Questo mondo è fantastico: Vent’anni con Guido Carbone

di Elisa Lenhard
Presentata presso le sale storiche di Palazzo Bricherasio “Questo Mondo è fantastico: vent’anni con Guido Carbone”, inaugurata il 18 marzo è una mostra collettiva che desidera rendere omaggio alla figura di uno dei più celebri galleristi torinesi noto soprattutto per l’originale ricerca nei confronti delle più dinamiche espressioni di arte contemporanea.Nata nel 1985 a Torino,inserita nella tradizione contemporanea torinese,  la galleria Guido Carbone, con estrema professionalità ed invidiabile energia, ha formato e sostenuto un numero ragguardevole di artisti giovani non solo legati al territorio piemontese ma anche internazionali, con ammirevole continuità.
Personaggio ricordato soprattutto per aver intrapreso un cammino atipico rispetto ai suoi colleghi che negli stessi anni erano indirizzati verso situazioni più consolidate.
Da Pierluigi Pusole, Bruno Zanichelli, Monica Carocci, Elke Warth a Francesco Lauretta, Maurizio Vetrugno e l’amata Laura Viale, ad esperienze più internazionali, Carbone è stata una figura di riferimento per molti: ricordo felicemente che durante il periodo universitario il docente di storia dell’arte contemporanea invitava continuamente noi studenti a visitare la galleria di Guido Carbone poiché uno degli esempi più significativi in città del mestiere di gallerista.
La mostra di Palazzo Bricherasio, durante la quale è stato presentato l’ononimo libro, ricco di testi scritti da rilevanti personalità artistiche nonché amici stretti di Guido, è una mostra che ripercorre nel profondo la sua attività, o meglio, racconta quelli che sono stati i rapporti più interessanti – più umani che lavorativi – con gli artisti che per anni sono stati vicini alla galleria.
Sono altresì intervenuti personaggi di rilievo che da anni svolgono ruoli fondamentali nell’ambito dell’arte contemporanea italiana. Vorrei citare Guido Costa, Maurizio Vetrugno, Laura Viale e Luca Beatrice che termina l’intervento critico con parole toccanti, di forte emotività, “un tragitto durato vent’anni, coerente coraggioso, innovativo, lucido e originale”

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