W by Stefano Cagol

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Stefano Cagol
, “ W “, 2009, installazione neon, 230 x 50 cm, facciata palazzo Re Enzo, “Here and now”,
Bologna Art First. Courtesy Studio Raffaelli, Trento.

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Nel progetto Art First, itinerario esclusivo nella città che seleziona soltanto dieci installazioni, è stato accettato il lavoro di Stefano Cagol, a cui è stata assegnata l’esclusiva e prestigiosa location di Palazzo di Re Enzo.

Un’opera di Stefano Cagol che si staglia dietro la Fontana del Nettuno. Ma non è Trento, non è piazza Duomo: siamo invece al centro di Bologna, e il Nettuno è quello del Gianbologna in piazza Maggiore e l’installazione dell’artista trentino è sulla facciata principale di Palazzo Re Enzo.
E’ in visione da oggi, 28 gennaio, in occasione dell’Arte Fiera, il maggiore appuntamento dedicato all’arte moderna e contemporanea in Italia. L’opera è stata selezionata e voluta in questa location d’eccezione dalla curatrice germanica Julia Draganovic – già direttrice del Chelsea art Museum di New York – che ha creato per la prima volta per Arte Fiera un progetto curatoriale a tutti gli effetti: il percorso espositivo dal titolo “Here and Now” che si snoderà per tutto il mese di febbraio nei palazzi storici del centro della città dando vita ad uno sconfinamento temporale, spaziale e concettuale dell’evento fieristico del finesettimana.
L’opera scelta per Bologna arriva direttamento dal Museo d’Arte Contemporanea di Anversa. Là era fino a una settimana fa su un’architettura attuale, sulla sommità dell’edificio circolare, ora invece aggiunge una nuova epigrafe alla facciata dell’antico palazzo.

W by Stefano Cagol
Provocatorio e ambiguo spot in una sequenza al neon
L’installazione neon “W” di Stefano Cagol aggiunge una nuova epigrafe alla facciata dell’antico Palazzo Re Enzo nel cuore di Bologna.
Una simbolica W situata al centro della rigida simmetria della facciata caratterizza le diverse fasi lampeggianti della sequenza luminosa che dà corpo alle parole inglesi “raw” e “war”. Esattamente quarant’anni dopo che Bruce Nauman concepì il suo neon “Raw/War” (proprio mentre realizzava il video specchiato “Lip Sync” nel 1969), “W” richiama la stessa parola palindrome, ma aprendo a nuove interpretazioni. C’era la Guerra del Vietnam, ma Nauman dichiarò che l’opera non era collegata specificamente e politicamente con “quella” guerra, preferendo piuttosto la manipolazione del linguaggio delle tre lettere “war” illuminate da una parte e dall’altra per scrivere differenti parole.
“W” non è riferita allo stesso modo ad una guerra in particolare. Possiamo leggere attributo e seguente sostantivo come “raw war”, pura guerra: conflitto (war) come elemento basilare (raw) del vivere. In fondo il conflitto è parte indivisibile della nostra vita. Questo significa non solo che dopo quarant’anni abbiamo ancora – forse ancora di più – guerre nel mondo, ma anche che il conflitto è presente ogni momento: al lavoro, guidando l’automobile, in ogni famiglia e in ogni comunità, sia nazionale che culturale… nel sistema dell’arte. Infatti i termini guerra e conflitto significano – etimologicamente – confronto, senza alcuna specifica connotazione negativa.
“W” trova quindi posto su un palazzo antico quale simbolo di un potere con cui confrontarsi, che ha cambiato ruolo e posizione nella società e nella città di Bologna attraverso il tempo.
Una volta ancora Stefano Cagol pone parole di fronte agli occhi degli spettatori e dei passanti della città come slogan che aprono a significati ampi e familiari, positivi e negativi, senza mai chiuderli in interpretazioni a priori.
L’installazione è presentata per la prima volta in Italia, dopo essere stata posizionata da dicembre 2009 a metà gennaio 2010 sul tetto del museo MuHKA di Anversa in Belgio, parte del progetto d’arte pubblica “Into the Light” realizzato da Error One – a nomadic initiative for arts.

Studio d’Arte Raffaelli
studioraffaelli@tin.it
Tel: 0461.982595
www.studioraffaelli.com

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