Le parole di Rosaria Iazzetta suonano come un invito pacato alla partecipazione e all’esercizio della speranza soprattutto in un contesto come quello di Scampia ormai simbolo del degrado delle periferie.
Un piccolo esempio di quello che ciascuno di noi può fare per migliorare, un esperimento di arte pubblica ispirato ed impegnato che schiude all’arte nuove possibilità di intervento nel sociale.