di Davide Auricchio
Componente nei primi anni Sessanta del milanese Gruppo T (insieme a Colombo, Boriani, De Vecchi e Anceschi), Grazia Varisco espone per la prima volta a Napoli, presso la galleria Dina Caròla, a partire dal 24 ottobre fino a tutto dicembre.
Una personale di taglio decisamente antologico dove, accanto ai lavori più recenti, vengono riproposte opere e installazioni di periodi diversi, quasi a voler sottolineare l’assoluta coerenza della ricerca artistica di Grazia Varisco, appena reduce da importanti esposizioni negli spazi della Rotonda di Besana a Milano e della Galerie Hoffmann a Friedberg.
Il gioco infinito di rimandi allo spazio della galleria, le ardite quanto illusorie speculazioni sulla tridimensionalità con ogni sorta di inganni ottici e false prospettive ci riportano ad una rigorosa quanto insolita indagine sul rapporto spazio-tempo.
A partire da uno psichedelico light box degli anni Sessanta, senza dimenticare i meravigliosi “Gnomi” degli anni Ottanta: leggerissime strutture metalliche sospese alle pareti, e ancora grandi cerchi metallici ad esorcizzare gli angoli della galleria, per non parlare di alcuni raffinatissimi bozzetti che ci riportano all’astrattismo geometrico.
Una mostra da non perdere, un’occasione per ricordare uno dei momenti più alti della storia dell’arte italiana: stiamo parlando naturalmente dei mitici anni Sessanta.
Peccato che non evete messo uno dei suoi lavori nel sito