure se stesso, della protervia elevata a stile di vita.<br />
Ma del resto se un partito politico che dovrebbe rappresentare la massima espressione della società civile e un guardiano del senso civico di una comunità ordina ai propri galoppini di imbrattare ciò che, volente o nolente, piacente o non piacente è pur sempre un&#8217;opera d&#8217;arte. cosa possiamo noi sperare per questa nostra terra?<br />
Nessun futuro, nessuna redenzione. solo macerie e ferite su cui spargere il sale dell&#8217;oblio.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Carlo</title>
		<link>http://www.viatico.org/eventi/eco-balla/#comment-31</link>
		<author>Carlo</author>
		<pubDate>Mon, 07 Jan 2008 08:59:24 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.viatico.org/eventi/eco-balla/#comment-31</guid>
		<description>Il meccanismo industriale che regola il mondo "civile",  impone di consumare per dimostrare di esistere...nessuno, nei secoli avvenire potrà dire che non siamo esisititi, tante saranno le tracce su cui scivoleranno, maledicendoci, coloro che riusciranno a sopravvivere alla società dei consumi. Molti dicono che questo vuol dire "benessere". Mi viene in mente la scena finale del film "il ritorno dal pianeta delle scimmie", in cui il personaggio urla il terribile improperio "che siate maledetti!" davanti ad un installazione del tipo di quella realizzata da Pino Faiello.
Un' idea ancora: creare dei contenitori per spazzatura dove ci siano stampate le scuse ai posteri e che potrebbero recitare così "vogliate gradire il ricordino di morte e distruzione che vi lasciamo, sapete com'è non potevamo rinunziare a nulla della casa dei balocchi che l'industria ci aveva dato e, po abbiamo pensato che il mondo non finisce con noi e ci sarete voi a giudicarci, ma poi.......arrangiatevi!"
</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il meccanismo industriale che regola il mondo &#8220;civile&#8221;,  impone di consumare per dimostrare di esistere&#8230;nessuno, nei secoli avvenire potrà dire che non siamo esisititi, tante saranno le tracce su cui scivoleranno, maledicendoci, coloro che riusciranno a sopravvivere alla società dei consumi. Molti dicono che questo vuol dire &#8220;benessere&#8221;. Mi viene in mente la scena finale del film &#8220;il ritorno dal pianeta delle scimmie&#8221;, in cui il personaggio urla il terribile improperio &#8220;che siate maledetti!&#8221; davanti ad un installazione del tipo di quella realizzata da Pino Faiello.<br />
Un&#8217; idea ancora: creare dei contenitori per spazzatura dove ci siano stampate le scuse ai posteri e che potrebbero recitare così &#8220;vogliate gradire il ricordino di morte e distruzione che vi lasciamo, sapete com&#8217;è non potevamo rinunziare a nulla della casa dei balocchi che l&#8217;industria ci aveva dato e, po abbiamo pensato che il mondo non finisce con noi e ci sarete voi a giudicarci, ma poi&#8230;&#8230;.arrangiatevi!&#8221;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: enza voglio</title>
		<link>http://www.viatico.org/eventi/eco-balla/#comment-30</link>
		<author>enza voglio</author>
		<pubDate>Sat, 05 Jan 2008 20:21:40 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.viatico.org/eventi/eco-balla/#comment-30</guid>
		<description>ha un'ecoforza incredibile quest'opera!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ha un&#8217;ecoforza incredibile quest&#8217;opera!</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: kekkatz</title>
		<link>http://www.viatico.org/eventi/eco-balla/#comment-29</link>
		<author>kekkatz</author>
		<pubDate>Sat, 05 Jan 2008 17:08:21 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.viatico.org/eventi/eco-balla/#comment-29</guid>
		<description>Finalmente le accozzaglie di insaporose banalità domestiche, il male intimo del consumo imposto per la produzione a tutti i costi e per "mantenere" i ritmi, fino ad ora buttati sotto i tappeti delle nostre sale buone, (le piazze abbellite per il G8), reclamano il dolore che sono costate. Bastava però solo dare uno sguardo allo schempio edlizio e territoriale di queste zone ad opera delle speculazioni e del cemento (vedi "le mani sulla città di Dino RISI, 1962), dove interi nuclei familiarti sono stati estirpati dalle zone di provenienza e annullati , dove la gente ha perso la propria identità culturale, in funzione di operazioni immobiliari dove ci hanno guadagnato sempre gli stessi elementi sordidi che continuano a guadagnare sulla monnezza.
Vi chiedo solo di riscontrare quanto vi dico, guardando le foto di trenta anni fa e di oggi, vedrete da un lato un territorio e delle cittadine in equilibrio di vivibilità e ambiente creato in decenni, da un altro palazzoni e casermacce, e di fronte, guarda un pò? Un Carcere, anzichè una fabbrica o una scuola e  dove poi sono andati a finire, come polli in batteria quelli a cui adesso tocca pagare ancora lo scorno di essere nati a Pianura. Nella 167 di Secondigliano a Giugliano, a Casoria, ad Arzano.....E quelli che adesso si indignano che K....stavano a guardare?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Finalmente le accozzaglie di insaporose banalità domestiche, il male intimo del consumo imposto per la produzione a tutti i costi e per &#8220;mantenere&#8221; i ritmi, fino ad ora buttati sotto i tappeti delle nostre sale buone, (le piazze abbellite per il G8), reclamano il dolore che sono costate. Bastava però solo dare uno sguardo allo schempio edlizio e territoriale di queste zone ad opera delle speculazioni e del cemento (vedi &#8220;le mani sulla città di Dino RISI, 1962), dove interi nuclei familiarti sono stati estirpati dalle zone di provenienza e annullati , dove la gente ha perso la propria identità culturale, in funzione di operazioni immobiliari dove ci hanno guadagnato sempre gli stessi elementi sordidi che continuano a guadagnare sulla monnezza.<br />
Vi chiedo solo di riscontrare quanto vi dico, guardando le foto di trenta anni fa e di oggi, vedrete da un lato un territorio e delle cittadine in equilibrio di vivibilità e ambiente creato in decenni, da un altro palazzoni e casermacce, e di fronte, guarda un pò? Un Carcere, anzichè una fabbrica o una scuola e  dove poi sono andati a finire, come polli in batteria quelli a cui adesso tocca pagare ancora lo scorno di essere nati a Pianura. Nella 167 di Secondigliano a Giugliano, a Casoria, ad Arzano&#8230;..E quelli che adesso si indignano che K&#8230;.stavano a guardare?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: bianca</title>
		<link>http://www.viatico.org/eventi/eco-balla/#comment-28</link>
		<author>bianca</author>
		<pubDate>Sat, 05 Jan 2008 14:41:57 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.viatico.org/eventi/eco-balla/#comment-28</guid>
		<description>… E la raccolta riciclata ?!? Aiutami S. Eusebio patrono di Vercelli, perché le campane della raccolta ecologica “fai da te”, sono sempre piene fino all’orlo, costringendo il malcapitato ecologista senza sciarpetta, verde dalla rabbia, a lasciare il maltolto da smistare spesso e di buona voglia più semplicemente a terra. E se la spazzatura da riciclare rappresentasse, invece, niente di meno che le scatolette e le bottigliette e i contenitori in umido usate per l’ultimo incontro galante con una signorina o con un cavaliere, che della propria privacy ne hanno sempre fatto un bel cavallino bianco da battaglia ? Niente da fare, i rimasugli ansiosi del recycling in remaking shocking, ma glamour, vanno tutti palesemente a terra; certo, però, accanto alle campane, ovviamente, e se c’è posto. Ma se le campane fossero state spostate, come spesso accade durante la notte, chissà se dal comune, dall’Asia, o da un amico geloso, ovvero se la campana misteriosamente non si trova più ? Dove andare a riporre quel fagottino così amorevolmente confezionato ? Ce lo bruciamo ? Lo seppelliamo ? Lo affidiamo alla Caritas ? In realtà, secondo il sito ufficiale dell’ Ecosansperate, tale società cooperativa che si occupa della ricezione e lavorazione di alcune porzioni di rifiuti, i contenitori dovrebbero essere ripartiti a una distanza di 200m. dagli utenti, mentre alla mia vicina madre-vedova, qui a Napoli, è capitato di coprire la distanza esatta di 2km. e 350m. prima di rintracciare finalmente la prima campana visibile in lontananza con apparecchiature molto sofisticate, e libera. Evidentemente la signora in questione, avrebbe fatto molto meglio ad iscriversi al contrario ad uno Speed Date! Un mio amico, invece, dal portone di casa sua, cammina, cammina e si è ritrovato a casa al paesino in periferia dalla cara mamma, sempre con la sua bustina di rifiuti caldi in mano lui, promettendole di scappare via immediatamente, perché la sua vita da single ancora e che gl’interessava, e in virtù del fatto che la sua campana era sempre lontana. A questo punto è doverosa una sottolineatura: ogni fatto e riferimento qui descritti non sono puramente casuali, ma accadono quotidianamente all’ombra paterna delle pendici del Vesuvio. Quindi, per favore, aiutateci a creare un clone del Sig. Giuseppe Garibaldi, che forse dalla spazzatura ci salva lui: coprendola con una camicetta rossa ?... 

Va’ buono ?

P. S. Curiosità Variety: ogni italiano consuma mediamente 30 lattine all'anno. Dal 1985 ad oggi sono stati raccolti e riciclati 4 miliardi e 200 milioni di lattine, che messe una sopra l'altra rappresentano una volta e mezza circa la distanza che divide la terra dalla luna.
(Fonte Consorzio Imballaggi Alluminio)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>… E la raccolta riciclata ?!? Aiutami S. Eusebio patrono di Vercelli, perché le campane della raccolta ecologica “fai da te”, sono sempre piene fino all’orlo, costringendo il malcapitato ecologista senza sciarpetta, verde dalla rabbia, a lasciare il maltolto da smistare spesso e di buona voglia più semplicemente a terra. E se la spazzatura da riciclare rappresentasse, invece, niente di meno che le scatolette e le bottigliette e i contenitori in umido usate per l’ultimo incontro galante con una signorina o con un cavaliere, che della propria privacy ne hanno sempre fatto un bel cavallino bianco da battaglia ? Niente da fare, i rimasugli ansiosi del recycling in remaking shocking, ma glamour, vanno tutti palesemente a terra; certo, però, accanto alle campane, ovviamente, e se c’è posto. Ma se le campane fossero state spostate, come spesso accade durante la notte, chissà se dal comune, dall’Asia, o da un amico geloso, ovvero se la campana misteriosamente non si trova più ? Dove andare a riporre quel fagottino così amorevolmente confezionato ? Ce lo bruciamo ? Lo seppelliamo ? Lo affidiamo alla Caritas ? In realtà, secondo il sito ufficiale dell’ Ecosansperate, tale società cooperativa che si occupa della ricezione e lavorazione di alcune porzioni di rifiuti, i contenitori dovrebbero essere ripartiti a una distanza di 200m. dagli utenti, mentre alla mia vicina madre-vedova, qui a Napoli, è capitato di coprire la distanza esatta di 2km. e 350m. prima di rintracciare finalmente la prima campana visibile in lontananza con apparecchiature molto sofisticate, e libera. Evidentemente la signora in questione, avrebbe fatto molto meglio ad iscriversi al contrario ad uno Speed Date! Un mio amico, invece, dal portone di casa sua, cammina, cammina e si è ritrovato a casa al paesino in periferia dalla cara mamma, sempre con la sua bustina di rifiuti caldi in mano lui, promettendole di scappare via immediatamente, perché la sua vita da single ancora e che gl’interessava, e in virtù del fatto che la sua campana era sempre lontana. A questo punto è doverosa una sottolineatura: ogni fatto e riferimento qui descritti non sono puramente casuali, ma accadono quotidianamente all’ombra paterna delle pendici del Vesuvio. Quindi, per favore, aiutateci a creare un clone del Sig. Giuseppe Garibaldi, che forse dalla spazzatura ci salva lui: coprendola con una camicetta rossa ?&#8230; </p>
<p>Va’ buono ?</p>
<p>P. S. Curiosità Variety: ogni italiano consuma mediamente 30 lattine all&#8217;anno. Dal 1985 ad oggi sono stati raccolti e riciclati 4 miliardi e 200 milioni di lattine, che messe una sopra l&#8217;altra rappresentano una volta e mezza circa la distanza che divide la terra dalla luna.<br />
(Fonte Consorzio Imballaggi Alluminio)</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Enzo</title>
		<link>http://www.viatico.org/eventi/eco-balla/#comment-27</link>
		<author>Enzo</author>
		<pubDate>Fri, 04 Jan 2008 19:58:41 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.viatico.org/eventi/eco-balla/#comment-27</guid>
		<description>Propongo di lanciare un'idea: rifare l'intallazione, questa volta con il cemento armato! Che ne dite? E' il caso di proporre un'asta on line per reperire i fondi? Magari si potrebbero rifare le balle e i pannelli e venderli alle scuole, alle associazioni, alle parrochie e ai comuni per dimostrare come viene "manipolata" la spazzatura e per far rendere conto alla gente di quale danno si possa arrecare, con un banale e insulso gesto, al futuro stesso e alla vita. 
In questo caso, forse, si può dimostrare quanto l'arte possa essere il viatico indispensabile delle cose che nessun mezzo espressivo e comunicatico riesce a dire senza girare i ragionamenti che si aggrovigliano su se stessi.
La realtà più vera è la più semplice: l'uomo moderno non può continuare a rimandare alle generazioni future il costo del proprio presunto benessere! Ed è per questo che l'installazione era addobbata con bambole sfregiate, metafora dello sfregio al futuro.
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		<content:encoded><![CDATA[<p>Propongo di lanciare un&#8217;idea: rifare l&#8217;intallazione, questa volta con il cemento armato! Che ne dite? E&#8217; il caso di proporre un&#8217;asta on line per reperire i fondi? Magari si potrebbero rifare le balle e i pannelli e venderli alle scuole, alle associazioni, alle parrochie e ai comuni per dimostrare come viene &#8220;manipolata&#8221; la spazzatura e per far rendere conto alla gente di quale danno si possa arrecare, con un banale e insulso gesto, al futuro stesso e alla vita.<br />
In questo caso, forse, si può dimostrare quanto l&#8217;arte possa essere il viatico indispensabile delle cose che nessun mezzo espressivo e comunicatico riesce a dire senza girare i ragionamenti che si aggrovigliano su se stessi.<br />
La realtà più vera è la più semplice: l&#8217;uomo moderno non può continuare a rimandare alle generazioni future il costo del proprio presunto benessere! Ed è per questo che l&#8217;installazione era addobbata con bambole sfregiate, metafora dello sfregio al futuro.</p>
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