
Riflessioni sull’ambiguità tra realtà e rappresentazione, sul valore mai univoco di un’immagine o di una parola. Mat Collishaw (Nottingham 1966 – vive e lavora a Londra) spinge lo spettatore ad una percezione anticonvenzionale dei temi legati alla cronaca nera, al mito, alla storia dell’arte, dell’eros, agli incubi ed ai sogni primitivi dell’uomo.
L’artista mette in discussione le icone di ogni tempo, invitando ad una nuova visione, a volte intimistica a volte provocatoria, che allontani da una passiva accettazione.
Introducendo un elemento perturbatore che distorce o modifica la realtà, senza tuttavia mai tralasciare il valore estetico, crea un moto di attrazione e repulsione, che pone il problema dell’esistenza stessa delle immagini e dei loro significati.
Fin dal 1993 Collishaw, all’epoca emergente rappresentante della Young British Artists, ha instaurato un rapporto duraturo con la galleria Raucci/Santamaria, presentando oggi la sua quinta personale dal titolo “Superveilance”. Una parola composta che assume molteplici risvolti, che gioca col senso di sorveglianza opposto alla necessità di squarciare il velo delle apparenze.
Così ne “L’Isola dei morti”, ispirato al celebre dipinto del simbolista Arnold Böcklin, un programma 3D riproduce il passaggio della luce nello scorrere delle 24 ore dall’alba al tramonto, rivelando, nel nero della notte, il riflesso di chi osserva.
L’allestimento prevede anche tre ceppi di albero in cui al posto degli anelli concentrici, utilizzati per misurare l’età dei tronchi, gira un disco in vinile che riproduce il canto degli uccelli ed il fruscio delle foglie. La natura e la meccanica vengono ibridate, la memoria della vita prende voce attraverso la tecnologia.
Presenti in mostra anche due litofanie su Corian che, grazie agli effetti di trasparenza, presentano una lotta tra l’immagine fisica ed il valore che questa assume nell’immaginario collettivo.
Uno scontro che vede la riproduzione dell’albero “Major Oak”, simbolo di Nottingham legato alla figura di Robin Hood. Un albero che dovrebbe essere morto da tempo ed invece è tenuto in piedi con puntelli e impalcature, come un cartellone pubblicitario turistico: le luci sul retro del fusto e delle fronde pulsano, componendo un effetto fantasma; una radiografia in cui rami secchi prendono le sembianze di un groviglio di vene.
“L’estasi di Santa Teresa” riproduce invece la scultura del Bernini, in bilico tra pathos religioso ed ebbrezza erotica; attraverso un sistema di retroilluminazione orizzontale, il profilo della santa, quasi come toccata da una luce ultraterrena, appare lentamente rendendo materiale e tangibile una sembianza eterea.
Un percorso che accorcia la dicotomia tra vita e morte, tra fisico e spirituale, in cui la contemplazione della realtà si fa distorsione, l’osservazione inganno.
Dal 14 maggio al 16 luglio 2010
Gallery B: “Superveilance” – Mat Collishaw
GALLERIA RAUCCI/SANTAMARIA
Corso Amedeo di Savoia 190 – 80136 Napoli
phone +39 0817443645 fax +39 0817442407
www.raucciesantamaria.com