Viatico a Bologna

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a cura della redazione
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Come ogni anno Viatico è partito alla volta di Bologna in occasione dell’ultima edizione di Arte Fiera, grande meeting italiano di arte e cultura contemporanea, per promuovere l’ultima fatica editoriale non priva di spunti interessanti di dibattito e di approfondimento critico.
Tuttavia, rispetto agli anni scorsi la rivista poneva l’accento su un tema più di ordine sociale che squisitamente artistico giacché, come tutti sappiamo, la città di Napoli e l’intero territorio campano sono stati vittima di un’emergenza rifiuti di proporzioni colossali.
Dunque, Viatico pur mantenendo lo specifico della sua attività editoriale ha dato un certo risalto all’emergenza rifiuti dedicando la copertina ad un giovane artista, Pino Faiello, autore di una megascultura di eco-balle nel cuore pulsante di Giugliano, comune del napoletano martoriato dai rifiuti; nonché propendo nella quarta di copertina una inconsueta “pubblicità progresso” sul tema della raccolta differenziata ad opera di un fantomatico Anonimo Napoletano. Naturalmente il resto della rivista ha seguito uno schema più ordinario dedicando la propria attenzione a temi più esplicitamente estetico-artistici, anche se il paginone di Jan Knap potrebbe ragionevolmente essere interpretato come un intervento di “ecologia della mente” e dello spirito.
Ma la trasferta a Bologna non si è limitata alla mera distribuzione e promozione di Viatico, infatti, come si è appreso dai quotidiani cittadini e non, è stata installata un’eco-balla proprio davanti l’ingresso della fiera nel tentativo di sensibilizzare più gente possibile al problema campano.

Si è trattato di una vera e propria operazione di arte pubblica, ideata dallo stesso Pino Faiello in collaborazione con Viatico, operazione che si è dimostrata di un certo impatto attirando curiosi e addetti ai lavori di ogni sorta che hanno chiesto interviste e pubblicato articoli.
Ebbene, tralasciando il riscontro mediatico ciò che più interessa è aver utilizzato uno spazio deputato all’arte per esprimere in maniera sobria ma perentoria una condizione di disagio che non può essere giustificata in alcun modo né tanto meno indurre al silenzio.

2 Commenti a “Viatico a Bologna”

  1. Dario scrive:

    Difficile dire perchè il napoletano, a fronte del suo riconosciuto genio cretivo ed ironico, manchi assolutamente di quel senso dello stato che è una prerogativa di ogni democrazia.
    Secondo alcuni ciò sarebbe dovuto a secoli e secoli di dominazione, in special modo a quella spagnola che avrebbe introdotto il latifondo e la camorra.
    Ma, a parte le ricostruzioni storiche, ciò che dispiace vedere sempre più spesso è la totale mancanza di riguardo verso le istituzioni, il rifiuto pepetrato con sistematica puntualità nei confronti della legge e di qualsiasi rudimentale regola di civile convivenza.
    Viene da ridere quando si dice che Napoli non ha accettato la sfida della modernità giacché a ben vedere non ha recepito neanche i più basilari valoriu del cristianesimo.
    Così ampie aree della città, per non parlare della provincia, vivono secondo forme di organizzazione sociale che ricordano vagamente quelle del Neolitico, con clan che si ammazzano tra di loro in una guerra senza confini per il controllo del territorio.
    Naturalmente la “munnezza” è solo il contorno che dà più sapore e colore a tutta la faccenda.

  2. carlo scrive:

    Che ne diresti di visitare la mia terra e la mia gente prima di confermare le tue “convinte” asserzioni? Scoprirai gente meravigliosa e civileche saprà SICURAMENTE, anche grazie all’arte, riscattarsi da quei luoghi comuni che criminali che gestiscono l’informazione hanno imposto a tanti, come te che non ci conosce.

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