GIANLUCA CAPOZZI: frame store

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a cura di Alberto Mugnaini
La Galleria Artra è lieta di presentare la seconda mostra personale di Gianluca Capozzi in cui verrà esposta la recente produzione pittorica. Frame: fermo immagine, attimo congelato, perdurare di un istante irripetibile, un atomo del dovunque, nel tempo e nello spazio. E ad incarnare, o meglio, disincarnare questo dovunque, niente si presta, oggi, meglio della Rete.
Nelle sue esplorazioni attraverso i meandri di Second Life, Gianluca Capozzi intercetta frammenti di storie e le ricombina in un puzzle di schegge visive: così facendo, egli tritura l’attimo e lo converte in un’immagine che esplode e prolifera dall’interno, svelando inediti orizzonti di senso. Alla monotonia dei pixel si sostituisce l’imprevedibilità di pennellate che dissociano l’ordine del discorso e spiazzano le aspettative di significato.
Frame è, letteralmente, il telaio, entro la cui cornice si imprigiona il respiro dell’attimo nell’immagine bloccata. La pittura, impadronendosene, annette queste immagini in un altro regno, le scongela e deforma, dilata l’attimo.
Frame Store: che altro, più che un deposito di telai, scheletri di un supporto, materialità che sottosta e preesiste al divenire della pittura? Ma non è proprio tramite l’esercizio della pittura che è possibile insinuarsi nella faglia semantica che separa la letteralità del sostantivo frame dal suo significato metaforico? Iterazione di immagine racchiuse entro i confini di un telaio, l’esposizione è al tempo stesso un dispiegamento spazializzato di attimi esplosi. La pittura spezza la cornice dell’attimo.

Second Life: vita fittizia e sovrapposta, ipotesi parallela. Gianluca Capozzi pare voler recepire questa “Seconda Vita” attraverso quella seconda vista che si apre sull’invisibile, la filtra attraverso la sua propria vita, il suo proprio vivere la pittura.
Ecco allora che il perimetro del quadro si fa teatro di un dramma complesso, in cui si scontrano contenuto della rappresentazione e tempo dell’atto pittorico: fermo immagine slittante, cronaca di un procedimento, di una pratica, di una disciplina, di una sfida.
I singoli quadri sono spazializzati per serie, come attuando una moltiplicazione di schermi, ciascuno dei quali aspira ad essere non un segmento di “seconda vita”, ma una vita “alla seconda”, vita, appunto, moltiplicata per se stessa. L’arte, secondo Capozzi, è proprio questo: “necessità di frantumare, maltrattare il visivo, fino a bruciare e calpestare l’immagine; dipingere una musicalità delle immagini seviziate da un frenetico vortice di colori sparsi. Quel che conta nell’arte per me non è il prodotto artistico ma il prodursi dell’artefice in rapporto al quale l’opera non è che una ricaduta residuale, ciò che si separa e cade dall’organismo vivente, l‘arte è la vita come irripetibilità dell’evento, vivente una volta sola”.

dal 25 ottobre al 26 novembre 2009
inaugurazione 25 ottobre ore 18.30
orari:
mar. sab. 10.30/13 – 15/19

ARTRA
via Burlamacchi, 1
20135 – Milano
02 5457373
www.artragallery.com

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