PLAYLIST

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Jacopo Mazzonelli, Doors, 2008
video DVD, b/n e col 4’:33’’, sonoro originale

a cura di Alberto Zanchetta
La playlist curata da Alberto Zanchetta è concepita come un nostalgico tributo alla tecnologia analogica. Contributi da film in videocassetta (il nastro magnetico ricorda da vicino la pellicola cinematografica) saranno inseriti manualmente per enfatizzare i tempi morti in cui il nastro magnetico viene inserito o sostituito nel videoregistratore, così come per valorizzare i rumori “sordi” prodotti dal tasto Play, Stop ed Eject. La proiezione degli estratti, da film noti e meno noti, subirà l’in(ter)ferenza di un video DVD di Jacopo Mazzonelli [artista visivo,classe 1983, nato a Trento, dove vive e lavora]; tra passato e presente, tecnologie vecchie e nuove, le proiezioni creeranno un labirinto di coincidenze, analogie, suggestioni intorno al tema della devitalizzazione e della desensibilizzazione umana.


Per l’ouverture della playlist sono stati scelti i titoli di testa del celebre Psycho [1960] di Alfred Hitchcock, capolavoro grafico realizzato da Saul Bass e cadenzato dai toni orchestrali di Bernard Hermann; il tema musicale sarà poi ripreso e rivisitato da un altro capolavoro, questa volta del genere horror: Re-Animator [1985] di Stuart Gordon. Liberamente tratto dal racconto Herbert Wells, professione rianimatore di H.P.Lovecraft, i titoli di testa dello splatter-movie si articolano in un sapiente cut-and-paste di famosi disegni anatomici, scorticati umani che fanno da preambolo alle ricerche scientifiche di una immaginaria università dell’Arkham. Dalla Miskatonic Univerity di Gordon/Lovecraft accediamo quindi ad altri cinque istituti di cura: nel mediometraggio Crime of the future [1970] di David Cronenberg – proposto qui integralmente – assistiamo a una carrellata di pazienti affetti da anomalie fisiche, stravaganti malattie, mutazioni ed evoluzioni genetiche.

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Jacopo Mazzonelli, Bird is not a bird  #1, 2008
45 giri plastificati, distanziometri in plexiglas, dim. cad. 30×30x3cm

A questo punto sorge spontanea una domanda: ci fanno più paura i morti (di Gordon) o i vivi (di Cronenberg)? La verità è che temiamo il bizzarro, ossia ciò che non conosciamo. Quell’ignoto che potrebbe nascondersi anche dietro una semplice porta. Nel video Doors [2008], Jacopo Mazzonelli isola dai film di Hitchock delle scene in cui i protagonisti aprono e chiudono delle porte; montate in sequenza, le porte divengono accessi privilegiati per ambienti e situazioni sconnesse tra di loro. L’artista capovolge quindi le precise caratteristiche formali e narrative a favore di un non-sense generalizzato, reso ancor più claustrofobico da un accompagnamento musicale che parafrasa il tema di Psycho e che è stato depurato dal suo elemento ritmico.
A seguire, il finale di Kafka [1991] di Steven Sodebergh che, come nel video di Mazzonelli, passa da una ispirata grisaglia all’iruzione del colore. Nella rilettura pseudo-biografica dello scrittore cèco gli incubi e i deliri ci conducono alla scoperta di una “società assicurativa”, di un “processo” e di un “castello” in cui vengono torturati e trapanati i cervelli di involontarie cavie umane. Sullo sfumare dei titoli di coda, il film si ricollega idealmente all’incipit hitchockiano: un viaggio nel dispendio – quello dell’ignoto umano – trattato con algida, quasi clinica, perizia. (Un puzzle all’infinito… in loop…).

P L A Y L I S T >
Alfred Hitchcock, Psycho, 1960. Film (Usa)
Stuart Gordon, Re-Animator, 1985. Film (Usa)
David Cronenberg, Crime of the future, 1970. Film (Canada)
Jacopo Mazzonelli, Doors, 2008. Video (Italia)
Steven Sodebergh, Kafka, 1991. Film (Usa/Francia)

Parallelamente alla playlist, verrà allestita una esposizione monografica di Jacopo Mazzonelli in cui la proiezione in DVD del video Doors si richiama a un ritaglio di giornale che riporta l’articolo “Requiem per il VHS”; l’avvento del DVD, e più recentemente del Blu-Ray, hanno infatti segnato i rintocchi a morto del supporto audiovisivo, che aveva dominato il mercato dell’Homo video per più di un quarto di secolo. Contrariamente al VHS e agli audio-tape, che non offrono una definizione ad alta qualità, i dischi in vinile resistono all’obsolescenza tecnologica (ci torna nuovamente in aiuto Lovecraft, spiegando che il dato più profondamente drammatico e severamente orribile dell’universo è il conflitto con il tempo: «il più potente e fruttuoso soggetto nell’ambito dell’espressività umana»). In questo senso, la ricerca di Mazzonelli lavora costantemente sull’aspetto musicale-percettivo del suono nell’ambito della modernità, e dall’altro declina lo stesso in ambito plastico e videoartistico, applicando criteri di ordine compositivo-musicale all’elaborazione artistica. Le sue ricerche si legano alla dimensione non solo espressiva, ma anche esoterica, percettiva o politica del suono. Ogni intervento dell’artista mira a funzionare come un modello autosufficiente nel quale senso e struttura azionano un meccanismo circolare di rimandi, fortemente simbolici e perfettamente finiti. Mentre l’opera Pavane for a dead child riprende il “canto del cigno” della Playlist, con la serie Bird is not a bird l’artista presenta uno dei cicli che ha recentemente elaborato intorno alla figura di Charlie “Bird” Parker. Morto a 35 anni, dopo una vita infelice segnata dall’eroina, Paker riassume in sé un’intera generazione di jazzisti formidabili, in cui l’uso e l’abuso di droghe facevano da contraltare ad un inesauribile estro musicale.

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Jacopo Mazzonelli, Bird is not a bird #3, 2008
buste per vinili 33 giri incluse in doppia teca di plexiglas, 2 neon, dim. complessive 180×180x5cm

La serie su Parker si presenta come un ipotetico monumento funebre, composto da una serie di vinili incisi dallo stesso jazzista – Bird on Dial – e un’installazione a terra in cui una siringa degli anni ’40 sostituisce la puntina di un giradischi (virtuale perché dipinto a terra), anch’esso deformato come i vinili che lo sovrastano. La deformazione dei dischi e la loro successiva plastificazione testimoniano una sorta di violenza operativa che l’artista impone all’oggetto (il quale smette di suonare e si svuota della sua funzione primaria per divenire elemento plastico, scultoreo, denaturato e artificiale).
L’opera è la terza dell’omonima serie. In questo caso l’artista utilizza quattro buste che servivano a proteggere i vinili dell’edizione originale di Bird on Dial. Montate a coppie, esse formano una sorta di eclisse lunare ottenuta dalla sovrapposizione delle circonferenze centrali. Due neon, montati a muro in corrispondenza delle teche, illuminano la carta sbiadita delle buste tagliando la composizione in senso orizzontale. L’elemento “tragico”, che aveva segnato e caratterizzato l’esistenza di Parker, viene qui formalizzato attraverso un’oscurità (solo apparente) che si di-mostra attraverso il suo contrario: la luce.
Costruita sulla falsariga del clavicordo, strumento musicale in uso tra Cinque e Settecento, l’opera Pavane for a dead child indaga i rapporti tra l’elemento plastico-scultoreo e la reazione emotiva del fruitore. Adagiata a terra come fosse una bara per bambini, l’opera è sia una scultura che uno strumento musicale pronto all’uso. Il titolo cita l’opera musicale Pavane Pour Une Enfant Défunte [1899] di Maurice Ravel, composizione che conserva nel titolo e nella scrittura un eco del mondo barocco (la Pavana è una danza di corte – in metro binario e di andamento moderato – che sostituì nel primo quarto del XVI secolo la Basse, e che ebbe il suo periodo di splendore nel XVI e XVII secolo).
Ogni settimana fino al mese di giugno del 2009 neon>campobase ospita una selezione di video pensata e presentata da critici e curatori attivi sul suolo italiano e non.
PLAYLIST integra il palinsesto della galleria, ed è strutturato in modo tale da costituire anche un’occasione di incontro, di scambio e di coinvolgimento di un pubblico più ampio.
Le PLAYLIST provengono unicamente dalle riflessioni e dalle libere scelte dei critici, che siano esse basate sulla stretta attualità, o qualcosa come un ‘best of’, o un percorso in cui video d’arte, cinema, videoclip, si sovrappongono e si confondono…ogni critico avrà a sua disposizione non più di 120 minuti, durante i quali sarà visibile la selezione, preceduta da un breve momento di dialogo che consentirà ai critici e ai curatori invitati di parlare e di spiegare le ragioni delle proprie scelta, nella cornice conviviale di un aperitivo.

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Un Commento a “PLAYLIST”

  1. Liza scrive:

    Galleria d’arte Galleria Marconi dispone di 3 piani pieni di dipinti originali di neo-espressionista artista Dick Marconi e molti altri pezzi di fama internazionale d’arte astratta e moderna. Stop per la loro galleria d’arte di vedere opere di Marconi capolavoro unico insieme con opere d’arte originali di alcuni degli artisti più famosi e celebrati del mondo, come Picasso e Dalì.

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