
di Silvio Wolf
Il visibile è tutto mappato. Tutto il pianeta è ricoperto da immagini. L’invisibile è sotteso al visibile: le immagini ne sono forma simbolica d’interpretazione.
Il cuore del problema è il Soggetto: chi vede, come vede, cosa vede.
Prima del Tempo è un luogo d’accoglienza. Lo spazio fisico ospita un processo, pone il Soggetto al cospetto di sé stesso; chi guarda le immagini si scorge nell’atto di guardare, è parte del visibile ed assieme della sua interpretazione.
In Fotografia il rapporto fondamentale non è più tra l’immagine e il referente, ma tra l’immagine e lo sguardo di chi, ponendosi di fronte ad essa, ne diviene parte.
L’immagine è presentazione, non rappresentazione: una nuova realtà nella quale il Soggetto vede sé e l’altro da sé, il mondo e l’immagine del mondo, simultaneamente.
Desidero dunque spostare l’attenzione dal referente, il lontano rumore di fondo della visione retinica, al Soggetto che vede: dal tempo e l’oggetto ormai scomparsi, all’hic et nunc di chi sperimenta l’opera.
M’interessa la Realtà dell’Immagine.
Riflettendo attorno ad essa il Soggetto le dona senso, corpo e visione; nel tempo presente dell’esperienza egli è mentre è.
L’opera attiene all’individuo, alla sua consapevolezza. L’artista è medium tra Realtà e Soggetto; l’immagine, una vibratile soglia tra altrove e presente.
Silvio Wolf
Prima del Tempo
Galleria NICOLETTA RUSCONI
Corso Venezia, 22
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