
di Elena Santoni
Oggetti di alluminio, realizzati in dimensioni monumentali, un anello, una corona di spine, sono i simboli usati da Philippe Perrin per esprimere il sentimento religioso della tradizione celtica.
La scelta del materiale cade su un metallo di uso quotidiano, per niente pregiato, piuttosto umile, né fragile né resistente, amorfo, eppure spiritualizzato: le proporzioni, le forme, l’illuminazione, il contesto architettonico in cui l’elemento di alluminio viene inserito creano un’atmosfera altamente suggestiva.
Da una foto che riproduce un’ istallazione di Perrin vediamo un’ enorme corona di spine collocata di fronte alla’altare. Nella chiesa gotica d’oltralpe si crea un incontro fra due luci. Una appartiene alla realtà storica, ha qualcosa di antico che si è segretamente armonizzato con il luogo, è quella dei vecchi candelabri. L’altra appare estranea e surreale, la fonte della sua origine non è chiara. E’ quella posizionata da Perrin per illuminare la grandiosa corona metallica. Attorno alla scultura , che inserita in questa tipologia di edificio sembra interrogare sull’origine del divino, un alone luminoso riproduce una forma ellittica associabile ad un cerchio , una forma perfetta come il numero della trinità. La corona di spine è liscia, sobria, assolutamente non lavorata, in contrasto con le sofisticate eleganze gotiche. Un richiamo all’essenzialità dei contenuti cristologici.