Appuntamento sempre di grande interesse per addetti ai lavori e non, quello di Artissima, Fiera Internazionale di Arte Contemporanea di Torino giunta alla sua quattordicesima edizione: tre giorni ricchi di eventi e mostre fuori e dentro il Lingotto.
Rispetto agli anni passati questa ultima edizione ad un primo impatto risulta sempre di grande qualità anche se va registrato un calo consistente degli espositori italiani a fronte di una marcatissima presenza di gallerie straniere.
Più che ad una fiera sembra di stare ad una grande mostra di arte contemporanea e, a sentire le voci di corridoio, sarebbe nei piani della nuova direzione mettere a punto un’offerta culturale meno commerciale e più votata alla qualità. Tuttavia, malgrado l’alto numero di visitatori, forse è mancato proprio lo spirito della fiera, quel vorticoso ma proficuo movimento di scambi e di contatti che caratterizza immancabilmente il clima di questi appuntamenti.
Torino, comunque conferma un’aspirazione forte al ruolo di leader-ship segnatamente all’arte contemporanea e altresì riconferma l’alta qualità delle proposte delle sue gallerie, sempre puntuali nel registrare le ultime tendenze.
A partire dalla personale di Phillip Lai da Franco Noero, un gioco sistematico sull’inversione d’uso dell’oggetto che l’artista di origini malesi dimostra di condurre con grande disinvoltura, per continuare con Gabriele Arruzzo, altro giovane di cui sentiremo molto parlare, con una mostra da Alberto Peola dal titolo “Hortus Conclusus”, l’opera d’arte in questo caso viene concepita come vivisezione dell’io. E ancora Marco di Giovanni con la sua prima personale alla 41 arte contemporanea, un viaggio esistenziale intenso e appassionato scandito da gesti semplici e quotidiani. Senza tralasciare due storiche sedie “zig-zag” di Ettore Spalletti allestite sapientemente da Anna Butticci nei microscopici spazi di nmb studio, e poi grande appuntamento alla galleria Maze con “be good…if you can’t be good be careful…” ultima trovata del promettente Mario Ybarra Jr., fantastiche anche le invenzioni di Nico Brizzi a rendere più “gustosa” la serata. E per finire una bella personale di Jan Knap da Giampiero Biasutti dal titolo “Pittura Angelica”, le pitture degli ultimi quattro anni di un artista che non perde mai la sua ispirazione.
Dulcis in fundo, rimanendo in territorio piemontese, un evento di sicuro interesse nel segno di una straordinaria mecenate: stiamo parlando della mostra “Peggy Guggenheim e l’immaginario surreale”, un viaggio davvero unico New York-Venezia con Dalì, Chagall ed altri grandi del Surrealismo. Fino al 2 marzo 2008, nella nuova struttura espositiva dell’Arca, presso l’ex chiesa di S. Marco, Vercelli.

… Degna di merito la Monna Lisa del Duchamp, la cui presenza esemplifica in maniera chiara l’eterno ritorno nietzschiano, tanto quanto quello dell’eminente Artissima di Torino. Ovvero, essendo il numero delle teorie umanamente possibili sulla Gioconda limitato, ciclicamente ritornano.
Commento decisamente criptico e citazionale ma non per questo meno divertente e gradito Comunque sulle teorie dell’”umanamente possibile” stiamo molto lavorando anche se non basterebbero milioni di blogs.
Grazie Raimondo della tua presenza e non mancare di esserci ancora.