
di Davide Auricchio
Tele giganti e tavole di piccole dimensioni, moulages di gesso crivellato e di cera, carte inzuppate di pigmenti, lastre di rame.
La ricerca artistica di Nicola Samorì pare non avere tregua. C’è una continua indagine nel suo percorso stilistico e un insistente approfondimento sull’uomo e sull’esistenza.
Un lavoro rigoroso che parte da lontano, da memorie antiche e imprescindibili nel cammino della storia dell’arte. Volti irriconoscibili, tratti deformati e liquefatti come cera sul fuoco, forme ricalcate da quelle egizie ed etrusche, busti, teste, mani e piedi giganti di michelangiolesca memoria.
L’artista sceglie di rivivere quelle esperienze, le ripresenta filtrate dai suoi occhi e dalla sua intelligenza e poi le manipola con la rabbia di chi crede fermamente nell’autenticità della pittura e dell’arte senza prestare fede alle innumerevoli parvenze che oggi l’hanno sostituita.
Per questo decide di smontare le cose, le figure umane e animali, scontrandosi con i pezzi scomposti e offrendosi come un alchimista della pittura, con le sue pozioni di terra e di colla, di inchiostro e di pittura, padrone di una tecnica segreta e folle, complessa e tormentata.
La Galleria Napolinobilissima presenta per la prima volta in città le opere di questo trentenne forlivese, già noto nel panorama artistico contemporaneo. Il titolo della personale La mutabilità del passato è il dogma centrale cita un celebre passo di Orwell tratto da 1984 che sembra ispirare tutto il suo lavoro.
La mostra, annunciata dalle più prestigiose riviste del settore, è documentata da un catalogo di notevole pregio.

Nicola Samorì
La mutabilità del passato è il dogma centrale
Dal 30 gennaio al 28 marzo 2009
GALLERIA NAPOLINOBILISSIMA
Piazza Vittoria, 6 -80121- Napoli.
Tel.0039 0817643550 fax 0039 0812457679.
www.gallerianapolinobilissima.it
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