Dualismo

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a cura di Cristina Madini
Avete mai provato a pensare che senso avrebbe un io senza un non-io?, un soggetto senza un oggetto? un positivo senza un negativo? Provate a pensare a qualunque atto mentale senza opposizione, senza riflessione su se stesso. La natura del nostro spirito è tale, ogni tesi suscita un’antitesi, dunque lo spirito si attua e vive di opposizione e di lotta.
Dualismo, dal latino dualem (doppio), è una concezione filosofica, religiosa o cosmologica fondata sull’ammissione di due principi opposti e irriducibili tra loro, che hanno funzione di principi esplicativi del reale.

Il dualismo filosofico è, in metafisica, una delle risposte date al problema dell’essere e consiste nel sostenere che esso è duplice, formato di materia e di spirito.
Il problema fondamentale di ogni filosofia dualistica è quella dei rapporti possibili tra i due principi radicalmente separati che sono stati posti come base, e questo significa sia integrazione reciproca tra le due realtà, sia intervento di qualcosa che stabilisca il rapporto tra i primi due, il che mette in crisi il concetto stesso di dualismo. Il dualismo origina dunque contraddizioni e antinomie insanabili. Su queste riflessioni, Cristina Madini a distanza di quattro anni, torna  coinvolgendo nuovi artisti che hanno partecipato cercando in questa dualità  la coesistenza o il contrasto.
Avanzi Paolo, Balestra Silvio,  Becchi Gabriella, Buttazzoni Ivan, Cerocchi Giulio Romano, De Palma Alessandra, Fabbri Giulio,  Renzi &  Lucia,  Roma Sara,  Stramacchia Edoardo, Trapani Angela, Trazzi Laura.

inaugurazione  10 gennaio dalle 12
10-11 gennaio 2009

RossoCinabro
Piazza Mazzini, 6
Palombara Sabina (RM)
www.rossocinabro.com

Un Commento a “Dualismo”

  1. marcello scrive:

    Il dualismo ontologico, ovvero quella visione filosofica che vede il tutto come prodotto degli opposti, è un pensiero di straordinaria antichità.
    Non di meno, il successo di tale pensiero è tanto temporale quanto spaziale giacchè, seppure con sfumature diverse, lo ritroviamo ad Occidente come ad Oriente.
    A partire dal “polemos” eracliteo da cui tutto diviene, senza dimenticare le diatribe sull’essere (uno o molteplice ?) e le concezioni dualistiche del mazdeismo o alle ancora più orientali teorie del Tao, secondo cui la struttura della realtà è fatta di coppie contrarie e la perfezione è il prodotto di una ineffabile giustapposizione: il Tao stesso.
    Non è un caso, neanche, il fatto che questo pensiero costituisca il fondamento di un gran numero di cosmologie: basti pensare alla ricchissima letteratura mesopotamica della creazone o a quella indo-iranica dove, analogamente, il mondo nasce dalla mescolanza delle acque salate con quelle dolci.
    La stessa creazione dell’uomo, ripresa poi nel libro della Genesi, è un impasto di terra e sangue di una divinità, di qui il termine “awilum” in accadico a definire la doppia natura (umana e divina) dell’uomo.
    Ancora, la stessa ideologia monarchica che ha ispirato tutto il Medio-Oriente a partire dalle forme protostatali di Uruk fino ai grandi imperi della storia classica, vede il sovrano al pari della divinità come ordinatore del Caos.
    Agli inizi della nostra era come nel Medio-Evo tale pensiero riemergerà attraverso le Scuole Orientali e la presenza massiccia prima di Ebrei e Gnostici, a Roma in particolare, e molto più tardi dei Musulmani in Sicilia e in Spagna.
    Tutto culminerà nel Rinascimento fiorentino dove il sincretismo religioso e filosofico riporterà in auge antichissimi modelli letterari e con essi tutta una stagione pittorica.
    Naturalmente la storia potrebbe continuare fino ai nostri giorni, attraverso gli infiniti rivoli, come abbiamo visto, di una tradizione antichissima.
    Tuttavia, rimane ancora interessante da osservare come questa idea, oggi come ieri, si sia espressa attraverso le immagini.
    Forse questa mostra è una buona occasione.

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