Le pause ricamate di Nunzio De Martino

di Giuseppina Bifulco
L’opera dell’artista napoletano Nunzio De Martino, accompagna e colpisce il visitatore sul piano visivo e uditivo non appena esso si inoltra nella cornice dello spazio architettonico . Il silenzioso suono assordante,fedele riproduzione del flusso sanguigno registrato con il sistema doppler,diventa guida invisibile nell’excursus biografico ed artistico del De Martino.
Il suono talvolta evanescente nonché possente funge da didascalia ad opere quali “Lesione”,una scultura di forma cilindrica , agiata su di una base rigida,atta a comunicare la propria stanchezza,attraversata da un taglio profondo che sussurra gridando il proprio dolore,ansima nella buia profondità del bianco lucente,una visione assordante. Le Sovrapposizioni, grandi superfici di ecopelle rosso o argento,acqua e sangue,violentate da centinaia di cuciture,intrise di peccaminosa realtà,si inseguono e si perdono fino a scontrarsi in alcuni punti dove ammassandosi presentano agli altrui occhi, traguardi,partenze,altari per l’artista che in quei punti sacrifica il proprio ego,la propria corposità,per donarla all’altro.
Asettiche e traboccanti, minimali e sovraccariche, il concetto diventa la materia visibile, palpabile, l’informale: realtà!
Ed ecco che al centro dello spazio vuoto incontriamo “Sogno”,una teca tersa,pallida,come il viso di una donna appena sveglia,che accoglie nel proprio grembo gli scheletri delle pagine incenerite di diari redatti dallo stesso tra il 1985 e il 2007. E’ qui che l’impulso diviene catarsi,chiara volontà di essere lì e non altrove; l’artista comunica al lettore non solo i propri sogni,bensì il respiro che in essi traspare violento e ameno. A sottolineare tale forza leggera è il ribollire sottile,furioso della materia ematica che sembra attraversare l’opera negli spazi lasciati liberi dalla materia divenuta eterea.
Non a caso ai lati troviamo altre tre opere: Yin e Yang , Placenta e Sovrapposizioni, una sorta di trinità laica e allora la storia sembra compiersi nell’io, l’es e l’ego che incoronano e innalzano il sogno al confine sottile con la realtà dove il De Martino diventa Il sognatore, difensore di quel mondo perduto e dimenticato dalla mediocrità,stendardo solo di chi come lui violenta, plasma e carezza la materia per renderla “CREDO”.
Il rapimento provocato da Quel che resta della notte,un’istallazione composta da 29 tavole sepolte da 700mila spilli dalla testa colorata,votati all’introspezione a loro volta da una densa e fitta coltre di aquiescente cemento verniciato di nero,offre uno spettacolo ineguagliabile dove si fondono in un trinomio indissolubile,inquietudine,bellezza e poesia. E’ dunque un viaggio nei meandri dell’anima. Tali creazioni sono il frutto di ispirazione concreta,tangibile,di turbamento, esaltazione,risveglio di immagini arcaiche ed essenziali volti ad esprimere l’ineffabile.
Nunzio De Martino ci presenta così una sorta di flash-back,in cui le opere dialogano con il suono,danzano con il sangue ,le ceneri, la pelle, fino ad ottenere un effetto di moto scatenante che conduce ad un’armonia ascetica ,ad un’introspezione che arriva da lontano coinvolgendo l’uomo e il rapporto con sé,con la propria anima,senza mai dubitare, però, del proprio cuore.
“Passaggi”, personale di Nunzio De Martino
Changing Role - Main Gallery (via Chiatamone, 26 - Napoli)
Da venerdì 8 febbraio 2008 ore 19 (inaugurazione) e fino al 7 aprile 2008, visitabile dal martedì al venerdì dalle 15 alle 19 Come Ingresso libero. Info: +39 081 195 75 958 infogallery@changingrole.com