
Essere un artista vuol dire fallire, come nessun altro osa fallire, questo fallimento è il suo mondo ed evitarlo vuol dire diserzione Samuel Beckett
di Guillaume Von Holden
La conquista dell’inutile è il titolo che preso in prestito dal diario di viaggio di Werner Herzog, redatto durante la lavorazione del celebre film Fitzcarraldo, funge da monito d’apertura dell’ultima personale di Vito Stassi.
Come gran parte dei personaggi di Herzog, intenti a portare avanti un’impresa al di sopra delle proprie forze, Stassi affronta una ricerca non al di sopra, bensì al di là della normale percezione retinica, riducendo il mondo ai suoi fattori primi,analizzandolo e descrivendolo con così tanta e assoluta profondità da provocare uno straniamento capace di amplificare sensibilmente l’improbabilità dei “paesaggi” evocati.
Una pratica che non può non ricordare “La Vue” poemetto di Raymond Roussell datato1904, dove un’uomo accostando l’occhio ad una minuscola immagine contenuta in una lente incastonata in un portapenne, coglie con sguardo analitico un abisso interminato di figure da descrivere nei più minuti particolari. Uno spazio dilatato fuori da ogni vincolo di misura della rappresentazione realistica e degli strumenti che consentono di restituire la composizione del reale.
L’inutile è qui inteso come qualcosa di apparentemente marginale, un insieme di dettagli che albergano tra gli anelli della memoria in attesa di un riscatto, una lente rousselliana che come un foro stenopeico attraverso un’infinità di raggi luminosi divergenti, produce immagini costantemente fuori fuoco.
VITO STASSI
LA CONQUISTA DELL’INUTILE
Testi di Francesco Galluzzi / Guillaume Von Holden / Enrico Spedale
OPENING/ Venerdì 27 novembre 2009 h.19.00
la mostra resterà aperta sino al 27 dicembre 2009
dal martedì al sabato dalle h.17.00 alle h.20.00
ZELLE ARTE CONTEMPORANEA
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