AUGUSTO PEREZ. L’ULTIMO DECENNIO

Perez-Senza titolo n. 7-1992

La mostra è un’iniziativa dell’Associazione Augusto Perez e della Galleria Napolinobilissima, che intendono ricordare a dieci anni dalla sua scomparsa il grande artista, siciliano di nascita, ma napoletano di adozione. La novità maggiore sarà costituita da una selezione di 50 disegni su laminato plastico, quasi tutti inediti: non si tratta di appunti o di studi preparatori per le sculture, ma di lavori pienamente autonomi che confermano la centralità della ricerca grafica nell’ultimo periodo di vita di Perez.

L’esposizione delle opere è accompagnata da pannelli didattici che documentano il percorso artistico di Perez attraverso l’intera seconda metà del Novecento, fornendo utili elementi di informazione e di conoscenza critica. “Per la generazione di Perez il periodo che dall’infanzia s’inoltra nell’adolescenza passò tra l’eco non ancora spenta del primo conflitto mondiale e la tempesta di violenza e di odio scatenata dal nazifascismo. Poi, negli anni del secondo dopoguerra, proprio quando Perez andò maturando la decisione di dedicarsi alla scultura, furono in molti, con lui, a nutrire la speranza che le ragioni dell’arte potessero coincidere con quelle della lotta per la liberazione degli uomini dall’oppressione e dallo sfruttamento. Con il ‘56 si aprì per il giovane scultore una nuova stagione che in breve lo porterà ai vertici dell’arte contemporanea. Oggi che il tempo della vita di Perez appartiene al passato, le immagini che popolarono il suo mondo ci appaiono ancora più stravolte dalla visione dell’abisso su cui esse si affacciarono. È l’abisso di orrore che il Novecento con le sue feroci contraddizioni ha spalancato davanti alla nostra coscienza, senza tuttavia cancellare le tracce di quell’antica luminosa bellezza, che era insieme promessa di felicità, cui proprio l’arte, attraverso la rivoluzione delle prime avanguardie, sembrava aver dato nuovo vigore. In questo orizzonte, il segno di un appassionato, dolente stato d’animo, dove i temi intimamente autobiografici assumono un grandioso accento cosmico, caratterizza quasi tutte le opere realizzate da Perez nell’ultimo decennio della sua vita, con immagini che della funzione monumentale della scultura restituiscono una versione tragica e cupamente notturna” (M. C. estratto dal catalogo della mostra).

Napolinobilissima
Piazza Vittoria 6, Napoli
Dal lunedì al venerdì: ore 10-14; 18-20. Sabato: ore 12-14
Contatti. Tel 3406070799     info@associazioneaugustoperez.org   
Tel +39 0817643550, fax +39 0812457679.    
info@gallerianapolinobilissima.it

NOTA BIOGRAFICA
Augusto Perez
nasce a Messina nel 1929. Sette anni dopo il padre si trasferisce con la famiglia a Napoli. Compiuti gli studi classici, si iscrive alla facoltà di architettura, che poi abbandona per dedicarsi completamente alla scultura. La prima personale, alla galleria Blu di Prussia di Napoli, è del ‘54. Nella seconda metà degli anni ’50 e nel decennio successivo si moltiplicano le mostre in Italia e all’estero. Tra le altre: Biennale di Venezia nel ’56,  Scultura italiana contemporanea al Musée Rodin di Parigi e personale alla Biennale di Venezia nel ‘60, The new generation in Italian Art  alla Columbia University di New York,  Artisti italiani e inglesi alla Tunnard Gallery di Londra, VI Biennale di Anversa nel ’61, Sculture nella città Festival dei due mondi a Spoleto nel ’62,  Italienische Plastik heute al Bauzenter di Amburgo, Kleine italienische Bronzen alla Kongresshalle di Berlino nel ‘63; Collection of modern sculpture alla Fondazione Stuyvesand di Liverpool, Premio Fondazione Carnegie di Pittsburg; Collection de sculpture contemporaine ai musei di Le Havre e Grenoble nel ‘64; VIII Biennale di scultura all’aperto, Parco di Middelheim ad Anversa nel ‘65, sala personale alla Biennale di Venezia e III Exposition internationale de sculpture contemporaine al Musée Rodin di Parigi nel ‘66, Sculpteurs italiens al Museo d’Arte Moderna di Parigi nel ‘68.
La sua scultura, inizialmente vicina alla poetica neorealista, registra alla metà degli anni ‘50 uno significativo scarto tematico. Infatti, sostituendo contadine e operai con acrobati, funamboli, re e regine, l’arte di Perez si apre a un mondo dove la vita è in qualche modo già essa rappresentazione. La svolta decisiva si ha però all’inizio degli anni ’60, quando con i Trofei e la serie degli Specchi, culminata nel Narciso del ’66, l’artista mette la scultura di fronte alla propria immagine, riconducendo sul terreno precario del presente il ri¬cordo dei momenti esemplari del passato. La critica lesse le  opere di questo periodo in chiave prevalentemente esistenziale, scorgendovi un acuto sentimento di crisi e “una dura dialettica verso la realtà dell’oggi” (C. Brandi ‘66). Solo con il decennio successivo fu proposta una lettura diversa (V. Corbi ‘71) che, mostrando come quelli esibiti dai Trofei fossero lacerti di antiche sculture issati su armature oggettuali e come protagoniste degli Specchi non fossero figure d’uomo, ma sculture levate su basi e pilastri o poggiate sul cavalletto, con accanto ancora il panno bagnato per la creta, non negava i contenuti esistenziali dell’arte di Perez, ma ne metteva in evidenza il movimento autoriflessivo, di ritorno cioè della scultura su se stessa.
Nelle opere di Perez crescerà negli anni la tensione tra il polo dell’autoriflessività e quello del radicamento esistenziale dell’arte, sollecitando un incessante interrogarsi sulle ragioni della scultura, sul suo glorioso passato e sulle difficoltà presenti che riducono allo stremo le sue possibilità di sopravvivenza. Da questo corto circuito tra passato e presente nascono opere come il Grande centauro, l’Ermafrodito 2  e la Crocefissione, tutte del ‘74, che contaminano i modelli classici con la più degradata e violenta attualità. Nelle sculture e nei disegni degli anni ‘80 e ’90 circola, con accenti tragicamente grandiosi, una creatività che lega il versante della funzione espressiva con quello della costruzione della forma plastica e della riflessione sul senso di questi problemi entro l’orizzonte storico della scultura. Nel novembre del 2000, tre anni dopo Tebe, l’ultima scultura modellata da Perez, l’artista muore nella sua casa-studio nel Palazzo dello Spagnolo a Napoli.

DIECI ANNI DOPO
Ricorre quest’anno il decennale della morte di Augusto Perez. La notizia della scomparsa del grande artista – siciliano di nascita, ma vissuto sempre a Napoli, dove era arrivato con la famiglia quando era ancora bambino – suscitò un’eco imponente di emozioni, anche fuori della nostra città. Pochi mesi dopo, le sale espositive, le terrazze e i camminamenti di Castel dell’Ovo ospitarono una spet-tacolare mostra antologica, che la Galleria d’Arte Moderna di Bologna volle poi trasferire nella propria sede.
Sono passati dieci anni.
Altrove sono state numerose le iniziative che hanno continuato a proporre l’opera di Perez. Si possono ricordare le personali della Fondazione Vacchi di Sie-na, del Castello di Roddi a Cuneo, di Palazzo Binelli a Carrara, dei Giardini del Castello di Brescia, del Castello Scaligero di Malcesine, oltre alle innumerevoli presenze in importanti rassegne sull’arte del Novecento.
A Napoli invece su Augusto Perez è sceso il silenzio. Anzi, si è fatto forse di peg-gio: il bronzo del Grande Centauro, che dopo la mostra del 2000 era stato splen-didamente collocato su una terrazza di Castel dell’Ovo, è stato ricondotto nell’ombra dei depositi dell’ex Cassa Marittima. Quasi a voler cancellare la sgra-dita presenza di uno scultore che della straziata bellezza delle sue opere, affac-ciate sull’abisso di illusioni e di tragedie che hanno segnato il Novecento, ha sapu-to fare lo “specchio magico – come scrisse Cesare Brandi nel 1966 -  in cui l’umanità at-tuale è forzata a vedersi per quel che è, ancora in peggior stato degli uomini vuoti di Eliot”.
In questo quadro non proprio confortante fanno eccezione – e meritano perciò di essere grandemente apprezzate – le iniziative dell’Accademia di Belle Arti, che ha acquisito per la sua Galleria il Narciso del 1966, e del Museo del ‘900 a Napo-li, che ha accolto nella sua collezione quattro bronzi dell’artista.
Con questa mostra di sculture e di disegni, in buona parte inediti, realizzati dall’artista durante gli anni Novanta, la nostra Associazione non intende solleci-tare inutili celebrazioni retoriche, ma dare un contributo alla conoscenza e allo studio di quelle personalità e di quei momenti con cui l’arte del ‘900 a Napoli ha assunto un respiro autenticamente internazionale, inserendosi nel vivo di una circolazione di idee e di esperienze che non sempre è coincisa con le opzioni del-le lobbies  del mercato globalizzato e dello star system dell’arte.
L’Associazione Augusto Perez ha potuto portare a compimento questa sua prima iniziativa solo grazie all’impegno di alcuni collaboratori esterni e alla generosità della Galleria NapoliNobilissima, che ha partecipato alla realizzazione della mo-stra ben oltre i limiti della sola ospitalità,  e delle Edizioni Paparo, che hanno reso possibile la pubblicazione del catalogo facendolo proprio e inserendolo in una delle sue prestigiose collane. 

L’Associazione Augusto Perez

2 Commenti a “AUGUSTO PEREZ. L’ULTIMO DECENNIO”

  1. stefano scrive:

    Ho visto una parte delle sue sculture e per dire la verita’ non mi sono molto piaciute

  2. antonella scrive:

    artista spettacolare!

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